Global Network Block Device


Red Hat Enterprise Linux 5

Come utilizzare il GNBD con il Red Hat Global File System

Edizione 3

Sommario

Questa guida fornisce una panoramica su come utilizzare il Global Network Block Device (GNBD) con Red Hat GFS per Red Hat Enterprise Linux 5.

Introduzione

1. Informazioni su questa guida

Questa guida descrive l'utilizzo del Global Network Block Device (GNDB) con il Global File System (GFS), contiene le informazioni relative al device-mapper multipath, all'utilizzo dei comandi, al driver per il GNBD, e sull'esecuzione del GFS su di un nodo del server GNBD.

2. A chi è rivolto

Questa guida è rivolta agli amministratori che gestiscono sistemi sui quali viene eseguito il sistema operativo Linux. Necessita di una conoscenza di Red Hat Enterprise Linux 5 e della gestione del file system GFS.

3. Versioni software

Expand
Tabella 1. Versioni software
Software Descrizione
RHEL5
si riferisce a RHEL5 o versione più recente
GFS
si riferisce a GFS per RHEL5 o versione più recente

5. Suggerimenti

Se individuate degli errori o se pensate di poter contribuire al miglioramento di questa guida, contattateci subito. Inviate un report in Bugzilla (http://bugzilla.redhat.com/bugzilla/) sul componente rh-cs.
Be sure to mention the manual's identifier:
Bugzilla component: Documentation-cluster
Book identifier: Global_Network_Block_Device(EN)-5 (2009-08-18T15:25)
Copy to Clipboard Toggle word wrap
By mentioning this manual's identifier, we know exactly which version of the guide you have.
Se avete dei suggerimenti per migliorare la documentazione, cercate di essere il più specifici possibile. Se avete trovato un errore, vi preghiamo di includere il numero della sezione, e alcune righe di testo, in modo da agevolare le ricerca dell'errore stesso.

Capitolo 1. Come usare GNBD con Red Hat GFS

GNBD (Global Network Block Device) fornisce l'accesso al block-level storage attraverso un Ethernet LAN. I componenti del GNBD sono eseguiti come client in un nodo GFS, e come server in un nodo del server GNBD. Un nodo del server GNBD esporta il block-level storage dal proprio storage locale (storage collegato direttamente o storage SAN) su di un nodo GFS.
Tabella 1.1, «Componenti del sottosistema software del GNBD» summarizes the GNBD software subsystems components.
Expand
Tabella 1.1. Componenti del sottosistema software del GNBD
Sottosistema software Componenti Descrizione
GNBD gnbd.ko Modulo del kernel che implementa il driver del dispositivo GNBD sui client.
gnbd_export Comando per creare, esportare e gestire i GNBD su di un server GNBD.
gnbd_import Comando usato per importare e gestire i GNBD su di un client GNBD.
gnbd_serv Un demone del server che permette ad un nodo di esportare lo storage locale attraverso la rete.
È possibile configurare i server GNBD in modo da operare con il device-mapper multipath. Il GNBD insieme al device-mapper multipath, vi permette di configurare i nodi multipli del server GNBD per fornire percorsi ridondanti per i dispositivi di storage. I server GNBD, a loro volta, presentano percorsi multipli dello storage per i nodi GFS, tramite i GNBD ridondanti. Durante l'utilizzo del GNBD con il device-mapper multipath, se un nodo del server GNBD diventa non disponibile, un altro nodo presente nel server GNBD è in grado di fornire i nodi GFS con un accesso ai dispositivi di storage.
Questo documenta come utilizzare il GNBD con il Red Hat GFS e consiste nei seguenti capitoli:
Il GNBD con il device-mapper multipath vi permette di configurare nodi multipli del server GNBD (i nodi che esportano GNBD sui nodi GFS), per fornire percorsi ridondanti per i dispositivi di storage. I nodi del server GNBD, a loro volta, presentano percorsi multipli dello storage per i nodi GFS, tramite i GNBD ridondanti. Durante l'utilizzo del GNBD con il device-mapper multipath, se un nodo del server GNBD diventa non disponibile, un altro nodo presente nel server GNBD è in grado di fornire i nodi GFS con un accesso ai dispositivi di storage.
Se state utilizzando GNBD con il device-mapper multipath, è necessario considerare quanto di seguito riportato:

2.1. Linux Page Caching

For GNBD with device-mapper multipath, do not specify Linux page caching (the -c option of the gnbd_export command). All GNBDs that are part of a logical volume must run with caching disabled. Data corruption occurs if the GNBDs are run with caching enabled. Refer to Sezione 3.1, «Come esportare un GNBD da un server» for more information about using the gnbd_export command for GNBD with device-mapper multipath.

2.2. Fencing dei nodi del server GNBD

I nodi del server del GNBD devono essere separati utilizzando un metodo di fencing il quale rimuove fisicamente i nodi dalla rete. Per rimuovere fisicamente un nodo del server GNBD, è possibile utilizzare qualsiasi dispositivo per il fencing: ad eccezione di quanto di seguito riportato: fence_brocade fence agent, fence_vixel fence agent, fence_mcdata fence agent, fence_sanbox2 fence agent, fence_scsi fence agent. In aggiunta, non è possibile utilizzare il dispositivo di fencing del GNBD (fence_gnbd fence agent), per separare un nodo del server del GNBD. Per maggiori informazioni su come configurare il processo di fencing per i nodi del server del GNBD, consultare il manuale Global File System .

Capitolo 3. Come utilizzare il comando e il driver di GNBD

Il driver del Global Network Block Device (GNBD) permette ad un nodo di esportare il proprio storage locale come GNBD attraverso una rete, così facendo gli altri nodi presenti sulla rete sono in grado di condividere il suddetto storage. I nodi del client che importano GNBD lo utilizzano come qualsiasi altro dispositivo a blocchi. L'importazione di un GNBD su client multipli, forma una configurazione di storage condiviso attraverso il quale è possibile utilizzare il GFS.
Il driver del GNBD viene implementato attraverso i seguentei componenti.
  • gnbd_serv — Implementa il sever GNBD. Esso è un demone dello spazio-utente che permette ad un nodo di esportare lo storage locale attraverso una rete.
  • gnbd.ko — Implementa il driver del dispositivo GNBD sui client GNBD (con nodi che utilizzano i dispositivi GNBD).
Per configurare GNBD sono disponibili due comandi:
  • gnbd_export (for servers) — User program for creating, exporting, and managing GNBDs on a GNBD server.
  • gnbd_import (per i client) — Programma utente per l'importazione e gestione dei GNBD su di un GNBD.

3.1. Come esportare un GNBD da un server

Il demone gnbd_serv deve essere in esecuzione su di un nodo prima di poter esportare lo storage come un GNBD. È possibile avviare il demone eseguendo gnbd_serv nel modo seguente:
#gnbd_serv
gnbd_serv: startup succeeded
Copy to Clipboard Toggle word wrap
Una volta identificato lo storage locale da esportare, utilizzare il comando gnbd_export per iniziare il processo di esportazione.

Nota

Quando configurate i server GNBD con il device-mapper multipath non utilizzate il page caching. Tutti i GNBD facenti parte di un volume logico devono essere eseguiti con il caching disabilitato. Per impostazione predefinita il comando gnbd_export esegue il processo di esportazione con il caching disabilitato.

Nota

Un server non dovrebbe importare i GNBD per utilizarli come potrebbe fare un client. Se un server esporta i dispositivi uncached, i dispositivi sottostanti potrebbero essere usati anche dal gfs.

Utilizzo

gnbd_export -d pathname -e gnbdname [-c][-u][-U
Copy to Clipboard Toggle word wrap
pathname
Specifica il dispositivo di storage da esportare.
gnbdname
Specifica un nome arbitrario selezionato per il GNBD. Esso viene usato come nome del dispositivo sui client del GNBD. Questo nome deve essere unico su tutti i GNBD esportati in una rete.
-o
Esporta il dispositivo come di sola-lettura.
-c
Abilita il caching. Esegue la lettura dal GNBD esportato e sfrutta il page cache di Linux.
Per impostazione predefinita il comando gnbd_export non abilita il caching.

Nota

Durante la configurazione dei server del GNBD con il device-mapper multipath, non specificate l'opzione -c. Tutti i GNBD facenti parte di un volume logico devono essere eseguiti con il caching disabilitato.

Nota

Se utilizzate il GFS 5.2, o una versione precedente, e non desiderate modificare l'impostazione del GNBD, è consigliato specificare l'opzione -c. Prima del GFS Release 5.2.1, il caching di Linux per gnbd_export era abilitato per default. Se non specificate l'opzione -c, le prestazioni del GNBD diminuiranno in modo consistente. Altresì, se l'opzione -c non viene specificata, il GNBD esportato verrà eseguito in modalità timeout, utilizzando il valore di timeout predefinito (l'opzione -t). Per maggiori informazioni sul comando gnbd_export e sulle rispettive opzioni, consultate la pagina man di gnbd_export.
-u uid
Permette l'impostazione manuale dell'Identificatore Universale (Universal Identifier) per un dispositivo esportato. Questa opzione viene usata con -e. UID viene usato dal device-mapper multipath per determinare i dispositivi che appartengono ad una mappa multipath. Un dispositivo deve avere un UID multipathed. Tuttavia per la maggior parte dei dispositivi SCSI il comando Get UID predefinito, /usr/sbin/gnbd_get_uid, ritornerà un valore appropriato.

Nota

UID si riferisce al dispositivo esportato e non al GNBD. Gli UID di due dispositivi GNBD dovrebbero essere uguali solo se essi esportano lo stesso dispositivo sottostante. Ciò significa che entrambi i server del GNBD sono collegati allo stesso dispositivo fisico.

Nota

Questa opzione deve essere usata solo per l'esportazione dei dispositivi di storage condivisi quando l'opzione -U command non funziona. Questa procedura non dovrebbe mai interessare i dispositivi SCSI. Se due dispositivi GNBD, ai quali è stato attribuito lo stesso UID, non esportano lo stesso dispositivo sottostante, si verificherà una corruzione dei dati.
-U Command
Ottiene il comando UID. Il comando UID è un comando eseguito da gnbd_export per ottenere un Universal Identifier per il dispositivo esportato. L'UID è necessario per utilizzare il device-mapper multipath con GNBD. Il comando deve utilizzare il percorso completo di qualsiasi eseguibile desiderato. Un comando è in grado di contenere le sequenze escape %M, %m o %n. %M verrà modificato al numero maggiore del dispositivo esportato, %m modificato al numero minore del dispositivo esportato, e %n verrà modificato al nome sysfs per il dispositivo. Se non viene specificato alcun comando il GNBD userà il comando /usr/sbin/gnbd_get_uid predefinito. Questo comando funzionerà per la maggior parte dei dispositivi SCSI.

Esempi

Questo esempio è relativo al server GNBD configurato con GNBD multipath. In questo caso viene esportato il dispositivo /dev/sdc2 come GNBD gamma. Cache è disabilitato per default.
gnbd_export -d /dev/sdc2 -e gamma -U
Copy to Clipboard Toggle word wrap
Questo esempio è relativo al server GNBD non configurato con GNBD multipath. In questo esempio viene esportato il dispositivo /dev/sdb2 come GNBD delta con cache abilitato.
gnbd_export -d /dev/sdb1 -e delta -c
Copy to Clipboard Toggle word wrap
In questo esempio viene esportato il dispositivo /dev/sdb2 come GNBD delta con cache abilitato.
gnbd_export -d /dev/sdb2 -e delta -c
Copy to Clipboard Toggle word wrap

3.2. Come importare un GNBD su di un client

Il modulo del kernel gnbd.ko deve essere caricato su un nodo prima che esso possa importare i GNBD. Dopo aver importato i GNBD, i nodi del dispositivo verranno creati in /dev/gnbd/ ed i nomi assegnati durante l'esportazione.

Utilizzo

gnbd_import -i Server
Copy to Clipboard Toggle word wrap
Server
Specifica un server GNBD in base all'hostname o indirizzo IP dal quale importare i GNBD. Tutti i GNBD esportati dal server sono importati sul client che esegue questo comando.

Esempio

In questo esempio vengono importati tutti i GNBD dal server nodeA.
gnbd_import -i nodeA
Copy to Clipboard Toggle word wrap

Capitolo 4. Come eseguire GFS su un nodo del server del GNBD

È possibile eseguire GFS su un nodo del server del GNBD con qualche limitazione. In aggiunta, si avrà una riduzione delle prestazioni con l'esecuzione di GFS sul nodo del server del GNBD. Sono applicate altresì le seguenti limitazioni durante l'esecuzione di GFS sul nodo del server del GNBD.

Importante

Durante l'esecuzione del GFS sul nodo del server del GNBD è necessario seguire le restrizioni elencate; in caso contrario il nodo del server del GNBD fallirà.
  1. Un nodo del server GNBD dovrà avere un accesso locale a tutti i dispositivi di storage necessari per montare un file system GFS. Il nodo del server GNBD non deve importare (comando gnbd_import) altri dispositivi GNBD per eseguire il file system.
  2. Il server GNBD deve esportare tutti i GNBD in modalità uncached, deve esportare i raw device e non i logical volume device.
  3. GFS deve essere eseguito con un logical volume device e non un raw device.

Nota

Sarà necessario aumentare il periodo di timeout sui GNBD esportati per poter adattarsi alla diminuzione delle prestazioni. La necessità di aumentare il periodo di timeout dipende dalla qualità dell'hardware.

Appendice A. Cronologia della revisione

Diario delle Revisioni
Revisione 3-7.4002013-10-31Rüdiger Landmann
Rebuild with publican 4.0.0
Revisione 3-72012-07-18Anthony Towns
Rebuild for Publican 3.0
Revisione 1.0-0Thu Jan 29 2009

Nota Legale

Copyright © 2009 Red Hat, Inc.
This document is licensed by Red Hat under the Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported License. If you distribute this document, or a modified version of it, you must provide attribution to Red Hat, Inc. and provide a link to the original. If the document is modified, all Red Hat trademarks must be removed.
Red Hat, as the licensor of this document, waives the right to enforce, and agrees not to assert, Section 4d of CC-BY-SA to the fullest extent permitted by applicable law.
Red Hat, Red Hat Enterprise Linux, the Shadowman logo, JBoss, OpenShift, Fedora, the Infinity logo, and RHCE are trademarks of Red Hat, Inc., registered in the United States and other countries.
Linux® is the registered trademark of Linus Torvalds in the United States and other countries.
Java® is a registered trademark of Oracle and/or its affiliates.
XFS® is a trademark of Silicon Graphics International Corp. or its subsidiaries in the United States and/or other countries.
MySQL® is a registered trademark of MySQL AB in the United States, the European Union and other countries.
Node.js® is an official trademark of Joyent. Red Hat Software Collections is not formally related to or endorsed by the official Joyent Node.js open source or commercial project.
The OpenStack® Word Mark and OpenStack logo are either registered trademarks/service marks or trademarks/service marks of the OpenStack Foundation, in the United States and other countries and are used with the OpenStack Foundation's permission. We are not affiliated with, endorsed or sponsored by the OpenStack Foundation, or the OpenStack community.
All other trademarks are the property of their respective owners.
Torna in cima
Red Hat logoGithubredditYoutubeTwitter

Formazione

Prova, acquista e vendi

Community

Informazioni sulla documentazione di Red Hat

Aiutiamo gli utenti Red Hat a innovarsi e raggiungere i propri obiettivi con i nostri prodotti e servizi grazie a contenuti di cui possono fidarsi. Esplora i nostri ultimi aggiornamenti.

Rendiamo l’open source più inclusivo

Red Hat si impegna a sostituire il linguaggio problematico nel codice, nella documentazione e nelle proprietà web. Per maggiori dettagli, visita il Blog di Red Hat.

Informazioni su Red Hat

Forniamo soluzioni consolidate che rendono più semplice per le aziende lavorare su piattaforme e ambienti diversi, dal datacenter centrale all'edge della rete.

Theme

© 2026 Red Hat