Logical Volume Manager Administration
Guida per l'amministratore LVM
Edizione 1
Sommario
Introduzione
1. Informazioni su questa guida Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
2. A chi è rivolto Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
3. Versioni software Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
| Software | Descrizione |
|---|---|
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RHEL 6
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si riferisce a RHEL 6 e versioni più recenti
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GFS2
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si riferisce a GFS2 per RHEL 6 e versioni più recenti
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4. Documentazione relativa Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Installation Guide — Fornisce le informazioni relative al processo d'installazione di Red Hat Enterprise Linux 6.
- Deployment Guide — Fornisce le informazioni relative all'implementazione, configurazione e amministrazione di Red Hat Enterprise Linux 6.
- Storage Administration Guide — Fornisce le informazioni necessarie per una gestione efficace dei dispositivi di storage e dei file system su Red Hat Enterprise Linux 6.
- Panoramica sull'High Availability Add-On — Fornisce una panoramica molto dettagliata sul Red Hat High Availability Add-On.
- Amministrazione del Cluster — Fornisce le informazioni relative all'installazione, configurazione e gestione per il Red Hat High Availability Add-On.
- Global File System 2: Configurazione e amministrazione — Fornisce le informazioni sull'installazione, configurazione ed amministrazione del Red Hat GFS2 (Red Hat Global File System 2) incluso con il Resilient Storage Add-On.
- DM Multipath — Fornisce le informazioni relative all'utilizzo del Device-Mapper Multipath di Red Hat Enterprise Linux 6.
- Amministrazione Load Balancer — Fornisce le informazioni necessarie per la configurazione di sistemi ad elevate prestazioni con il Load Balancer Add-On, un set di componenti software integrati il quale fornisce i Linux Virtual Servers (LVS) per il bilanciamento del carico IP su di un set di server reali.
- Note di rilascio — Fornisce le informazioni sulla release corrente dei prodotti di Red Hat.
5. Abbiamo bisogno di commenti! Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Logical_Volume_Manager_Administration(EN)-6 (2011-05-19-15:20).
Capitolo 1. LVM Logical Volume Manager Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
1.1. Funzioni nuove e modificate Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
1.1.1. Funzioni nuove e modificate di Red Hat Enterprise Linux 6.0 Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- È possibile definire il comportamento di un volume logico speculare in presenza di un errore del dispositivo tramite i parametri
mirror_image_fault_policyemirror_log_fault_policynella sezioneactivationdel filelvm.conf. Dopo aver impostato i parametri suremove, il sistema cercherà di rimuovere il dispositivo che presenta l'errore e continuerà l'esecuzione senza di esso. Se il parametro è impostato suallocate, il sistema cercherà di rimuovere il dispositivo fallito ed assegnerà lo spazio su di un nuovo dispositivo come sostituto del dispositivo in questione; questa politica si comporterà come la politicaremovese nessun dispositivo e spazio idonei possono essere assegnati come sostituti. Per informazioni sulle politiche relative all'errore del mirror di LVM consultare Sezione 4.4.3.1, «Politica sugli errori del volume logico speculare». - Per la versione di Red Hat Enterprise Linux 6 lo stack di Linux è stato migliorato in modo da poter processare le informazioni sui limiti relativi all'I/O forniti dal rivenditore. Ciò permette ai tool di gestione per lo storage, incluso LVM, di ottimizzare l'accesso ed il posizionamento dei dati. Questo supporto può essere disabilitato modificando i valori predefiniti di
data_alignment_detectionedata_alignment_offset_detectionnel filelvm.conf. A tale scopo non è consigliato disabilitare questo supporto.Per informazioni sull'allineamento dei dati in LVM e per la modifica dei valori predefiniti didata_alignment_detectionedata_alignment_offset_detection, consultare la documentazione relativa al file/etc/lvm/lvm.conf, presente anche in Appendice B, File di configurazione LVM. Per informazioni generali sul supporto per lo stack I/O ed i relativi limiti in Red Hat Enterprise Linux 6, consultare la Storage Administration Guide. - Con Red Hat Enterprise Linux 6, il Device Mapper fornisce un supporto diretto per l'integrazione di
udev. Ciò fornisce una sincronizzazione del Device Mapper con tutta la processazioneudevrelativa ai dispositivi del Device Mapper, incluso i dispositivi LVM. Per informazioni sul supporto del Device Mapper per il device managerudev, consultare Sezione A.3, «Supporto Device Mapper per il Device Manager udev». - Per la release Red Hat Enterprise Linux 6 usare il comando
lvconvert --repairper riparare un mirror dopo un errore del disco. Tale comando ripristinerà lo stato corretto del mirror. Per informazioni sul comandolvconvert --repairconsultare Sezione 4.4.3.3, «Correzione di un dispositivo logico speculare». - Con la release di Red Hat Enterprise Linux 6 è possibile usare l'opzione
--mergedel comandolvconvertper eseguire il merge di una snapshot nel proprio volume d'origine. Per informazioni sul merge delle snapshot consultare Sezione 4.4.5, «Unione dei volumi della snapshot». - Con la release Red Hat Enterprise Linux 6 sarà possibile usare l'opzione
--splitmirrorsdel comandolvconvertper separare una immagine ridondante di un volume logico speculare in modo da formare un nuovo volume logico. Per informazioni su come utilizzare questa opzione consultare Sezione 4.4.3.2, «Separazione di una immagine ridondante del volume logico speculare». - Sarà ora possibile creare un log del mirror per un dispositivo logico speculare, il quale a sua volta sarà speculare, tramite l'opzione
--mirrorlog mirroreddel comandolvcreatedurante la creazione di un dispositivo logico speculare. Per informazioni su come usare questa opzione consultare Sezione 4.4.3, «Creazione volumi speculari».
1.1.2. Funzioni nuove e modificate di Red Hat Enterprise Linux 6.1 Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- La release Red Hat Enterprise Linux 6.1 supporta la creazione dei volumi logici delle snapshot dei volumi logici speculari. La creazione di una snapshot di un volume speculare è simile alla creazione di una snapshot di un volume logico segmentato o lineare. Per informazioni sulla creazione delle snapshot dei volumi consultare Sezione 4.4.4, «Creazione dei volumi della snapshot».
- Durante l'estensione di un volume LVM sarà possibile usare l'opzione
--alloc clingdel comandolvextendper specificare la politica di assegnazionecling. Questa politica selezionerà lo spazio sugli stessi volumi fisici come segmento ultimo del volume logico esistente. Se lo spazio sui volumi fisici non è sufficiente e l'elenco dei tag è definito nel filelvm.conf, LVM controllerà la presenza di tag collegati ai volumi fisici e cercherà di corrispondere i tag dei volumi fisici tra estensioni esistenti e quelle nuove.Per informazioni su come estendere i volumi speculari LVM con l'opzione--alloc clingdel comandolvextendconsultare Sezione 4.4.12.2, «Estensione di un volume logico con politica di assegnazionecling». - È ora possibile specificare argomenti multipli
--addtage--deltagall'interno di un singolo comandopvchange,vgchange, olvchange. Per informazioni su come aggiungere o rimuovere i tag consultare Sezione C.1, «Come aggiungere e rimuovere i tag dagli oggetti». - È stato esteso l'elenco di caratteri permessi in LVM dei tag dell'oggetto ed ora sarà possibile utilizzare "/", "=", "!", ":", "#", and "&". Per informazioni sui tag di LVM consultare Appendice C, Tag oggetto LVM.
- È possibile combinare RAID0 (striping) e RAID1 (mirroring) in un unico volume logico. La creazione di un volume logico insieme alla determinazione del numero dei mirror (
--mirrors X) ed al numero di segmenti (--stripes Y) genererà un dispositivo mirror con dispositivi segmentati. Per maggiori informazioni su come creare volumi logici speculari consultate Sezione 4.4.3, «Creazione volumi speculari». - Con Red Hat Enterprise Linux 6.1 se desiderate creare un backup di dati consistente su di un volume logico clusterizzato sarà possibile attivare il volume e successivamente creare la snapshot. Per informazioni su come attivare i volumi logici su un nodo consultate Sezione 4.7, «Attivazione dei volumi logici su nodi individuali in un cluster».
1.2. Volumi logici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Capacità più flessibileQuando si utilizzano i volumi logici i file system possono essere estesi attraverso dischi multipli, poichè è possibile aggregare sia i dischi che le partizioni in un volume logico singolo.
- Pool di storage ridimensionabiliÈ possibile estendere o ridurre la dimensione dei volumi logici con alcuni comandi software semplici, senza riformattare e ripartizionare i dispositivi del disco interessati.
- Riassegnazione dati onlinePer implementare sottosistemi di storage nuovi, più veloci o più resistenti, è possibile spostare i dati mentre il vostro sistema è attivo. I dati possono essere riassegnati sui dischi durante l'utilizzo dei dischi stessi. Per esempio, è possibile svuotare un disco di tipo hot-swappable prima di rimuoverlo.
- Come nominare un dispositivo in modo convenienteI volumi dello storage locale possono essere gestiti in gruppi definiti dall'utente, i quali possono essere chiamati a vostra discrezione.
- Disk stripingÈ possibile creare un volume logico in grado di scrivere i dati su due o più dischi. Ciò potrebbe aumentarne drammaticamente le prestazioni.
- Volumi in mirroringI volumi logici forniscono un modo molto conveniente per configurare un mirror per i vostri dati.
- Snapshot del volumeUtilizzando i volumi logici è possibile eseguire delle snapshot del dispositivo per un backup conforme, oppure per provare gli effetti delle modifiche senza interessare i dati reali.
1.3. Panoramica sull'architettura LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- capacità più flessibile
- conservazione dei metadati più efficiente
- un formato migliore per il processo di ripristino
- nuovo formato per i metadati ASCII
- modifiche atomiche per i metadati
- copie ridondanti di metadati
vgconvert. Per informazioni su come convertire il formato dei metadati, consultate la pagina man di vgconvert(8).
Figura 1.1. Componenti del volume logico LVM
1.4. LVM Logical Volume Manager (CLVM) Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Se solo uno nodo del vostro sistema ha bisogno di accedere allo storage da voi configurato come volumi logici, allora sarà possibile utilizzare LVM senza le estensioni CLVM, in questo modo i volumi logici creati con il nodo in questione risulteranno locali al nodo.
- Se utilizzate un sistema clusterizzato per il processo di failover dove un singolo nodo accede allo storage, e risulta attivo in ogni dato momento, allora è consigliato utilizzare gli agent High Availability Logical Volume Management (HA-LVM). Per informazioni su HA-LVM, consultare la guida Configurazione e gestione di un Red Hat Cluster.
- Se più nodi del cluster hanno la necessità di accedere al vostro storage, il quale verrà di conseguenza condiviso tra i nodi attivi, allora sarà necessario utilizzare CLVM. CLVM permette ad un utente di configurare i volumi logici su di uno storage condiviso, bloccando l'accesso allo storage fisico durante la configurazione di un volume logico ed utilizza i servizi di bloccaggio clusterizzati per gestire lo storage condiviso.
clmvd, devono essere in esecuzione. Il demone clmvd rappresenta l'estensione più importante del clustering per LVM. Il demone clvmd viene eseguito su ogni computer del cluster e distribuisce gli aggiornamenti dei metadati LVM in un cluster, presentando ad ogni computer la stessa visuale dei volumi logici. Per informazioni su come installare e amministrare High Availability Add-On consultare la Configurazione e gestione di un Red Hat Cluster.
clmvd sia stato iniziato al momento dell'avvio eseguire un comando chkconfig ... on sul servizio clvmd nel modo seguente:
chkconfig clvmd on
# chkconfig clvmd on
clvmd non è stato iniziato sarà possibile eseguire un comando service ... start sul servizio clvmd nel modo seguente:
service clvmd start
# service clvmd start
Avvertimento
Figura 1.2. Panoramica di CLVM
Nota
lvm.conf per il blocco dell'intero cluster. Le informazioni su come configurare il file lvm.conf per il supporto del blocco clusterizzato sono disponibili all'interno dello stesso file lvm.conf. Per informazioni sul file lvm.conf consultare Appendice B, File di configurazione LVM.
1.5. Panoramica del documento Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Capitolo 2, Componenti di LVM descrive i componenti che costituiscono un volume logico LVM.
- Capitolo 3, Panoramica sull'amministrazione di LVM fornisce una panoramica sulle fasi di base da seguire per la configurazione dei volumi logici LVM, sia se state usando i comandi Command Line Interface (CLI) di LVM che la Graphical User Interface (GUI).
- Capitolo 4, Amministrazione di LVM con i comandi CLI riassume i compiti amministrativi da eseguire con i comandi CLI di LVM, per la creazione ed il mantenimento dei volumi logici.
- Capitolo 5, Esempi di configurazione LVM fornisce una varietà di esempi relativi alla configurazione di LVM.
- Capitolo 6, Troubleshooting di LVM fornisce le informazioni per il troubleshooting per una varietà di problematiche relative a LVM.
- Capitolo 7, Amministrazione di LVM con la GUI di LVM riassume il funzionamento della GUI di LVM.
- Appendice A, Device Mapper descrive il Device Mapper usato da LVM per mappare i volumi fisici e logici.
- Appendice B, File di configurazione LVM descrive i file di configurazione di LVM.
- Appendice C, Tag oggetto LVM descrive i tag dell'oggetto LVM e dell'host.
- Appendice D, Metadati del gruppo di volumi LVM descrive i metadati del gruppo di volumi LVM, ed include una copia dei metadati per un gruppo di volumi LVM.
Capitolo 2. Componenti di LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
2.1. Volumi fisici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
2.1.1. Disposizione del volume fisico LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Nota
Figura 2.1. Disposizione del volume fisico
2.1.2. Partizioni multiple su di un disco Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Amministrazione più convenienteÈ più semplice controllare l'hardware in un sistema se ogni disco reale appare solo una volta. Tale tendenza è particolarmente vera se un disco fallisce. In aggiunta, i volumi fisici multipli su di un disco singolo potrebbero causare un avvertimento da parte kernel sulle diverse partizioni sconosciute al momento dell'avvio.
- Prestazioni relative allo stripingLVM non è in grado di indicare la presenza di due volumi fisici sullo stesso disco fisico. Per questo motivo se create un volume logico segmentato quando due volumi fisici si trovano sullo stesso disco fisico, i segmenti più piccoli possono essere presenti su diverse partizioni dello stesso disco. Tale comportamento potrebbe risultare in una diminuzione delle prestazioni e non in un aumento.
2.2. Gruppi di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
2.3. Volumi logici LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
2.3.1. Volumi lineari Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Figura 2.2. Mappatura estensione
VG1 con una estensione fisica di dimensione pari a 4MB. Questo gruppo di volumi include 2 volumi fisici chiamati PV1 e PV2. I volumi fisici sono divisi in unità di 4MB poichè questa è la dimensione dell'estensione. In questo esempio PV1 ha una dimensione di 100 estensioni (400MB), e PV2 una dimensione di 200 estensioni (800MB). È possibile creare un volume lineare con una dimensione che và da 1 a 300 estensioni (da 4MB a 1200MB). In questo esempio il volume lineare chiamato LV1 ha una dimensione di 300 estensioni.
Figura 2.3. Volume lineare con volumi fisici diversi
LV1, con una dimensione di 250 estensioni (1000MB) e LV2 con una dimensione di 50 estensioni (200MB).
Figura 2.4. Multiple Logical Volumes
2.3.2. Volumi logici segmentati Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- il primo segmento di dati viene scritto su PV1
- il secondo segmento viene scritto su PV2
- la terza viene scritta su PV3
- il quarto segmento viene scritto su PV1
Figura 2.5. Processo di stripping dei dati su tre PV
2.3.3. Volumi logici speculari Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Figura 2.6. Volume logico speculare
2.3.4. Volumi delle snapshot Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Nota
Nota
Nota
/usr, avrà bisogno di meno spazio rispetto ad una snapshot con volume sul quale vengono eseguiti un numero più elevato di processi di scrittura, come ad esempio /home.
- È consigliato fare una istantanea se è necessario eseguire un backup su di un volume logico senza arrestare l'aggiornamento 'live' dei dati da parte del sistema.
- È possibile eseguire il comando
fscksul file system di una snapshot per controllare l'integrità del file system e determinare se il file system originale ha bisogno di correzioni. - Poichè è possibile eseguire la lettura e scrittura della snapshot, è possibile testare le applicazioni con i dati di produzione eseguendo una snapshot e successivamente alcuni test senza interessare i dati reali.
- È possibile altresì creare i volumi LVM per un loro utilizzo con tecnologie di virtualizzazione Red Hat. Le snapshot LVM possono essere usate per creare snapshot di immagini del guest virtuale. Le suddette snapshot sono in grado di fornire un metodo conveniente per la modifica dei guest esistenti o per la creazione di nuovi guest con storage aggiuntivo minimo. Per maggiori informazioni sulla creazione di snapshot LVM per guest virtualizzati consultare la Red Hat Enterprise Linux Virtualization Guide.
--merge del comando lvconvert per eseguire il merge di una snapshot nel proprio volume d'origine. Questa funzione può essere usata se si desidera eseguire un rollback del sistema in presenza di perdita di dati o file o se avete la necessità di ripristinare il sistema ad uno stato precedente. Dopo il merge del volume della snapshot, il volume logico risultante avrà il nome del volume d'origine, il numero minore, l'UUID con una conseguente rimozione della snapshot sulla quale è stato eseguito il merge. Per informazioni su come usare questa opzione consultare Sezione 4.4.5, «Unione dei volumi della snapshot».
Capitolo 3. Panoramica sull'amministrazione di LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
3.1. Creazione dei volumi LVM in un cluster Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
clmvd, deve essere avviato al momento dell'avvio come riportato in Sezione 1.4, «LVM Logical Volume Manager (CLVM)».
lvm.conf per il blocco dell'intero cluster. Le informazioni su come configurare il file lvm.conf per il supporto del blocco clusterizzato sono disponibili all'interno dello stesso file lvm.conf. Per informazioni sul file lvm.conf consultare Appendice B, File di configurazione LVM.
Avvertimento
3.2. Panoramica sulla creazione del volume logico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Inizializzare le partizioni da utilizzare per il volume LVM come volume fisico (tale operazione aggiungerà loro una etichetta).
- Creazione di un gruppo di volumi
- Creazione di un volume logico.
Nota
- Create un file system GFS2 sul volume logico con il comando
mkfs.gfs2. - Create un nuovo mount point con il comando
mkdir. In un sistema clusterizzato, create il mount point su tutti i nodi nel cluster. - Montate il file system. Potreste aggiungere una riga a
fstabper ogni nodo nel sistema.
3.3. Sviluppo di un file system su di un volume logico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Create un nuovo volume fisico.
- Estendete il gruppo di volumi che contiene il volume logico con il file system che state sviluppando in modo da includere il nuovo volume fisico.
- Aumentate il volume logico in modo da includere il nuovo volume fisico.
- Sviluppo del file system.
3.4. Backup del volume logico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvm.conf. Per default, il backup dei metadati viene conservato in /etc/lvm/backup mentre gli archivi vengono conservati in /etc/lvm/archive. La durata dell'archiviazione degli archivi dei metadati in /etc/lvm/archive ed il numero dei file d'archivio è determinato dai parametri impostati nel file lvm.conf. Un backup giornaliero del sistema dovrebbe includere i contenuti della directory /etc/lvm nel backup stesso.
/etc/lvm/backup con il comando vgcfgbackup. È possibile ripristinare i metadati con il comando vgcfgrestore. I comandi vgcfgbackup e vgcfgrestore sono descritti in Sezione 4.3.12, «Esecuzione del back up dei metadati del gruppo di volumi».
3.5. Registrazione Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- output/errore standard
- syslog
- file di log
- funzione di log esterna
/etc/lvm/lvm.conf, il quale viene descritto in Appendice B, File di configurazione LVM.
Capitolo 4. Amministrazione di LVM con i comandi CLI Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Nota
clvmd sia in esecuzione. Per maggiori informazioni consultare Sezione 3.1, «Creazione dei volumi LVM in un cluster».
4.1. Come utilizzare i comandi CLI Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
--units in un comando, la lettere minuscole indicano che le unità sono multipli di 1024, mentre lettere maiuscole indicano che le stesse unità sono multiple di 1000.
lvol0 in un gruppo di volumi vg0 può essere specificato come vg0/lvol0. Dove un elenco dei gruppi di volumi è necessario ma lasciato vuoto verrà visualizzato un elenco di tutti i gruppi di volumi. Dove sarà necessario un elenco di volumi logici ma al contrario viene fornito un gruppo di volumi, verrà visualizzato un elenco di tutti i volumi logici per quel gruppo di volumi. Per esempio il comando lvdisplay vg0 visualizzerà tutti i volumi logici nel gruppo di volumi vg0.
-v il quale può essere inserito numerose volte per aumentare la verbosità di un output. Per esempio, di seguito vengono mostrati gli esempi relativi all'output predefinito del comando lvcreate.
lvcreate -L 50MB new_vg Rounding up size to full physical extent 52.00 MB Logical volume "lvol0" created
# lvcreate -L 50MB new_vg
Rounding up size to full physical extent 52.00 MB
Logical volume "lvol0" created
lvcreate con l'argomento -v.
-vv, -vvv o the -vvvv per visualizzare informazioni più dettagliate sull'esecuzione del comando. L'argomento -vvvv fornisce la quantità massima di informazioni in questo momento. Il seguente esempio mostra solo le prime righe dell'output per il comando lvcreate con l'argomento -vvvv.
--help del comando.
commandname --help
commandname --help
man:
man commandname
man commandname
man lvm fornisce informazioni generali online su LVM.
/dev/sdf, facente parte di un gruppo di volumi e, quando nuovamente collegato, chiamato /dev/sdk. LVM sarà in grado di trovare il volume fisico poichè è in grado di identificare l'UUID corrispondente e non il nome del dispositivo. Per informazioni su come speficicare l'UUID di un volume fisico durante la creazione di un volume fisico, consultate la Sezione 6.4, «Recupero dei metadati del volume fisico».
4.2. Amministrazione del volume fisico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
4.2.1. Creazione dei volumi fisici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
4.2.1.1. Impostazione del tipo di partizione Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
fdisk o cfdisk o equivalente. Per tutti i dispositivi a disco solo la tabella delle partizioni deve essere rimossa. Tale processo distruggerà tutti i dati sul disco in questione. È possibile rimuovere una tabella delle partizioni esistente azzerando il primo settore con il seguente comando:
dd if=/dev/zero of=PhysicalVolume bs=512 count=1
dd if=/dev/zero of=PhysicalVolume bs=512 count=1
4.2.1.2. Inizializzazione dei volumi fisici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvcreate per inizializzare un dispositivo a blocchi da usare come volume fisico. L'inizializzazione è analoga alla formattazione di un file system.
/dev/sdd1, /dev/sde1, e /dev/sdf1 per l'uso come volumi fisici LVM.
pvcreate /dev/sdd1 /dev/sde1 /dev/sdf1
pvcreate /dev/sdd1 /dev/sde1 /dev/sdf1
pvcreate sulla partizione. Nel seguente esempio /dev/hdb1 viene inizializzato come volume fisico LVM, ed usato in un secondo momento come parte di un volume logico LVM.
pvcreate /dev/hdb1
pvcreate /dev/hdb1
4.2.1.3. Scansione per dispositivi a blocchi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvmdiskscan, come riportato nel seguente esempio.
4.2.2. Visualizzazione dei volumi fisici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvs, pvdisplay, e pvscan.
pvs fornisce le informazioni sul volume fisico attraverso un formato configurabile, mostrando una riga per volume fisico. Il comando pvs è idoneo per un controllo del formato ed è utile per lo scripting. Per informazioni su come utilizzare il comando pvs per personalizzare l'output desiderato consultate Sezione 4.8, «Personalizzazione dei riporti per LVM».
pvdisplay fornisce un output verboso con diverse righe per ogni volume fisico. Esso visualizza le proprietà fisiche (dimensione, estensioni, gruppo di volumi ecc) in un formato fisso.
pvdisplay per un volume fisico singolo.
pvscan esegue la scansione di tutti i dispositivi a blocchi LVM nel sistema per la presenza di volumi fisici.
lvm.conf, così facendo questo comando non esegue la scansione dei volumi fisici specifici. Per informazioni su come utilizzare i filtri per controllare su quali dispositivi eseguire la scansione consultate la Sezione 4.5, «Controllo delle scansioni del dispositivo LVM con i filtri».
4.2.3. Come impedire l'assegnazione su di un volume fisico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvchange. Tale operazione potrebbe essere necessaria se sono presenti sul disco alcuni errori, oppure se desiderate rimuovere il volume fisico.
/dev/sdk1.
pvchange -x n /dev/sdk1
pvchange -x n /dev/sdk1
-xy del comando pvchange, per abilitare l'assegnazione dove precedentemente non permessa.
4.2.4. Come variare la dimensione di un volume fisico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvresize per aggiornare LVM con la nuova dimensione. Potrete eseguire questo comando mentre LVM utilizza il volume fisico.
4.2.5. Rimozione dei volumi fisici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvremove. L'esecuzione del comando pvremove azzererà i metadati di LVM su di un volume fisico vuoto.
vgreduce, come descritto in Sezione 4.3.6, «Rimozione dei volumi fisici da un gruppo di volumi».
pvremove /dev/ram15 Labels on physical volume "/dev/ram15" successfully wiped
# pvremove /dev/ram15
Labels on physical volume "/dev/ram15" successfully wiped
4.3. Amministrazione del gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
4.3.1. Creazione dei gruppi di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgcreate. Il comando vgcreate crea un nuovo gruppo di volumi con un nome ed aggiunge ad esso almeno un volume fisico.
vg1 il quale contiene i volumi fisici /dev/sdd1 e /dev/sde1.
vgcreate vg1 /dev/sdd1 /dev/sde1
vgcreate vg1 /dev/sdd1 /dev/sde1
vgcreate se il valore predefinito non risulta essere idoneo utilizzando l'argomento -s. È possibile inserire dei limiti sul numero di volumi logici o fisici ospitati dal gruppo di volumi, utilizzando gli argomenti -p e -l del comando vgcreate.
normal. È possibile utilizzare l'argomento --alloc del comando vgcreate, per specificare una policy di assegnazione di tipo contiguous, anywhere, o cling.
contiguous le nuove estensioni sono adiacenti alle estensioni esistenti. Se è disponibile un numero sufficiente di estensioni per poter soddisfare una richiesta di assegnazione, e se la politica di assegnazione normal non le usa, la politica anywhere sarà in grado di farlo anche a rischio di ridurre la prestazione, a causa del posizionamento di due segmenti sullo stesso volume fisico. La politica cling posiziona le nuove estensioni sullo stesso volume fisico delle estensioni esistenti, nello stesso segmento del volume logico. Queste politiche possono essere modificate usando il comando vgchange.
cling insieme ai tag LVM per specificare i volumi aggiuntivi da usare durante l'estensione di un volume LVM consultare Sezione 4.4.12.2, «Estensione di un volume logico con politica di assegnazione cling».
normal sono necessarie solo in casi particolari, quando è richiesto specificare un'assegnazione di estensioni non standard o non comune.
/dev con la seguente disposizione:
/dev/vg/lv/
/dev/vg/lv/
myvg1 e myvg2, ognuno dei quali con tre logical volumes chiamati lvo1, lvo2, e lvo3, ciò creerà sei file speciali del dispositivo:
4.3.2. Creazione dei gruppi di volumi in un cluster Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgcreate, in modo simile ad una loro creazione su di un nodo singolo.
-c n del comando vgcreate.
vg1 il quale contiene i volumi fisici /dev/sdd1 e /dev/sde1.
vgcreate -c n vg1 /dev/sdd1 /dev/sde1
vgcreate -c n vg1 /dev/sdd1 /dev/sde1
-c del comando vgchange, come riportato in Sezione 4.3.7, «Modifica dei parametri di un gruppo di volumi».
vgs, il quale mostra l'attributo c se il volume è clusterizzato. Il seguente comando mostra gli attributi dei gruppi di volumi VolGroup00 e testvg1. In questo esempio VolGroup00 non è clusterizzato mentre testvg1 risulta esserlo, come riportato dall'attributo c con l'intestazione Attr.
vgs VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree VolGroup00 1 2 0 wz--n- 19.88G 0 testvg1 1 1 0 wz--nc 46.00G 8.00M
[root@doc-07]# vgs
VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree
VolGroup00 1 2 0 wz--n- 19.88G 0
testvg1 1 1 0 wz--nc 46.00G 8.00M
vgs consultare Sezione 4.3.4, «Come visualizzare i gruppi di volumi» Sezione 4.8, «Personalizzazione dei riporti per LVM», e la pagina man di vgs.
4.3.3. Aggiunta di un volume fisico ad un gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgextend. Il comando vgextend aumenta la capacità di un gruppo di volumi aggiungendo uno o più volumi fisici disponibili.
/dev/sdf1 al gruppo di volumi vg1.
vgextend vg1 /dev/sdf1
vgextend vg1 /dev/sdf1
4.3.4. Come visualizzare i gruppi di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgs e vgdisplay.
vgscan può essere utilizzato per visualizzare i gruppi di volumi, anche se il suo scopo primario è quello di eseguire la scansione di tutti i dischi per i gruppi di volumi e ricreare il file cache di LVM. Per informazioni sul comando vgscan, consultate la Sezione 4.3.5, «Scansione dischi per i gruppi di volumi per la creazione del file di cache».
vgs fornisce le informazioni sul gruppo di volumi attraverso una forma configurabile, mostrando una riga per gruppo. Il comando vgs è idoneo per un controllo del formato ed è utile per lo scripting. Per informazioni su come utilizzare il comando vgs per personalizzare il vostro output consultate la Sezione 4.8, «Personalizzazione dei riporti per LVM».
vgdisplay mostra le proprietà del gruppo di volumi (come ad esempio dimensione, estensioni, numero di volumi fisici, ecc) attraverso una forma fissa. Il seguente esempio mostra l'output di un comando vgdisplay per il gruppo di volumi new_vg. Se non specificate un gruppo di volumi, tutti i gruppi di volumi esistenti verranno visualizzati.
4.3.5. Scansione dischi per i gruppi di volumi per la creazione del file di cache Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgscan esegue la scansione di tutti i dispositivi a disco supportati nel sistema, andando alla ricerca dei volumi fisici LVM e dei gruppi dei volumi. Ciò crea il file di cache di LVM in /etc/lvm/.cache, il quale mantiene un elenco di dispositivi LVM correnti.
vgscan automaticamente al momento dell'avvio del sistema ed in altri momenti durante il funzionamento di LVM, ad esempio durante l'esecuzione del comando vgcreate, oppure quando LVM rileva una qualsiasi inconsistenza.
Nota
vgscan se modificate la configurazione del vostro hardware aggiungendo o rimuovendo il dispositivo da un nodo, rendendo così visibili al sistema i nuovi dispositivi i quali non erano presenti al momento dell'avvio. Tale procedura potrebbe essere necessaria, per esempio, se aggiungete nuovi dischi al sistema su di un SAN, oppure se eseguite l'hotplug di un nuovo disco etichettato come volume fisico.
lvm.conf è possibile definire un filtro per limitare la scansione, e quindi evitare dispositivi specifici. Per maggiori informazioni su come utilizzare i filtri per controllare i dispositivi sui quali eseguire la scansione, consultate la Sezione 4.5, «Controllo delle scansioni del dispositivo LVM con i filtri».
vgscan.
vgscan Reading all physical volumes. This may take a while... Found volume group "new_vg" using metadata type lvm2 Found volume group "officevg" using metadata type lvm2
# vgscan
Reading all physical volumes. This may take a while...
Found volume group "new_vg" using metadata type lvm2
Found volume group "officevg" using metadata type lvm2
4.3.6. Rimozione dei volumi fisici da un gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgreduce. Il comando vgreduce riduce la capacità di un gruppo di volumi attraverso la rimozione di uno o più volumi fisici. Tale operazione libera i volumi fisici in modo da usarli in altri gruppi, oppure da rimuovere completamente dal sistema.
pvdisplay.
pvmove. Successivamente, utilizzate il comando vgreduce per rimuovere il volume fisico:
/dev/hda1 dal gruppo di volumi my_volume_group.
vgreduce my_volume_group /dev/hda1
# vgreduce my_volume_group /dev/hda1
4.3.7. Modifica dei parametri di un gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgchange viene usato per disattivare ed attivare i gruppi di volumi come descritto in Sezione 4.3.8, «Attivazione e disattivazione dei gruppi di volumi». Usare questo comando per modificare alcuni dei parametri del gruppo per un gruppo esistente.
vg00 a 128.
vgchange -l 128 /dev/vg00
vgchange -l 128 /dev/vg00
vgchange, consultate la pagina man di vgchange(8).
4.3.8. Attivazione e disattivazione dei gruppi di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
-a (--available) del comando vgchange.
my_volume_group.
vgchange -a n my_volume_group
vgchange -a n my_volume_group
lvchange, come descritto in Sezione 4.4.8, «Modifica dei parametri di un gruppo di volumi logici». Per informazioni su come attivare i volumi logici su nodi individuali in un cluster, consultate Sezione 4.7, «Attivazione dei volumi logici su nodi individuali in un cluster».
4.3.9. Rimozione dei gruppi di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgremove.
vgremove officevg Volume group "officevg" successfully removed
# vgremove officevg
Volume group "officevg" successfully removed
4.3.10. Separazione di un gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgsplit.
pvmove per forzare la separazione.
smallvg viene separato da quello vecchio bigvg.
vgsplit bigvg smallvg /dev/ram15 Volume group "smallvg" successfully split from "bigvg"
# vgsplit bigvg smallvg /dev/ram15
Volume group "smallvg" successfully split from "bigvg"
4.3.11. Come unire i gruppi di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgmerge. Potrete unire un volume "sorgente" inattivo con un volume di "destinazione" attivo o inattivo, se le dimensioni dell'estensione fisica del volume risultano uguali e i sommari del volume logico e fisico di entrambi i gruppi di volumi sono adeguati ai limiti dei gruppi di volumi di destinazione.
my_vg, nel gruppo di volumi attivo o inattivo databases fornendo informazioni verbose sul runtime.
vgmerge -v databases my_vg
vgmerge -v databases my_vg
4.3.12. Esecuzione del back up dei metadati del gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvm.conf. Per default, il backup dei metadati viene conservato in /etc/lvm/backup mentre gli archivi sono conservati su /etc/lvm/archives. È possibile eseguire il backup manuale dei metadati sul file /etc/lvm/backup attraverso il comando vgcfgbackup.
vgcfrestore ripristina i metadati di un gruppo di volumi dall'archivio su tutti i volumi fisici nei gruppi di volumi.
vgcfgrestore per recuperare i metadati del volume fisico, consultate la Sezione 6.4, «Recupero dei metadati del volume fisico».
4.3.13. Come rinominare un gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgrename per rinominare un guppo di volumi esistente.
vg02 in my_volume_group
vgrename /dev/vg02 /dev/my_volume_group
vgrename /dev/vg02 /dev/my_volume_group
vgrename vg02 my_volume_group
vgrename vg02 my_volume_group
4.3.14. Come spostare un gruppo di volumi su di un altro sistema Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgexport e vgimport.
vgexport rende un gruppo di volumi inattivo inaccessibile al sistema, ciò vi permetterà di distaccare i rispettivi volumi fisici. Il comando vgimport rende un gruppo di volumi accessibile ad una macchina dopo che il comando vgexport lo ha reso inattivo.
- Assicuratevi che nessun utente stia cercando di accedere ai file sui volumi attivi nel gruppo di volumi, successivamente smontate i volumi logici.
- Usate
-a ndel comandovgchangeper segnare il gruppo di volumi come inattivo, questo impedisce qualsiasi attività sul gruppo in questione. - Usate il comando
vgexportper esportare il gruppo di volumi. Ciò impedisce il suo accesso da parte del sistema dal quale lo state rimuovendo.Dopo aver esportato il gruppo di volumi, il volume fisico verrà visualizzato in un gruppo di volumi esportato quando eseguirete il comandopvscan, come riportato nel seguente esempio.Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow Prima di arrestare il sistema sarà possibile scollegare i dischi che costituiscono il gruppo di volumi, ricollegandoli al nuovo sistema. - Una volta aver collegato i dischi al nuovo sistema, utilizzate il comando
vgimportper importare il gruppo di volumi, rendendolo accessibile al nuovo sistema. - Attivate il gruppo di volumi con l'argomento
-a ydel comandovgchange. - Montate il file system in modo da renderlo accessibile ed utilizzabile.
4.3.15. Come ricreare una directory del gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgmknodes. Questo comando controlla i file speciali di LVM2 nella directory /dev necessari per attivare i volumi logici. Esso crea qualsiasi file speciale mancante e rimuove quelli non utilizzati.
vgmknodes nel comando vgscan specificando l'argomento mknodes sul comando vgscan.
4.4. Amministrazione del volume logico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
4.4.1. Creazione di volumi logici lineari Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvcreate. Se non specificate un nome per il volume logico, verrà utilizzato il nome predefinito lvol#, dove # è il numero interno del volume logico.
vg1.
lvcreate -L 10G vg1
lvcreate -L 10G vg1
testlv nel gruppo di volume testvg, creando il dispositivo a blocchi /dev/testvg/testlv.
lvcreate -L1500 -n testlv testvg
lvcreate -L1500 -n testlv testvg
gfslv dalle tre estensioni nel gruppo di volumi vg0.
lvcreate -L 50G -n gfslv vg0
lvcreate -L 50G -n gfslv vg0
-l del comando lvcreate per specificare la dimensione in estensioni del volume logico. È possibile utilizzare questo argomento per specificare la percentuale del gruppo di volumi da utilizzare per il volume logico. Il seguente comando crea un volume logico chiamato mylv che utilizza il 60% dello spazio totale nel gruppo di volumi testvol.
lvcreate -l 60%VG -n mylv testvg
lvcreate -l 60%VG -n mylv testvg
-l del comando lvcreate, per specificare la percentuale dello spazio libero restante in un gruppo di volumi come dimensione del volume logico. Il seguente comando crea un volume logico chiamato yourlv, il quale utilizza tutto lo spazio non assegnato nel gruppo di volumi testvol.
lvcreate -l 100%FREE -n yourlv testvg
lvcreate -l 100%FREE -n yourlv testvg
-l del comando lvcreate per creare un volume logico che utilizzi l'intero gruppo di volumi. Un altro modo per creare un volume logico che utilizzi l'intero gruppo di volumi è tramite il comando vgdisplay per trovare la dimensione "PE totale", e utilizzare i risultati ottenuti come input per il comando lvcreate.
mylv in grado di riempire il gruppo di volumi chiamato testvg.
vgdisplay testvg | grep "Total PE" Total PE 10230 lvcreate -l 10230 testvg -n mylv
# vgdisplay testvg | grep "Total PE"
Total PE 10230
# lvcreate -l 10230 testvg -n mylv
lvcreate. Il seguente comando crea un logical volume chiamato testlv nel gruppo di volumi testvg, assegnato dal volume fisico /dev/sdg1,
lvcreate -L 1500 -ntestlv testvg /dev/sdg1
lvcreate -L 1500 -ntestlv testvg /dev/sdg1
/dev/sda1, e dalle estensioni 50 fino a 124 del volume fisico /dev/sdb1 nel gruppo di volumi testvg.
lvcreate -l 100 -n testlv testvg /dev/sda1:0-24 /dev/sdb1:50-124
lvcreate -l 100 -n testlv testvg /dev/sda1:0-24 /dev/sdb1:50-124
/dev/sda1, continuando la creazione del volume logico dall'estensione 100.
lvcreate -l 100 -n testlv testvg /dev/sda1:0-25:100-
lvcreate -l 100 -n testlv testvg /dev/sda1:0-25:100-
ereditata, per questo motivo viene applicata la stessa politica del gruppo di volumi. Queste politiche possono essere modificate utilizzando il comando lvchange. Per informazioni sulle policy di assegnazione consultate la Sezione 4.3.1, «Creazione dei gruppi di volumi».
4.4.2. Creazione dei volumi segmentati Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
-i del comando lvcreate. Ciò determina su quanti volumi fisici il volume logico verrà scritto. Il numero di segmenti non può essere maggiore del numero di volumi fisici presenti nel gruppo di volumi (se l'argomento --alloc anywhere non è stato utilizzato).
gfslv, ed è ottenuto dal gruppo di volumi vg0.
lvcreate -L 50G -i2 -I64 -n gfslv vg0
lvcreate -L 50G -i2 -I64 -n gfslv vg0
stripelv, e si trova nel gruppo di volumi testvg. Il segmento userà i settori 0-49 di /dev/sda1 ed i settori 50-99 di /dev/sdb1.
lvcreate -l 100 -i2 -nstripelv testvg /dev/sda1:0-49 /dev/sdb1:50-99 Using default stripesize 64.00 KB Logical volume "stripelv" created
# lvcreate -l 100 -i2 -nstripelv testvg /dev/sda1:0-49 /dev/sdb1:50-99
Using default stripesize 64.00 KB
Logical volume "stripelv" created
4.4.3. Creazione volumi speculari Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Nota
lvm.conf deve essere impostato correttamente in modo da abilitare il blocco del cluster. Per un esempio su come creare un volume speculare in un cluster consultare Sezione 5.5, «Creazione di un volume logico LVM speculare in un cluster».
-m del comando lvcreate. Se usate -m1 verrà creato un mirror, il quale da' luogo a due copie del file system: un volume logico lineare più una copia. Allo stesso modo, se specificate -m2 verranno creati due mirror, dando luogo a tre copie del file system.
mirrorlv, e creato dal gruppo di volumi vg0:
lvcreate -L 50G -m1 -n mirrorlv vg0
lvcreate -L 50G -m1 -n mirrorlv vg0
-R del comando lvcreate per specificare la dimensione della regione in MB. È possibile modificare la dimensione predefinita della regione modificando l'impostazione di mirror_region_size nel file lvm.conf.
Nota
-R del comando lvcreate . Per esempio, se la dimensione del mirror è 1.5TB specificare -R 2. Se la dimensione è di 3TB specificare -R 4. Per una dimensione pari a 5TB, specificare -R 8.
lvcreate -m1 -L 2T -R 2 -n mirror vol_group
lvcreate -m1 -L 2T -R 2 -n mirror vol_group
--mirrorlog core, ciò elimina la necessità di un dispositivo di log aggiuntivo, ma al tempo stesso avrà bisogno di una sincronizzazione dell'intero mirror ad ogni riavvio.
bigvg. Il suddetto volume viene chiamato ondiskmirvol e possiede un mirror singolo. Il volume è di 12MB e mantiene il log del mirror all'interno della memoria.
lvcreate -L 12MB -m1 --mirrorlog core -n ondiskmirvol bigvg Logical volume "ondiskmirvol" created
# lvcreate -L 12MB -m1 --mirrorlog core -n ondiskmirvol bigvg
Logical volume "ondiskmirvol" created
--alloc anywhere del comando vgcreate. Tale procedura potrebbe deteriorare le prestazioni, ma permette di creare un mirror anche se siete solo in possesso di due dispositivi.
vg0 consiste di soli due dispositivi. Questo comando crea un volume di 500 megabyte chiamato mirrorlv, e creato dal gruppo di volumi vg0.
lvcreate -L 500M -m1 -n mirrorlv -alloc anywhere vg0
lvcreate -L 500M -m1 -n mirrorlv -alloc anywhere vg0
Nota
--mirrorlog mirrored. Il seguente comando crea un volume logico speculare dal gruppo di volumi bigvg. Il suddetto volume viene chiamato twologvol e possiede un mirror singolo. Il volume è di 12MB ed il log del mirror è speculare, con ogni log archiviato su di un dispositivo separato.
lvcreate -L 12MB -m1 --mirrorlog mirrored -n twologvol bigvg Logical volume "twologvol" created
# lvcreate -L 12MB -m1 --mirrorlog mirrored -n twologvol bigvg
Logical volume "twologvol" created
--alloc anywhere del comando vgcreate. Tale procedura potrebbe deteriorare le prestazioni, ma permette di creare un log del mirror ridondante anche se non siete in possesso di un numero sufficiente di dispositivi per ogni log da archiviare su dispositivi separati rispetto ai segmenti del mirror.
nosync in modo da indicare che la sincronizzazione iniziale dal primo dispositivo non risulta necessaria.
mirrorlv, ed è stato ottenuto dal gruppo di volumi vg0. La prima sezione del mirror si trova sul dispositivo /dev/sda1, la seconda sul dispositivo /dev/sdb1, ed il log è su /dev/sdc1.
lvcreate -L 500M -m1 -n mirrorlv vg0 /dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1
lvcreate -L 500M -m1 -n mirrorlv vg0 /dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1
mirrorlv, ed è ottenuto dal gruppo di volumi vg0. La prima sezione del mirror è posizionata sulle estensioni da 0 a 499 del dispositivo /dev/sda1, la seconda sezione è posizionata sulle estensioni da 0 a 499 del dispositivo /dev/sdb1, ed il log del mirror inizia sull'estensione 0 di /dev/sdc1. Esse sono estensioni di 1MB. Se qualsiasi delle estensioni specificate è stata assegnata, essa verrà ignorata.
lvcreate -L 500M -m1 -n mirrorlv vg0 /dev/sda1:0-499 /dev/sdb1:0-499 /dev/sdc1:0
lvcreate -L 500M -m1 -n mirrorlv vg0 /dev/sda1:0-499 /dev/sdb1:0-499 /dev/sdc1:0
Nota
--mirrors X) ed al numero di segmenti (--stripes Y) genererà un dispositivo mirror con dispositivi segmentati.
4.4.3.1. Politica sugli errori del volume logico speculare Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
mirror_image_fault_policy e mirror_log_fault_policy nella sezione activation del file lvm.conf. Dopo aver impostato i parametri su remove, il sistema cercherà di rimuovere il dispositivo che presenta l'errore e continuerà l'esecuzione senza di esso. Se il parametro è impostato su allocate, il sistema cercherà di rimuovere il dispositivo fallito ed assegnerà lo spazio su di un nuovo dispositivo come sostituto del dispositivo in questione; questa politica si comporterà come la politica remove se nessun dispositivo e spazio idonei possono essere assegnati come sostituti.
mirror_log_fault_policy è impostato su allocate. L'uso di questo tipo di politica per i log è veloce ed ha la possibilità di mantenere lo stato della sincronizzazione dopo ogni processo di riavvio o di crash. Se impostate questa politica su remove, quando un dispositivo fallisce il mirror utilizza un log presente in memoria ed il mirror non ricorderà il suo stato di sincronizzazione attraverso i processi di riavvio e di crash, eseguendo la risincronizzazione dell'intero mirror.
mirror_image_fault_policy è impostato su remove. Con questa politica se una immagine del mirror fallisce il mirror verrà convertito in un dispositivo non-speculare se è presente una copia idonea. La politica allocate per un dispositivo mirror risulta essere lenta poichè essa necessita di una risincronizzazione dei dispositivi da parte del mirror, al tempo stesso essa conserva la caratteristica del mirror del dispositivo.
Nota
mirror_log_fault_policy è impostato su allocate, si cercherà di sostituire qualsiasi dispositivo fallito. Da notare tuttavia che non è possibile garantire durante la seconda fase l'implementazione di dispositivi precedentemente utilizzati dal mirror non compresi nel fallimento se altri dispositivi sono disponibili.
4.4.3.2. Separazione di una immagine ridondante del volume logico speculare Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
--splitmirrors del comando lvconvert, specificando il numero di immagini ridondanti da separare. Usare l'opzione --name del comando per specificare un nome per il volume logico appena separato.
copy dal volume logico speculare vg/lv. Il nuovo volume logico conterrà le 'gambe' o sezioni del mirror. In questo esempio LVM seleziona il dispositivo da separare.
lvconvert --splitmirrors 2 --name copy vg/lv
lvconvert --splitmirrors 2 --name copy vg/lv
copy dal volume logico speculare vg/lv. Il nuovo volume logico presenta due sezioni 'leg' del mirror le quali consistono nei dispositivi /dev/sdc1 e /dev/sde1.
lvconvert --splitmirrors 2 --name copy vg/lv /dev/sd[ce]1
lvconvert --splitmirrors 2 --name copy vg/lv /dev/sd[ce]1
4.4.3.3. Correzione di un dispositivo logico speculare Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvconvert --repair per riparare un mirror dopo un errore del disco. Tale comando ritornerà il mirror in uno stato conforme. lvconvert --repair è un comando interattivo il quale richiederà all'utente di indicare se desidera sostituire i dispositivi falliti.
- Per saltare questa fase e sostituire tutti i dispositivi falliti specificare l'opzione
-ysulla linea di comando. - Per saltare questa fase e non sostituire alcun dispositivo fallito specificare l'opzione
-fsulla linea di comando. - Per saltare i prompt ed indicare politiche diverse per la sostituzione dell'immagine del mirror e del suo log specificare l'opzione
--use-policiesper usare le politiche di sostituzione del dispositivo specificate dai parametrimirror_log_fault_policyemirror_device_fault_policynel filelvm.conf.
4.4.3.4. Come modificare la configurazione del volume speculare Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvconvert. È possibile usare questo comando per riconfigurare altri parametri del mirror di un volume logico esistente, come ad esempio corelog.
lvconvert per ripristinare il mirror. Questa procedura è presente in Sezione 6.3, «Processo di recupero da un LVM Mirror Failure».
vg00/lvol1 in un volume logico speculare.
lvconvert -m1 vg00/lvol1
lvconvert -m1 vg00/lvol1
vg00/lvol1 in un volume logico lineare rimuovendo la sezione del mirror.
lvconvert -m0 vg00/lvol1
lvconvert -m0 vg00/lvol1
4.4.4. Creazione dei volumi della snapshot Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
-s del comando lvcreate per creare un volume della snapshot. Il suddetto volume è modificabile.
Nota
Nota
/dev/vg00/snap. Ciò creerà una snapshot del volume logico d'origine chiamata /dev/vg00/lvol1. Se il volume logico originale contiene un file system, allora sarà possibile montare il volume logico della snapshot su di una directory arbitraria, in modo da accedere ai contenuti del file system ed eseguire il backup durante l'aggiornamento del file system.
lvcreate --size 100M --snapshot --name snap /dev/vg00/lvol1
lvcreate --size 100M --snapshot --name snap /dev/vg00/lvol1
lvdisplay dà luogo ad un output il quale include un elenco di tutti i logical volume della snapshot e del rispettivo stato (attivo o inattivo).
/dev/new_vg/lvol0, per il quale è stato creato un volume della snapshot /dev/new_vg/newvgsnap.
lvs visualizza il volume d'origine e la percentuale corrente usata del volume della snapshot. Il seguente esempio mostra l'output predefinito per il comando lvs per un sistema che include il volume logico /dev/new_vg/lvol0, per il quale è stato creato un volume della snapshot /dev/new_vg/newvgsnap.
lvs LV VG Attr LSize Origin Snap% Move Log Copy% lvol0 new_vg owi-a- 52.00M newvgsnap1 new_vg swi-a- 8.00M lvol0 0.20
# lvs
LV VG Attr LSize Origin Snap% Move Log Copy%
lvol0 new_vg owi-a- 52.00M
newvgsnap1 new_vg swi-a- 8.00M lvol0 0.20
Nota
lvs in modo da assicurarsi che non venga del tutto utilizzata. Una snapshot utilizzata al 100% viene completamente persa poichè il processo di scrittura su sezioni non modificate dell'origine non andrà a buon fine senza corrompere la snapshot.
4.4.5. Unione dei volumi della snapshot Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
--merge del comando lvconvert per eseguire il merge di una snapshot nel proprio volume d'origine. Se sia l'origine che il volume della snapshot non sono aperti il merge inizierà immediatamente. In caso contrario il merge inizierà quando la snapshot o l'origine saranno attivati per la prima volta e successivamente chiusi. Il merge di una snapshot in una origine che non può essere chiusa, per esempio un file system root, è rinviato fino alla successiva attivazione del volume d'origine. Nelle fasi iniziali del merge il volume logico risultante avrà il nome dell'origine, un numero minore ed un UUID. Durante il processo di merge i processi di lettura e scrittura sull'origine appariranno come se fossero diretti sulla snapshot unita. Al termine del processo la snapshot sulla quale è stato eseguito il merge verrà rimossa.
vg00/lvol1_snap con la propria origine.
lvconvert --merge vg00/lvol1_snap"
lvconvert --merge vg00/lvol1_snap"
vg00/lvol1, vg00/lvol2, e vg00/lvol3 presenteranno tutti il seguente tag @some_tag". Il comando di seguito riportato eseguirà il merge dei volumi logici della snapshot per i tre volumi in modo sequenziale: vg00/lvol1, vg00/lvol2, e successivamente vg00/lvol3. Se è stata usata l'opzione --background, tutti i processi di merge del volume logico della snapshot inizieranno in parallelo.
lvconvert --merge @some_tag"
lvconvert --merge @some_tag"
lvconvert --merge consultare la pagina man di lvconvert(8).
4.4.6. Numeri del dispositivo persistenti Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvcreate e lvchange utilizzando i seguenti argomenti:
--persistent y --major major --minor minor
--persistent y --major major --minor minor
fsid nel file di esportazione, potreste non aver bisogno d'impostare un numero del dispositivo persistente all'interno di LVM.
4.4.7. Modifica della dimensione dei volumi logici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvreduce. Se il volume logico contiene un file system, assicuratevi di ridurre prima il file system (o utilizzate la GUI di LVM), in modo che il volume logico abbia una dimensione uguale a quella prevista dal file system.
lvol1 nel gruppo di volumi vg00, di 3 estensioni logiche.
lvreduce -l -3 vg00/lvol1
lvreduce -l -3 vg00/lvol1
4.4.8. Modifica dei parametri di un gruppo di volumi logici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvchange. Per un elenco di parametri modificabili consultate la man page di lvchange(8).
lvchange. Per attivare e disattivare tutti i volumi logici contemporaneamente in un gruppo di volumi, utilizzate vgchange come descritto in Sezione 4.3.7, «Modifica dei parametri di un gruppo di volumi».
lvol1 nel gruppo di volumi vg00 in sola lettura.
lvchange -pr vg00/lvol1
lvchange -pr vg00/lvol1
4.4.9. Modifica del nome dei volumi logici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvrename.
lvold nel gruppo di volumi vg02 in lvnew.
lvrename /dev/vg02/lvold /dev/vg02/lvnew
lvrename /dev/vg02/lvold /dev/vg02/lvnew
lvrename vg02 lvold lvnew
lvrename vg02 lvold lvnew
4.4.10. Rimozione dei volumi logici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvremove. Prima di poter eseguire la rimozione è necessario disattivare il volume logico. In aggiunta, in un ambiente clusterizzato è necessario disattivare un volume logico prima di poterlo rimuovere.
/dev/testvg/testlv dal gruppo di volumi testvg. Da notare che in questo caso il volume logico non è stato disattivato.
lvremove /dev/testvg/testlv Do you really want to remove active logical volume "testlv"? [y/n]: y Logical volume "testlv" successfully removed
[root@tng3-1 lvm]# lvremove /dev/testvg/testlv
Do you really want to remove active logical volume "testlv"? [y/n]: y
Logical volume "testlv" successfully removed
lvchange -an, in questo caso non sarete in grado di visualizzare il prompt attraverso il quale potete verificare se rimuovere un volume logico attivo.
4.4.11. Visualizzazione dei volumi logici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvs, lvdisplay, e lvscan.
lvs fornisce le informazioni sul volume logico attraverso una forma configurabile mostrando una riga per volume logico. Il comando lvs è idoneo per un controllo del formato ed è utile per lo scripting. Per informazioni su come utilizzare il comando lvs per personalizzare l'output consultate la Sezione 4.8, «Personalizzazione dei riporti per LVM».
lvdisplay mostra le proprietà del volume logico (come ad esempio dimensione, schema e mappatura) in un formato fisso.
lvol2 in vg00. Se avete creato i volumi logici della snapshot per il volume logico originario, il comando mostrerà un elenco di tutti i volumi logici della snapshot e del loro stato (attivo o inattivo).
lvdisplay -v /dev/vg00/lvol2
lvdisplay -v /dev/vg00/lvol2
lvscan esegue la scansione di tutti i logical volume nel sistema elencondoli, in modo simile al seguente esempio.
lvscan ACTIVE '/dev/vg0/gfslv' [1.46 GB] inherit
# lvscan
ACTIVE '/dev/vg0/gfslv' [1.46 GB] inherit
4.4.12. Come aumentare la dimensione dei volumi logici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvextend.
/dev/myvg/homevol a 12 gigabyte.
lvextend -L12G /dev/myvg/homevol lvextend -- extending logical volume "/dev/myvg/homevol" to 12 GB lvextend -- doing automatic backup of volume group "myvg" lvextend -- logical volume "/dev/myvg/homevol" successfully extended
# lvextend -L12G /dev/myvg/homevol
lvextend -- extending logical volume "/dev/myvg/homevol" to 12 GB
lvextend -- doing automatic backup of volume group "myvg"
lvextend -- logical volume "/dev/myvg/homevol" successfully extended
/dev/myvg/homevol.
lvextend -L+1G /dev/myvg/homevol lvextend -- extending logical volume "/dev/myvg/homevol" to 13 GB lvextend -- doing automatic backup of volume group "myvg" lvextend -- logical volume "/dev/myvg/homevol" successfully extended
# lvextend -L+1G /dev/myvg/homevol
lvextend -- extending logical volume "/dev/myvg/homevol" to 13 GB
lvextend -- doing automatic backup of volume group "myvg"
lvextend -- logical volume "/dev/myvg/homevol" successfully extended
lvcreate, è possibile usare l'opzione -l del comando lvextend per specificare il numero di estensioni attraverso le quali aumentare la dimensione del volume logico. È possibile utilizzare questa opzione per specificare anche una percentuale del gruppo di volumi, o una percentuale di spazio libero disponibile nel gruppo di volumi. Il seguente comando estende il volume logico chiamato testlv, in modo da usare tutto lo spazio non assegnato nel gruppo di volumi myvg.
lvextend -l +100%FREE /dev/myvg/testlv Extending logical volume testlv to 68.59 GB Logical volume testlv successfully resized
[root@tng3-1 ~]# lvextend -l +100%FREE /dev/myvg/testlv
Extending logical volume testlv to 68.59 GB
Logical volume testlv successfully resized
4.4.12.1. Come estendere un volume segmentato Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vg il quale consiste in due volumi fisici, come mostrato dal seguente comando vgs.
vgs VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree vg 2 0 0 wz--n- 271.31G 271.31G
# vgs
VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree
vg 2 0 0 wz--n- 271.31G 271.31G
vgs VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree vg 2 1 0 wz--n- 271.31G 0
# vgs
VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree
vg 2 1 0 wz--n- 271.31G 0
lvextend iniziale.
4.4.12.2. Estensione di un volume logico con politica di assegnazione cling Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
--alloc cling del comando lvextend per specificare la politica di assegnazione cling. Questa politica selezionerà lo spazio sugli stessi volumi fisici come segmento ultimo del volume logico esistente. Se lo spazio sui volumi fisici non è sufficiente e l'elenco dei tag è definito nel file lvm.conf, LVM controllerà la presenza di tag collegati ai volumi fisici e cercherà di corrispondere i tag dei volumi fisici tra estensioni esistenti e quelle nuove.
lvm.conf:
cling_tag_list = [ "@site1", "@site2" ]
cling_tag_list = [ "@site1", "@site2" ]
lvm.conf è stato modificato in modo da contenere la seguente riga:
cling_tag_list = [ "@A", "@B" ]
cling_tag_list = [ "@A", "@B" ]
taft il quale è composto da volumi fisici /dev/sdb1, /dev/sdc1, /dev/sdd1, /dev/sde1, /dev/sdf1, /dev/sdg1, e /dev/sdh1. I suddetti volumi avranno i seguenti tag, A, B, e C. In questo esempio il tag C non viene utilizzato, ma in questo caso verrà mostrato che LVM utilizza i tag per selezionare i volumi fisici da usare per i segmenti 'o gambe' del mirror.
taft.
lvcreate -m 1 -n mirror --nosync -L 100G taft
[root@taft-03 ~]# lvcreate -m 1 -n mirror --nosync -L 100G taft
cling per indicare che i segmenti del mirror devono essere estesi utilizzando i volumi fisici con lo stesso tag.
lvextend --alloc cling -L +100G taft/mirror Extending 2 mirror images. Extending logical volume mirror to 200.00 GiB Logical volume mirror successfully resized
[root@taft-03 ~]# lvextend --alloc cling -L +100G taft/mirror
Extending 2 mirror images.
Extending logical volume mirror to 200.00 GiB
Logical volume mirror successfully resized
C, sono stati ignorati.
4.4.13. Come ridurre la dimensione dei volumi logici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvreduce per ridurre il volume. Dopo aver ridotto il volume, rimontate il file system.
Avvertimento
lvol1 nel gruppo di volumi vg00 viene ridotta di 3 estensioni logiche.
lvreduce -l -3 vg00/lvol1
lvreduce -l -3 vg00/lvol1
4.5. Controllo delle scansioni del dispositivo LVM con i filtri Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgscan esegue la scansione dei dispositivi a blocchi sul sistema andando alla ricerca di etichette LVM per determinare i volumi fisici, leggere i metadati, e creare un elenco di gruppi di volumi. I nomi dei volumi fisici sono archiviati nel file di cache di ogni nodo presente nel sistema, /etc/lvm/.cache. I comandi che ne seguono possono leggere il file in modo da evitarne successive scansioni.
lvm.conf. I filtri in lvm.conf consistono in una serie di espressioni regolari semplici, applicate ai nomi del dispositivo nella directory /dev, per decidere se accettare o rifiutare ogni dispositivo a blocchi trovato.
a/loop/ è equivalente a a/.*loop.*/ e corrisponderebbe a /dev/solooperation/lvol1.
filter = [ "a/.*/" ]
filter = [ "a/.*/" ]
filter = [ "r|/dev/cdrom|" ]
filter = [ "r|/dev/cdrom|" ]
filter = [ "a/loop.*/", "r/.*/" ]
filter = [ "a/loop.*/", "r/.*/" ]
filter =[ "a|loop.*|", "a|/dev/hd.*|", "r|.*|" ]
filter =[ "a|loop.*|", "a|/dev/hd.*|", "r|.*|" ]
filter = [ "a|^/dev/hda8$|", "r/.*/" ]
filter = [ "a|^/dev/hda8$|", "r/.*/" ]
lvm.conf, consultate la pagina man di lvm.conf(5) e Appendice B, File di configurazione LVM.
4.6. Riposizionamento dati online Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvmove.
pvmove divide i dati da spostare in sezioni, e crea un mirror provvisorio per poter muovere ogni sezione. Per maggiori informazioni sul funzionamento di pvmove, consultate la pagina man di pvmove(8).
/dev/sdc1 ad altri volumi fisici presenti nel gruppo di volumi:
pvmove /dev/sdc1
pvmove /dev/sdc1
MyLV.
pvmove -n MyLV /dev/sdc1
pvmove -n MyLV /dev/sdc1
pvmove potrebbe richiedere molto tempo, è consigliato eseguirlo nel background in modo da evitare la visualizzazione del progresso degli aggiornamenti. Il seguente comando sposta tutte le estensioni assegnate al volume fisico /dev/sdc1 su /dev/sdf1 nel background.
pvmove -b /dev/sdc1 /dev/sdf1
pvmove -b /dev/sdc1 /dev/sdf1
pvmove -i5 /dev/sdd1
pvmove -i5 /dev/sdd1
4.7. Attivazione dei volumi logici su nodi individuali in un cluster Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvchange -aey. Alternativamente, potrete utilizzare lvchange -aly per attivare i volumi logici solo, ma non esclusivamente, sul nodo locale. Successivamente potrete attivarli simultaneamente su nodi aggiuntivi.
4.8. Personalizzazione dei riporti per LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvs, lvs, e vgs. I riporti generati da questi comandi includono un output di una sola riga per ogni oggetto. Ogni riga contiene un elenco ordinato di campi relativi alle proprietà dell'oggetto. È possibile selezionare gli oggetti da riportare in cinque modi diversi: attraverso il volume fisico, il gruppo di volumi, volume logico, il segmento del volume fisico ed il segmento del volume logico.
- Un sommario degli argomenti del comando utilizzabili per controllare il formato del riporto generato.
- Un elenco dei campi selezionabili per ogni oggetto LVM.
- Un sommario degli argomenti del comando utilizzabili per ordinare il riporto generato.
- Le informazioni su come specificare le unità dell'output del riporto.
4.8.1. Controllo del formato Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvs, lvs, o vgs determinerete il set predefinito dei campi visualizzati ed il tipo di ordine da seguire. Potrete controllare l'output dei suddetti comandi con i seguenti argomenti:
- È possibile modificare i campi visualizzati in modo da avere una selezione diversa dall'impostazione predefinita utilizzando l'opzione
-o. Per esempio, il seguente output è il display predefinito per il comandopvs(il quale mostra le informazioni sui volumi fisici).Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow È possibile visualizzare solo la dimensione ed il nome del volume fisico con il seguente comando.Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - È possibile aggiungere un campo all'output utilizzando il segno più (+); il suddetto segno viene usato in combinazione con l'opzione -o.Il seguente esempio mostra l'UUID del physical volume insieme ai campi predefiniti.
Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Aggiungendo l'opzione
-vad un comando, includerete alcuni campi aggiuntivi. Per esempio, il comandopvs -vmostrerà i campiDevSizeePV UUIDinsieme ai campi predefiniti.Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - L'opzione
--noheadingsrimuove la riga delle intestazioni. Ciò può essere utile per la scrittura di script.Il seguente esempio utilizza l'opzione--noheadingsinsieme apv_name, generando un elenco di tutti i physical volume.pvs --noheadings -o pv_name /dev/sdb1 /dev/sdc1 /dev/sdd1
# pvs --noheadings -o pv_name /dev/sdb1 /dev/sdc1 /dev/sdd1Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - L'opzione
--separator separatorutilizza separator per separare ogni campo.Il seguente esempio separa i campi predefiniti per l'output dipvscon il segno uguale (=).Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow Per mantenere i campi allineati durante l'utilizzo delseparator, utilizzate l'opzioneseparatorinsieme con--aligned.Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow
-P del comando lvs o vgs, per mostrare le informazioni relative ad un volume fallito che potrebbero non comparire nell'output. Per informazioni sull'output generato da questa opzione consultate Sezione 6.2, «Come visualizzare le informazioni su dispositivi falliti».
pvs(8), vgs(8) e lvs(8).
4.8.2. Selezione dell'oggetto Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvs, vgs, e lvs.
pvs, name significa pv_name, mentre con il comando vgs, name viene interpretato come vg_name.
pvs -o pv_free.
Il comando pvs Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvs, insieme al nome del campo visualizzato nel display d'intestazione, ed una descrizione del campo.
| Opzione | Intestazione | Descrizione |
|---|---|---|
dev_size | DevSize | Misura del dispositivo sul quale è stato creato il volume fisico |
pe_start | 1st PE | L'offset all'inizio della prima estensione fisica del dispositivo interessato |
pv_attr | Attr | Stato del volume fisico: (a)ssegnabile o e(s)portato |
pv_fmt | Fmt | Il formato dei metadati del volume fisico (lvm2 o lvm1) |
pv_free | PFree | Lo spazio libero restante sul volume fisico |
pv_name | PV | Il nome del volume fisico |
pv_pe_alloc_count | Alloc | Numero di estensioni fisiche usate |
pv_pe_count | PE | Numero di estensioni fisiche |
pvseg_size | SSize | La dimensione del segmento del volume fisico |
pvseg_start | Start | L'estensione fisica iniziale del segmento del volume fisico |
pv_size | PSize | La dimensione del volume fisico |
pv_tags | PV Tags | Le etichette di LVM relative al volume fisico |
pv_used | Used | La quantità di spazio attualmente usato sul volume fisico |
pv_uuid | PV UUID | L'UUID del volume fisico |
pvs mostra per default i seguenti campi: pv_name, vg_name, pv_fmt, pv_attr, pv_size, pv_free. L'ordine seguito viene indicato dall'opzione pv_name.
-v con il comando pvs, aggiungerete i seguenti campi al display predefinito: dev_size, pv_uuid.
--segments del comando pvs, per visualizzare le informazioni su ogni segmento del volume fisico. Un segmento è rappresentato da un gruppo di estensioni. Una vista del segmento può essere utile per controllare se il vostro volume logico è frammentato.
pvs --segments mostra per default i seguenti campi: pv_name, vg_name, pv_fmt, pv_attr, pv_size, pv_free, pvseg_start, pvseg_size. L'elenco è ordinato in base al pv_name e pvseg_size all'interno del physical volume.
pvs -a.
Il comando vgs Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgs, insieme al nome del campo visualizzato nel display d'intestazione, ed una descrizione del campo.
| Opzione | Intestazione | Descrizione |
|---|---|---|
lv_count | #LV | Il numero di volumi logici contenuti nel gruppo di volumi |
max_lv | MaxLV | Il numero massimo di volumi logici permessi nel gruppo di volumi (0 se illimitato) |
max_pv | MaxPV | Il numero massimo di physical volume permessi nel gruppo di volumi (0 se illimitato) |
pv_count | #PV | Il numero di physical volume che definisce il gruppo di volumi |
snap_count | #SN | Il numero di snapshot contenute nel gruppo di volumi |
vg_attr | Attr | Stato del gruppo di volumi: (w)riteable, (r)eadonly, resi(z)eable, e(x)ported, (p)artial e (c)lustered. |
vg_extent_count | #Ext | Il numero di estensioni fisiche nel gruppo di volumi |
vg_extent_size | Ext | La dimensione delle estensioni fisiche nel gruppo di volumi |
vg_fmt | Fmt | Il formato dei metadati del gruppo di volumi (lvm2 or lvm1) |
vg_free | VFree | La dimensione dello spazio libero restante nel gruppo di volumi |
vg_free_count | Free | Il numero di estensioni fisiche libere presenti nel gruppo di volumi |
vg_name | VG | Il nome del gruppo di volumi |
vg_seqno | Seq | Il numero che rappresenta la revisione del gruppo di volumi |
vg_size | VSize | La dimensione del gruppo di volumi |
vg_sysid | SYS ID | ID del sistema LVM1 |
vg_tags | VG Tags | Le etichette di LVM relative al gruppo di volumi |
vg_uuid | VG UUID | L'UUID del gruppo di volumi |
vgs visualizza per default i seguenti campi: vg_name, pv_count, lv_count, snap_count, vg_attr, vg_size, vg_free. L'elenco viene ordinato in base al vg_name.
vgs VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree new_vg 3 1 1 wz--n- 51.42G 51.36G
# vgs
VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree
new_vg 3 1 1 wz--n- 51.42G 51.36G
-v del comando vgs, verranno aggiunti all'impostazione predefinita i seguenti campi: vg_extent_size, vg_uuid.
Il comando lvs Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvs, insieme al nome del campo visualizzato nel display d'intestazione, ed una descrizione del campo.
| Opzione | Intestazione | Descrizione | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Chunk | Dimensione unità in un volume della snapshot | ||||||
copy_percent | Copy% | La percentuale di sincronizzazione di un volume logico speculare; usato anche quando le estensioni fisiche vengono spostate con il comando pv_move | ||||||
devices | Dispositivi | I dispositivi che costituiscono il volume logico: i volumi fisici, volumi logici, e le estensioni fisiche e logiche iniziali | ||||||
lv_attr | Attr | Stato del volume logico. Di seguito vengono riportati i bit per l'attributo del volume logico:
| ||||||
lv_kernel_major | KMaj | Numero maggiore del dispositivo del volume logico (-1 se inattivo) | ||||||
lv_kernel_minor | KMIN | Numero minore del dispositivo del volume logico (-1 se inattivo) | ||||||
lv_major | Maj | Il numero maggiore persistente del dispositivo del volume logico (-1 se non specificato) | ||||||
lv_minor | Min | Il numero minore persistente del dispositivo del volume logico (-1 se non specificato) | ||||||
lv_name | LV | Il nome del volume logico | ||||||
lv_size | LSize | La dimensione del volume logico | ||||||
lv_tags | LV Tags | Le etichette di LVM relative al volume logico | ||||||
lv_uuid | LV UUID | L'UUID del volume logico. | ||||||
mirror_log | Log | Dispositivo nel quale risiede il log del mirror | ||||||
modules | Moduli | Il target device-mapper del kernel corrispondente necessario per utilizzare questo volume logico | ||||||
move_pv | Move | Volume fisico sorgente di un volume logico provvisorio creato con il comando pvmove | ||||||
origin | Origine | Il dispositivo d'origine di un volume della snapshot | ||||||
| Regione | La dimensione dell'unità di un volume logico speculare | ||||||
seg_count | #Seg | Il numero di segmenti nel volume logico | ||||||
seg_size | SSize | La dimensione dei segmenti nel volume logico | ||||||
seg_start | Start | L'offset del segmento nel volume logico | ||||||
seg_tags | Seg Tags | Le etichette di LVM relative ai segmenti del volume logico | ||||||
segtype | Tipo | IL tipo di segmento di un volume logico (per esempio: mirror, segmentato, lineare) | ||||||
snap_percent | Snap% | Percentuale corrente del volume della snapshot in uso | ||||||
stripes | #Str | Numero di segmenti o mirror in un volume logico | ||||||
| Segmento | Dimensione dell'unità del segmento in un volume logico segmentato |
lvs mostra per default i seguenti campi: lv_name, vg_name, lv_attr, lv_size, origin, snap_percent, move_pv, mirror_log, copy_percent. L'elenco viene visualizzato in base al vg_name e lv_name all'interno del gruppo di volumi.
lvs LV VG Attr LSize Origin Snap% Move Log Copy% lvol0 new_vg owi-a- 52.00M newvgsnap1 new_vg swi-a- 8.00M lvol0 0.20
# lvs
LV VG Attr LSize Origin Snap% Move Log Copy%
lvol0 new_vg owi-a- 52.00M
newvgsnap1 new_vg swi-a- 8.00M lvol0 0.20
-v con il comando lvs aggiungerete i seguenti campi all'impostazione predefinita: seg_count, lv_major, lv_minor, lv_kernel_major, lv_kernel_minor, lv_uuid.
--segments del comando lvs. Quando utilizzate l'opzione segments il prefisso seg diventa facoltativo. Il comando lvs --segments mostra per default i seguenti campi: lv_name, vg_name, lv_attr, stripes, segtype, seg_size. Il display predefinito viene visualizzato in base al vg_name, lv_name all'interno del gruppo di volumi, e seg_start all'interno del volume logico. Se i volumi logici sono frammentati, l'output del suddetto comando sarà in grado di mostrarlo.
-v con il comando lvs --segments aggiungerete i seguenti campi al display predefinito: seg_start, stripesize, chunksize.
lvs su di un sistema con un volume logico configurato, seguito dall'output predefinito di lvs con segments specificato.
4.8.3. Come ordinare i riporti di LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvs, vgs, o pvs deve essere generato e conservato internamente prima di poterlo ordinare ed eseguire un allineamento corretto delle colonne. Specificate l'opzione --unbuffered per visualizzare gli output non ordinati appena generati.
-O di uno qualsiasi dei comandi usati per il riporto. Non è necessario includere questi campi all'interno dell'output.
pvs il quale mostra il nome, la dimensione e lo spazio disponibile del volume fisico.
- subito dopo il campo che contiene l'opzione -O.
4.8.4. Come specificare le unità Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
--units. È possibile specificare (b)ytes, (k)ilobytes, (m)egabytes, (g)igabytes, (t)erabytes, (e)xabytes, (p)etabytes, e (h)uman-readable. L'impostazione predefinita è human-readable. Potrete sovrascrivere l'impostazione predefinita impostando il parametro units nella sezione global del file lvm.conf.
pvs in megabyte e non in gigabyte.
pvs come un numero di settori.
pvs in unità di 4 megabyte.
Capitolo 5. Esempi di configurazione LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
5.1. Creazione di un volume logico LVM su tre dischi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
new_logical_volume il quale consiste nei dischi /dev/sda1, /dev/sdb1, e /dev/sdc1
5.1.1. Creazione dei volumi fisici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Avvertimento
/dev/sda1, /dev/sdb1, e /dev/sdc1.
pvcreate /dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1 Physical volume "/dev/sda1" successfully created Physical volume "/dev/sdb1" successfully created Physical volume "/dev/sdc1" successfully created
[root@tng3-1 ~]# pvcreate /dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1
Physical volume "/dev/sda1" successfully created
Physical volume "/dev/sdb1" successfully created
Physical volume "/dev/sdc1" successfully created
5.1.2. Creazione del gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
new_vol_group.
vgcreate new_vol_group /dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1 Volume group "new_vol_group" successfully created
[root@tng3-1 ~]# vgcreate new_vol_group /dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1
Volume group "new_vol_group" successfully created
vgs per visualizzare gli attributi del nuovo gruppo di volumi.
vgs VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree new_vol_group 3 0 0 wz--n- 51.45G 51.45G
[root@tng3-1 ~]# vgs
VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree
new_vol_group 3 0 0 wz--n- 51.45G 51.45G
5.1.3. Creazione del volume logico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
new_logical_volume dal gruppo di volumi new_vol_group. In questo esempio viene creato un volume logico che utilizza 2 GB del gruppo di volumi.
lvcreate -L2G -n new_logical_volume new_vol_group Logical volume "new_logical_volume" created
[root@tng3-1 ~]# lvcreate -L2G -n new_logical_volume new_vol_group
Logical volume "new_logical_volume" created
5.1.4. Creazione del file system Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
5.2. Creazione di un volume logico segmentato Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
striped_logical_volume il quale scrive i dati sui dischi /dev/sda1, /dev/sdb1, e /dev/sdc1.
5.2.1. Creazione dei volumi fisici Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Avvertimento
/dev/sda1, /dev/sdb1, e /dev/sdc1.
pvcreate /dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1 Physical volume "/dev/sda1" successfully created Physical volume "/dev/sdb1" successfully created Physical volume "/dev/sdc1" successfully created
[root@tng3-1 ~]# pvcreate /dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1
Physical volume "/dev/sda1" successfully created
Physical volume "/dev/sdb1" successfully created
Physical volume "/dev/sdc1" successfully created
5.2.2. Creazione del gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
volgroup01.
vgcreate volgroup01 /dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1 Volume group "volgroup01" successfully created
[root@tng3-1 ~]# vgcreate volgroup01 /dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1
Volume group "volgroup01" successfully created
vgs per visualizzare gli attributi del nuovo gruppo di volumi.
vgs VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree volgroup01 3 0 0 wz--n- 51.45G 51.45G
[root@tng3-1 ~]# vgs
VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree
volgroup01 3 0 0 wz--n- 51.45G 51.45G
5.2.3. Creazione del volume logico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
striped_logical_volume dal gruppo di volumi volgroup01. In questo esempio viene creato un volume logico con una misura di 2 gigabyte, con tre segmenti con una dimensione di 4 kilobyte l'una.
lvcreate -i3 -I4 -L2G -nstriped_logical_volume volgroup01 Rounding size (512 extents) up to stripe boundary size (513 extents) Logical volume "striped_logical_volume" created
[root@tng3-1 ~]# lvcreate -i3 -I4 -L2G -nstriped_logical_volume volgroup01
Rounding size (512 extents) up to stripe boundary size (513 extents)
Logical volume "striped_logical_volume" created
5.2.4. Creazione del file system Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
5.3. Separazione di un gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
mylv viene ottenuto dal gruppo di volumi myvol, il quale a sua volta consiste di tre volumi fisici, /dev/sda1, /dev/sdb1, e /dev/sdc1.
myvg sarà composto da /dev/sda1 e /dev/sdb1. Un secondo gruppo di volumi, yourvg sarà composta da /dev/sdc1.
5.3.1. Come determinare lo spazio disponibile Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvscan.
5.3.2. Come spostare i dati Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
/dev/sdc1 su /dev/sdb1 tramite pvmove. pvmove può richiedere un periodo molto lungo per la sua esecuzione.
/dev/sdc1 è ora disponibile.
5.3.3. Come dividere il gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
yourvg, utilizzate il comando vgsplit per dividere il gruppo di volumi myvg.
lvchange o vgchange. Il seguente comando rende inattivo il volume logico mylv, e successivamente divide il gruppo di volumi yourvg dal gruppo di volumi myvg, spostando il volume fisico /dev/sdc1 nel nuovo gruppo di volumi yourvg.
lvchange -a n /dev/myvg/mylv vgsplit myvg yourvg /dev/sdc1 Volume group "yourvg" successfully split from "myvg"
[root@tng3-1 ~]# lvchange -a n /dev/myvg/mylv
[root@tng3-1 ~]# vgsplit myvg yourvg /dev/sdc1
Volume group "yourvg" successfully split from "myvg"
vgs per visualizzare gli attributi dei due gruppi di volumi.
vgs VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree myvg 2 1 0 wz--n- 34.30G 10.80G yourvg 1 0 0 wz--n- 17.15G 17.15G
[root@tng3-1 ~]# vgs
VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree
myvg 2 1 0 wz--n- 34.30G 10.80G
yourvg 1 0 0 wz--n- 17.15G 17.15G
5.3.4. Creazione di un nuovo volume logico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
yourlv.
lvcreate -L5G -n yourlv yourvg Logical volume "yourlv" created
[root@tng3-1 ~]# lvcreate -L5G -n yourlv yourvg
Logical volume "yourlv" created
5.3.5. Creazione di un file system e montaggio di un nuovo volume logico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
5.3.6. Attivazione e montaggio del volume logico originale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
mylv, sarà necessario riattivarlo prima di poterlo montare.
5.4. Rimozione di un disco da un volume logico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
5.4.1. Come spostare le estensioni su volumi fisici esistenti Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
myvg.
/dev/sdb1 in modo da poter rimuoverlo dal gruppo di volumi.
pvmove senza alcuna opzione sul dispositivo che desiderate rimuovere, così facendo le estensioni verranno distribuite su altri disposiviti.
pvmove, la distribuzione delle estensioni risulta essere:
vgreduce per rimuovere il physical volume /dev/sdb1 dal gruppo di volumi.
5.4.2. Come spostare le estensioni su di un nuovo disco Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
myvg nel modo seguente:
/dev/sdb1> su di un nuovo dispositivo, /dev/sdd1.
5.4.2.1. Creazione di un nuovo Physical Volume Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
/dev/sdd1.
pvcreate /dev/sdd1 Physical volume "/dev/sdd1" successfully created
[root@tng3-1 ~]# pvcreate /dev/sdd1
Physical volume "/dev/sdd1" successfully created
5.4.2.2. Aggiungete il nuovo Physical Volume al gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
/dev/sdd1 sul gruppo di volumi esistente myvg.
5.4.2.3. Come spostare i dati Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvmove per spostare i dati da /dev/sdb1 a /dev/sdd1.
5.4.2.4. Rimozione di un volume fisico vecchio dal gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
/dev/sdb1, potrete eseguire la sua rimozione dal gruppo di volumi.
vgreduce myvg /dev/sdb1 Removed "/dev/sdb1" from volume group "myvg"
[root@tng3-1 ~]# vgreduce myvg /dev/sdb1
Removed "/dev/sdb1" from volume group "myvg"
5.5. Creazione di un volume logico LVM speculare in un cluster Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvm.conf deve essere impostato correttamente in modo da abilitare il blocco del cluster sia direttamente che per mezzo del comando lvmconf come descritto in Sezione 3.1, «Creazione dei volumi LVM in un cluster».
- Per creare un volume logico speculare condiviso da tutti i nodi presenti in un cluster il tipo di blocco deve essere impostato correttamente nel file
lvm.confsu ogni nodo presente nel cluster. Per impostazione predefinita il tipo di blocco è impostato su locale. Per modificarlo eseguire il seguente comando in ogni nodo del cluster per abilitare il blocco clusterizzato:/sbin/lvmconf --enable-cluster
# /sbin/lvmconf --enable-clusterCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Per creare un volume logico clusterizzato l'infrastruttura del cluster deve essere in esecuzione su ogni nodo presente nel cluster. Il seguente esempio verifica che il demone
clvmdè in esecuzione sul nodo dal quale è stato emesso:ps auxw | grep clvmd root 17642 0.0 0.1 32164 1072 ? Ssl Apr06 0:00 clvmd -T20 -t 90
[root@doc-07 ~]# ps auxw | grep clvmd root 17642 0.0 0.1 32164 1072 ? Ssl Apr06 0:00 clvmd -T20 -t 90Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow Il seguente comando mostra la visuale locale dello stato del cluster:Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Assicurarsi che il pacchetto
cmirrorsia stato installato. - Avviare il servzio
cmirrord.service cmirrord start Starting cmirrord: [ OK ]
[root@hexample-01 ~]# service cmirrord start Starting cmirrord: [ OK ]Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Creare il mirror. Creare prima i volumi fisici. I seguenti comandi creeranno tre volumi fisici. Due dei volumi fisici verranno usati per le 'gambe' o sezioni del mirror ed il terzo conterrà il log del mirror.
Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Creare il gruppo di volumi. In questo esempio viene creato un gruppo di volumi
vg001il quale consiste in tre volumi fisici creati nella fase precedente.vgcreate vg001 /dev/xvdb1 /dev/xvdb2 /dev/xvdc1 Clustered volume group "vg001" successfully created
[root@doc-07 ~]# vgcreate vg001 /dev/xvdb1 /dev/xvdb2 /dev/xvdc1 Clustered volume group "vg001" successfully createdCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow Da notare che l'output del comandovgcreateindica che il gruppo di volumi è clusterizzato. Per verificare se un gruppo di volumi è clusterizzato usare il comandovgs, il quale mostrerà gli attributi del gruppo di volumi. Se un gruppo di volumi è clusterizzato verrà mostrato un attributo c.vgs vg001 VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree vg001 3 0 0 wz--nc 68.97G 68.97G
[root@doc-07 ~]# vgs vg001 VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree vg001 3 0 0 wz--nc 68.97G 68.97GCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Creare il volume logico segmentato. In questo esempio è stato creato il volume logico
mirrorlvdal gruppo di volumivg001. Questo volume presenta una sezione del mirror. In questo esempio viene specificato quale estensione del volume fisico verrà usata per il volume logico.lvcreate -l 1000 -m1 vg001 -n mirrorlv /dev/xvdb1:1-1000 /dev/xvdb2:1-1000 /dev/xvdc1:0 Logical volume "mirrorlv" created
[root@doc-07 ~]# lvcreate -l 1000 -m1 vg001 -n mirrorlv /dev/xvdb1:1-1000 /dev/xvdb2:1-1000 /dev/xvdc1:0 Logical volume "mirrorlv" createdCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow Usare il comandolvsper mostrare i progressi della creazione del mirror. Il seguente esempio mostra che il mirror è al 47%, successivamente al 91% e subito dopo al 100% quando il mirror è completo.Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow Il completamento del processo viene riportato nel log del sistema:May 10 14:52:52 doc-07 [19402]: Monitoring mirror device vg001-mirrorlv for events May 10 14:55:00 doc-07 lvm[19402]: vg001-mirrorlv is now in-sync
May 10 14:52:52 doc-07 [19402]: Monitoring mirror device vg001-mirrorlv for events May 10 14:55:00 doc-07 lvm[19402]: vg001-mirrorlv is now in-syncCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Usare
lvscon l'opzione-o +devicesper visualizzare la configurazione ed il dispositivo che rappresenta la 'gamba' del mirror. In questo esempio è possibile vedere come il volume logico è composto da due immagini lineari ed un log.Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow Usare l'opzioneseg_pe_rangesdel comandolvsper visualizzare il layout dei dati. È possibile usare questa opzione per verificare la ridondanza corretta del layout. L'output di questo comando mostra le gamme di PE con lo stesso formato accettato come input dalvcreateelvresize.Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow
Nota
Capitolo 6. Troubleshooting di LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
6.1. Informazioni diagnostiche per il troubleshooting Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Utilizzate le opzioni
-v,-vv,-vvv, o-vvvvdi qualsiasi comando, per livelli sempre più verbosi dell'output. - Se il problema è dovuto all'attivazione del volume logico, impostate 'activation = 1' nella sezione 'log' del file di configurazione ed eseguite il comando con l'opzione
-vvvv. Dopo aver completato il controllo dell'output assicuratevi di resettare questo parametro su 0, in modo da evitare possibili problemi con il lock della macchina durante situazioni in cui avrete una memoria molto bassa. - Eseguite il comando
lvmdumpil quale fornisce le informazioni relative al dump per scopi diagnostici. Per informazioni consultate la pagina man (8) dilvmdump. - Eseguite il comando
lvs -v,pvs -aodmsetup info -cper informazioni aggiuntive del sistema. - Esaminate l'ultimo backup dei metadati in
/etc/lvm/backupe le versioni archiviate in/etc/lvm/archive. - Controllate le informazioni correnti sulla configurazione, eseguendo il comando
lvm dumpconfig. - Controllate il file
.cachein/etc/lvmper informazioni relative sul dispositivo che presenta i volumi fisici.
6.2. Come visualizzare le informazioni su dispositivi falliti Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
-P del comando lvs o vgs, per visualizzare le informazioni sul volume fallito che potrebbero non apparire all'interno dell'output. Questa opzione permette alcune operazioni anche se i metadati non sono completamente uguali all'interno. Per esempio, se uno dei dispositivi che compone il gruppo di volumi vg fallisce, il comando vgs potrebbe mostrare il seguente output.
vgs -o +devices Volume group "vg" not found
[root@link-07 tmp]# vgs -o +devices
Volume group "vg" not found
-P di vgs, il gruppo di volumi risulta essere ancora non utilizzabile, ma sarete in grado di visualizzare maggiori informazioni sul dispositivo fallito.
lvs senza l'opzione -P mostra il seguente output.
lvs -a -o +devices Volume group "vg" not found
[root@link-07 tmp]# lvs -a -o +devices
Volume group "vg" not found
-P visualizzerete i volumi logici falliti.
pvs e lvs con l'opzione -P specificata quando una sezione del volume logico speculare è fallita.
6.3. Processo di recupero da un LVM Mirror Failure Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
mirror_log_fault_policy impostato su remove rendendo necessaria una compilazione manuale del mirror. Per maggiori informazioni su come impostare il parametro mirror_log_fault_policy consultare Sezione 6.3, «Processo di recupero da un LVM Mirror Failure».
vg ed i volumi speculari groupfs.
lvs per verificare la disposizione del volume speculare e dei dispositivi relativi alla sezione del mirror e del log. Da notare che nel primo esempio il mirror non è ancora completamente sincronizzato; dovreste attendere fino a quando il campo Copy% mostra il valore 100.00 prima di continuare.
/dev/sda1 fallisce. Ogni attività di scrittura sul volume speculare causa il rilevamento da parte di LVM del mirror fallito. Quando ciò accade, LVM converte il mirror in un volume lineare singolo. In questo caso per attivare la conversione, verrà eseguito un comando dd
dd if=/dev/zero of=/dev/vg/groupfs count=10 10+0 records in 10+0 records out
[root@link-08 ~]# dd if=/dev/zero of=/dev/vg/groupfs count=10
10+0 records in
10+0 records out
lvs per verificare se il dispositivo è un dispositivo lineare. A causa del fallimento del disco si verificheranno errori I/O.
pvcreate. Per non visualizzare questo messaggio eseguire vgreduce --removemissing.
lvconvert -m 1 /dev/vg/groupfs /dev/sdi1 /dev/sdb1 /dev/sdc1 Logical volume mirror converted.
[root@link-08 ~]# lvconvert -m 1 /dev/vg/groupfs /dev/sdi1 /dev/sdb1 /dev/sdc1
Logical volume mirror converted.
lvs per verificare che il mirror sia stato ripristinato.
6.4. Recupero dei metadati del volume fisico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Avvertimento
/etc/lvm/archive. Verificate il file VolumeGroupName_xxxx.vg per gli ultimi metadati di LVM validi archiviati, per quel gruppo di volumi.
partial (-P), potrebbe permettervi di trovare l'UUID del volume fisico corrotto mancante.
--uuid e --restorefile di pvcreate per ripristinare il volume fisico. Il seguente esempio etichetta il dispositivo /dev/sdh1 come volume fisico con il seguente UUID, FmGRh3-zhok-iVI8-7qTD-S5BI-MAEN-NYM5Sk. Questo comando ripristina le informazioni relative ai metadati presenti in VG_00050.vg, e cioè i metadati corretti più recenti archiviati per il gruppo di volumi. L'opzione restorefile indica al comando pvcreate di rendere il nuovo volume fisico compatibile con quello vecchio presente sul gruppo di volumi, assicurando che la nuova versione dei metadati non venga posizionata dove il volume fisico precedente conteneva i dati (tale comportamento si potrebbe verificare se per esempio, il comando pvcreate originale avesse usato gli argomenti della linea di comando per controllare il posizionamento dei metadati, o se il volume fisico fosse stato creato originariamente utilizando una versione diversa di software con impostazioni predefinite differenti). Il comando pvcreate sovrascrive solo le aree dei metadati di LVM e non interessa le aree dei dati esistenti.
pvcreate --uuid "FmGRh3-zhok-iVI8-7qTD-S5BI-MAEN-NYM5Sk" --restorefile /etc/lvm/archive/VG_00050.vg /dev/sdh1 Physical volume "/dev/sdh1" successfully created
[root@link-07 backup]# pvcreate --uuid "FmGRh3-zhok-iVI8-7qTD-S5BI-MAEN-NYM5Sk" --restorefile /etc/lvm/archive/VG_00050.vg /dev/sdh1
Physical volume "/dev/sdh1" successfully created
vgcfgrestore per ripristinare i metadati del gruppo di volumi.
vgcfgrestore VG Restored volume group VG
[root@link-07 backup]# vgcfgrestore VG
Restored volume group VG
lvs -a -o +devices LV VG Attr LSize Origin Snap% Move Log Copy% Devices stripe VG -wi--- 300.00G /dev/sdh1 (0),/dev/sda1(0) stripe VG -wi--- 300.00G /dev/sdh1 (34728),/dev/sdb1(0)
[root@link-07 backup]# lvs -a -o +devices
LV VG Attr LSize Origin Snap% Move Log Copy% Devices
stripe VG -wi--- 300.00G /dev/sdh1 (0),/dev/sda1(0)
stripe VG -wi--- 300.00G /dev/sdh1 (34728),/dev/sdb1(0)
fsck.
6.5. Sostituzione di un volume fisico mancante Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
--partial e --verbose del comando vgdisplay, per visualizzare gli UUID e le dimensioni di ogni volume fisico non più esistente. Se desiderate sostituire un altro volume fisico con la stessa dimensione, usate il comando pvcreate con le opzioni --restorefile e --uuid per inizializzare un nuovo dispositivo con lo stesso UUID del volume fisico mancante. Successivamente sarà possibile utilizzare vgcfgrestore per recuperare i metadati del gruppo di volumi.
6.6. Rimozione dei volumi fisici persi da un gruppo di volumi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
--partial del comando vgchange. È possibile rimuovere tutti i volumi logici che utilizzano il volume fisico dal gruppo di volumi tramite l'opzione --removemissing del comando vgreduce.
vgreduce con l'opzione --test, per verificare ciò che state eliminando.
vgreduce è reversibile ciò significa che è possibile utilizzare immediatamente il comando vgcfgrestore, per ripristinare i metadati del gruppo di volumi al loro stato precedente. Per esempio, se avete usato l'opzione --removemissing del comando vgreduce senza l'opzione --test, e se avete rimosso i volumi logici che desideravate mantenere, sarà ancora possibile sostituire il volume fisico ed utilizzare un altro comando vgcfgrestore per ritornare lo stato del gruppo di volumi al suo stato precedente.
6.7. Estensioni disponibili insufficienti per un volume logico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgdisplay o vgs. Ciò è causato dai suddetti comandi poichè essi eseguono una approssimazione a due cifre decimali per fornire un output facilmente leggibile da parte dell'utente. Per specificare la dimensione esatta, utilizzate il conteggio dell'estensione fisica disponibile invece dei multipli di byte per determinare la dimensione del volume logico.
vgdisplay per default include questa riga la quale indica le estensioni fisiche disponibili.
vgdisplay --- Volume group --- ... Free PE / Size 8780 / 34.30 GB
# vgdisplay
--- Volume group ---
...
Free PE / Size 8780 / 34.30 GB
vg_free_count e vg_extent_count di vgs, per visualizzare le estensioni disponibili ed il numero totale di estensioni.
vgs -o +vg_free_count,vg_extent_count VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree Free #Ext testvg 2 0 0 wz--n- 34.30G 34.30G 8780 8780
[root@tng3-1 ~]# vgs -o +vg_free_count,vg_extent_count
VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree Free #Ext
testvg 2 0 0 wz--n- 34.30G 34.30G 8780 8780
lvcreate -l8780 -n testlv testvg
# lvcreate -l8780 -n testlv testvg
vgs -o +vg_free_count,vg_extent_count VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree Free #Ext testvg 2 1 0 wz--n- 34.30G 0 0 8780
# vgs -o +vg_free_count,vg_extent_count
VG #PV #LV #SN Attr VSize VFree Free #Ext
testvg 2 1 0 wz--n- 34.30G 0 0 8780
-l del comando lvcreate. Per informazioni consultate Sezione 4.4.1, «Creazione di volumi logici lineari».
Capitolo 7. Amministrazione di LVM con la GUI di LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
system-config-lvm. Il capitolo di LVM della Storage Administration Guide fornisce le informazioni utili passo-dopo-passo su come configurare un volume logico LVM utilizzando questa utilità.
Appendice A. Device Mapper Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
dmraid utilizzano il Device Mapper. L'interfaccia dell'applicazione per il Device Mapper è la chiamata del sistema ioctl. L'interfaccia utente è il comando dmsetup.
dmsetup. Per informazioni sul formato dei dispositivi in una tabella di mappatura, consultare Sezione A.1, «Tabella di mappatura del dispositivo». Per informazioni su come utilizzare il comando dmsetup per interrogare un dispositivo consultare Sezione A.2, «Il comando dmsetup».
A.1. Tabella di mappatura del dispositivo Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
start length mapping [mapping_parameters...]
start length mapping [mapping_parameters...]
start deve essere uguale a 0. I parametri start + length su di una riga devono essere uguali a start sulla riga successiva. I parametri di mappatura da specificare sulla riga della tabella dipendono dal tipo di mapping specificato sulla riga.
/dev/hda), o dai numeri minore e maggiore nel formato major:minor. Il formato major:minor viene preferito poichè evita i lookup del percorso.
0 35258368 linear 8:48 65920 35258368 35258368 linear 8:32 65920 70516736 17694720 linear 8:16 17694976 88211456 17694720 linear 8:16 256
0 35258368 linear 8:48 65920
35258368 35258368 linear 8:32 65920
70516736 17694720 linear 8:16 17694976
88211456 17694720 linear 8:16 256
lineare. Il resto della riga consiste in parametri per un target lineare.
- lineare
- segmentato
- mirror
- snapshot e snapshot-origin
- error
- zero
- multipath
- crypt
A.1.1. Target di mappatura lineare Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
start length linear device offset
start length linear device offset
start- blocco iniziale in un dispositivo virtuale
length- lunghezza di questo segmento
device- dispositivo a blocchi, indicato dal nome del dispositivo nel filesystem o dai numeri maggiore e minore nel formato
major:minor offset- offset iniziale della mappatura sul dispositivo
0 16384000 linear 8:2 41156992
0 16384000 linear 8:2 41156992
/dev/hda specificato come parametro del dispositivo.
0 20971520 linear /dev/hda 384
0 20971520 linear /dev/hda 384
A.1.2. Target per la mappatura segmentata Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
start length striped #stripes chunk_size device1 offset1 ... deviceN offsetN
start length striped #stripes chunk_size device1 offset1 ... deviceN offsetN
device e offset per ogni striscia.
start- blocco iniziale in un dispositivo virtuale
length- lunghezza di questo segmento
#stripes- numero di segmenti per il dispositivo virtuale
chunk_size- numero dei settori scritti su ogni segmento prima di smistarsi su quello successivo; deve essere una potenza di 2 e grande almeno quanto la dimensione della pagina del kernel
device- dispositivo a blocchi, indicato dal nome del dispositivo nel filesystem o dai numeri maggiore e minore nel formato
major:minor. offset- offset iniziale della mappatura sul dispositivo
0 73728 striped 3 128 8:9 384 8:8 384 8:7 9789824
0 73728 striped 3 128 8:9 384 8:8 384 8:7 9789824
- 0
- blocco iniziale in un dispositivo virtuale
- 73728
- lunghezza di questo segmento
- striped 3 128
- striscia attraverso tre dispositivi con un segmento di 128 blocchi
- 8:9
- major:minor numeri del primo dispositivo
- 384
- offset d'avvio della mappatura sul primo dispositivo
- 8:8
- numeri major:minor del secondo dispositivo
- 384
- offset d'inizio della mappatura sul secondo dispositivo
- 8:7
- numeri major:minor del terzo dispositivo
- 9789824
- offset d'inizio della mappatura sul terzo dispositivo
0 65536 striped 2 512 /dev/hda 0 /dev/hdb 0
0 65536 striped 2 512 /dev/hda 0 /dev/hdb 0
A.1.3. Il target di mappatura mirror Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
start length mirror log_type #logargs logarg1 ... logargN #devs device1 offset1 ... deviceN offsetN
start length mirror log_type #logargs logarg1 ... logargN #devs device1 offset1 ... deviceN offsetN
start- blocco iniziale in un dispositivo virtuale
length- lunghezza di questo segmento
log_type- I tipi possibili di log ed i rispettivi argomenti sono di seguito riportati:
core- Il mirror è locale ed il mirror log viene conservato nella memoria principale. Questo tipo di log richiede 1 - 3 argomenti:regionsize [[
no]sync] [block_on_error] disk- Il mirror è locale ed il mirror log viene conservato sul disco. Questo tipo di log richiede 2 - 4 argomenti:logdevice regionsize [[
no]sync] [block_on_error] clustered_core- Il mirror è clusterizzato ed il mirror log viene conservato nella memoria principale. Questo tipo di log richiede 2 - 4 argomenti:regionsize UUID [[
no]sync] [block_on_error] clustered_disk- Il mirror è clusterizzato ed il mirror log viene conservato sul disco. Questo tipo di log richiede 3 - 5 argomenti:logdevice regionsize UUID [[
no]sync] [block_on_error]
LVM conserva un piccolo log il quale viene utilizzato per controllare le regioni in sincronizzazione con i mirror. L'argomento regionsize specifica la dimensione di queste regioni.In un ambiente clusterizzato l'argomento UUID è un identificatore unico associato con il dispositivo mirror log, in modo da poter mantenere lo stato del log sull'intero cluster.L'argomento[no]syncfacoltativo può essere utilizzato per specificare il mirror come "in-sync" o "out-of-sync". L'argomentoblock_on_errorviene utilizzato per indicare al mirror di rispondere agli errori invece di ignorarli. #log_args- numero di argomenti per il log specificati nella mappatura.
logargs- gli argomenti di log per il mirror; il numero di argomenti di log forniti viene specificato dal parametro
#log-args, e gli argomenti di log validi sono determinati dal parametrolog_type. #devs- il numero di gambe (o sezioni) nel mirror; viene specificato un dispositivo ed un offset per ogni sezione.
device- dispositivo a blocchi per ogni sezione del mirror, indicato dal nome del dispositivo nel filesystem o dai numeri major e minor nel formato
major:minor. Un dispositivo a blocchi e l'offset sono specificati per ogni gamba del mirror, come riportato dal parametro#devs. offset- offset d'inizio per la mappatura sul dispositivo. Un dispositivo a blocchi ed un offset sono specificati per ogni sezione del mirror, come indicato dal parametro
#devs.
0 52428800 mirror clustered_disk 4 253:2 1024 UUID block_on_error 3 253:3 0 253:4 0 253:5 0
0 52428800 mirror clustered_disk 4 253:2 1024 UUID block_on_error 3 253:3 0 253:4 0 253:5 0
- 0
- blocco iniziale in un dispositivo virtuale
- 52428800
- lunghezza di questo segmento
- mirror clustered_disk
- target del mirror con un tipo di log il quale specifica un mirror clusterizzato con un mirror log conservato sul disco
- 4
- seguiranno 4 argomenti del mirror log
- 253:2
- major:minor numeri del dispositivo di log
- 1024
- dimensione della regione usata dal mirror log per controllare tutto ciò che è sincronizzato
UUID- UUID del dispositivo del mirror log per conservare le informazioni di un intero cluster
block_on_error- il mirror dovrebbe rispondere agli errori
- 3
- numero di gambe nel mirror
- 253:3 0 253:4 0 253:5 0
- numeri major:minor e offset per dispositivi che costituiscono ogni sezione del mirror
A.1.4. Target di mappatura snapshot e snapshot-origin Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Un dispositivo con una mappatura
linearecontenente la tabella di mappatura originale del volume sorgente. - Un dispositivo con una mappatura
lineareutilizzato come dispositivo copy-on-write (COW) per il volume sorgente; per ogni scrittura, i dati originali vengono salvati nel dispositivo COW di ogni snapshot per mantenere il proprio contenuto visibile invariato (fino al riempimento del dispositivo COW). - Un dispositivo con una mappatura
snapshotche combina #1 e #2, il quale risulta essere il volume snapshot visibile. - Il volume "originale" (il quale utilizza il numero del dispositivo usato dal volume sorgente originale), la cui tabella viene sostituita da una mappatura "snapshot-origin" dal dispositivo #1.
base, ed un volume snapshot chiamato snap basato sul quel volume.
lvcreate -L 1G -n base volumeGroup lvcreate -L 100M --snapshot -n snap volumeGroup/base
# lvcreate -L 1G -n base volumeGroup
# lvcreate -L 100M --snapshot -n snap volumeGroup/base
snapshot-origin è il seguente:
start length snapshot-origin origin
start length snapshot-origin origin
start- blocco iniziale in un dispositivo virtuale
length- lunghezza di questo segmento
origin- volume di base della snapshot
snapshot-origin avrà normalmente uno o più snapshot basati su di esso. I processi di lettura verranno mappati direttamente sul dispositivo di supporto. Per ogni processo di scrittura i dati originali saranno salvati nel dispositivo COW di ogni snapshot in modo da mantenere il proprio contenuto visibile invariato fino all'utilizzo completo del dispositivo COW.
snapshot è il seguente:
start length snapshot origin COW-device P|N chunksize
start length snapshot origin COW-device P|N chunksize
start- blocco iniziale in un dispositivo virtuale
length- lunghezza di questo segmento
origin- volume di base della snapshot
COW-device- Dispositivo sul quale vengono conservati sezioni di dati modificati
- P|N
- P (Persistent) o N (Not persistent); indicano se snapshot sopravviverà dopo il riavvio. Per snapshot transitorie (N), una quantità minore di metadata deve essere salvata sul disco; essi possono essere conservati in memoria dal kernel.
chunksize- Dimensione in settori di segmenti di dati modificati che verranno archiviati sul dispositivo COW.
snapshot-origin con un dispositivo d'origine di 254:11.
0 2097152 snapshot-origin 254:11
0 2097152 snapshot-origin 254:11
snapshot con un dispositivo d'origine di 254:11, ed un dispositivo COW di 254:12. Il dispositivo snapshot è persistente dopo ogni riavvio e la dimensione del segmento per i dati conservati sul dispositivo COW è di 16 settori.
0 2097152 snapshot 254:11 254:12 P 16
0 2097152 snapshot 254:11 254:12 P 16
A.1.5. Target di mappatura 'error' Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
error non accetta parametri aggiuntivi oltre ai parametri start e length.
error.
0 65536 error
0 65536 error
A.1.6. Target di mappatura zero Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
zero è un dispositivo a blocchi equivalente a /dev/zero. Un processo di lettura per questo tipo di mappatura ritorna blocchi di zero. I dati scritti su questa mappatura vengono scartati, ma il processo di scrittura avrà successo. Il target di mappatura zero non accetta parametri aggiuntivi oltre ai parametri start e length.
zero per un dispositivo a 16Tb.
0 65536 zero
0 65536 zero
A.1.7. Il target di mappatura multipath Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
multipath è il seguente:
start length multipath #features [feature1 ... featureN] #handlerargs [handlerarg1 ... handlerargN] #pathgroups pathgroup pathgroupargs1 ... pathgroupargsN
start length multipath #features [feature1 ... featureN] #handlerargs [handlerarg1 ... handlerargN] #pathgroups pathgroup pathgroupargs1 ... pathgroupargsN
pathgroupargs per ogni gruppo di percorsi.
start- blocco iniziale in un dispositivo virtuale
length- lunghezza di questo segmento
#features- Il numero di funzioni multipath seguito dalle funzioni in questione. Se questo parametro è zero allora non sarà disponibile alcun parametro
feature, ed il parametro di mappatura del dispositivo successivo è#handlerargs. Attualmente è supportata solo una funzione multipath,queue_if_no_path. Ciò indica che il dispositivo 'multipathed' in questone è attualmente impostato per mettere in coda le operazioni I/O se non è disponibile alcun percorso.Per esempio, se l'opzioneno_path_retry, nel filemultipath.conf, è stata impostata in modo da mettere in coda le operazioni I/O solo fino a quando tutti i percorsi sono stati contrassegnati come falliti dopo un certo numero di tentativi fatti per utilizzare il percorso in questione, la mappatura apparirà nel modo seguente fino a quando tutti i controllori del percorso non avranno fallito il numero di controlli specificato.0 71014400 multipath 1 queue_if_no_path 0 2 1 round-robin 0 2 1 66:128 \ 1000 65:64 1000 round-robin 0 2 1 8:0 1000 67:192 1000
0 71014400 multipath 1 queue_if_no_path 0 2 1 round-robin 0 2 1 66:128 \ 1000 65:64 1000 round-robin 0 2 1 8:0 1000 67:192 1000Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow Dopo che tutti i controllori del percorso hanno fallito il numero di controlli specificato la mappatura apparirà nel modo seguente.0 71014400 multipath 0 0 2 1 round-robin 0 2 1 66:128 1000 65:64 1000 \ round-robin 0 2 1 8:0 1000 67:192 1000
0 71014400 multipath 0 0 2 1 round-robin 0 2 1 66:128 1000 65:64 1000 \ round-robin 0 2 1 8:0 1000 67:192 1000Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow #handlerargs- Il numero di argomenti del gestore hardware seguito dagli argomenti. Un gestore hardware specifica il modulo che verrà utilizzato per eseguire le azioni hardware specifiche durante lo smistamento tra gruppi di percorsi o durante la gestione degli errori I/O. Se impostato su 0 il parametro successivo è
#pathgroups. #pathgroups- Il numero dei gruppi di percorsi. Un gruppo di percorsi rappresenta un insieme di percorsi attraverso i quali un dispositivo 'multipathed' bilancerà il carico. È disponibile un set di parametri
pathgroupargsper ogni gruppo di percorsi. pathgroup- Il gruppo di percorsi successivo da provare.
pathgroupsargs- Ogni gruppo di percorsi presenta i seguenti argomenti:
pathselector #selectorargs #paths #pathargs device1 ioreqs1 ... deviceN ioreqsN
pathselector #selectorargs #paths #pathargs device1 ioreqs1 ... deviceN ioreqsNCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow È disponibile un set di argomenti per ogni percorso presente nel gruppo di percorsi.pathselector- Specifica l'algoritmo utilizzato per determinare il percorso, presente all'interno del gruppo, da utilizzare per l'operazione I/O successiva.
#selectorargs- Il numero di argomenti del selettore del percorso che segue questo argomento nella mappatura multipath. Attualmente il valore di questo argomento è sempre 0.
#paths- Il numero di percorsi in questo gruppo di percorsi.
#pathargs- Il numero di argomenti del percorso specificati per ogni percorso in questo gruppo. Attualmente questo numero è sempre 1, l'argomento
ioreqs. device- Il numero del dispositivo a blocchi del percorso, indicato dai numeri major e minor nel formato
major:minor ioreqs- Il numero delle richieste I/O per l'instradamento per questo percorso prima di smistarsi sul percorso successivo nel gruppo corrente.
Figura A.1. Target di mappatura Multipath
0 71014400 multipath 0 0 4 1 round-robin 0 1 1 66:112 1000 \ round-robin 0 1 1 67:176 1000 round-robin 0 1 1 68:240 1000 \ round-robin 0 1 1 65:48 1000
0 71014400 multipath 0 0 4 1 round-robin 0 1 1 66:112 1000 \
round-robin 0 1 1 67:176 1000 round-robin 0 1 1 68:240 1000 \
round-robin 0 1 1 65:48 1000
0 71014400 multipath 0 0 1 1 round-robin 0 4 1 66:112 1000 \ 67:176 1000 68:240 1000 65:48 1000
0 71014400 multipath 0 0 1 1 round-robin 0 4 1 66:112 1000 \
67:176 1000 68:240 1000 65:48 1000
A.1.8. Target di mappatura crypt Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
crypt cifra i dati che passano attraverso il dispositivo specificato. Esso utilizza il kernel Crypto API.
crypt è il seguente:
start length crypt cipher key IV-offset device offset
start length crypt cipher key IV-offset device offset
start- blocco iniziale in un dispositivo virtuale
length- lunghezza di questo segmento
cipher- Il Cipher consiste in
cipher[-chainmode]-ivmode[:iv options].cipher- I Cipher disponibili sono riportati in
/proc/crypto(per esempio,aes). chainmode- Utilizza sempre
cbc. Non utilizzareebc; esso non utilizza un initial vector (IV). ivmode[:iv options]- IV è un initial vector utilizzato per variare la cifratura. La modalità IV può essere
plainoessiv:hash. Univmodedi-plainutilizza il numero del settore (più l'offset IV) di IV. Univmodedi-essivè il modo migliore per non avere problemi con il watermark.
key- Chiave di cifratura fornita in esadecimale
IV-offset- Offset Initial Vector (IV)
device- dispositivo a blocchi, indicato dal nome del dispositivo nel filesystem o dai numeri maggiore e minore nel formato
major:minor offset- offset iniziale della mappatura sul dispositivo
crypt.
0 2097152 crypt aes-plain 0123456789abcdef0123456789abcdef 0 /dev/hda 0
0 2097152 crypt aes-plain 0123456789abcdef0123456789abcdef 0 /dev/hda 0
A.2. Il comando dmsetup Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
dmsetup è un wrapper della linea di comando per le comunicazioni con il Device Mapper. Per informazioni generali del sistema sui dispositivi LVM, le opzioni info, ls, status, e deps del comando dmsetup potranno risultare utili, come descritto nelle seguenti sottosezioni.
dmsetupconsultate la pagina man (8) di dmsetup.
A.2.1. Il comando dmsetup info Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
dmsetup info device fornisce le informazioni sui dispositivi del Device Mapper. Se non specificate alcun nome l'output conterrà le informazioni di tutti i dispositivi del Device Mapper attualmente configurati. Se al contrario viene specificato un dispositivo, le informazioni fornite riguarderanno solo il dispositivo interessato.
dmsetup info fornisce le informazioni nelle seguenti categorie:
Nome- Il nome del dispositivo. Un dispositivo LVM viene indicato come nome del gruppo di volumi e nome del volume logico separato da un trattino. Un trattino nel nome originale viene tradotto in due trattini.
Stato- Gli stati possibili del dispositivo sono
SUSPENDED,ACTIVE, eREAD-ONLY. Il comandodmsetup suspendimposta lo stato suSUSPENDED. Quando un dispositivo risulta sospeso, tutte le operazioni I/O per quel dispositivo verranno arrestate. Il comandodmsetup resumeripristina lo stato del dispositivo suACTIVE. Read Ahead- Il numero di blocchi dati letti a priori dal sistema per qualsiasi file aperto sul quale sono in corso le operazioni di lettura. Nell'impostazione predefinita il kernel seleziona automaticamente un valore idoneo. È possibile modificare questo valore con l'opzione
--readaheaddel comandodmsetup. Tabelle presenti- Gli stati possibili per questa categoria sono
LIVEeINACTIVE. Uno statoINACTIVEindica che una tabella è stata caricata e verrà intercambiata quando il comandodmsetup resumeripristina lo stato di un dispositivo suACTIVE, a questo punto lo stato della tabella diventeràLIVE. Per maggiori informazioni consultare la pagina man didmsetup. Conteggio apertura- L'open reference count indica il numero di volte che un dispositivo viene aperto. Un comando
mountapre il dispositivo. Numero eventi- Il numero corrente degli eventi. L'emissione del comando
dmsetup wait npermette all'utente di aspettare che l'evento cambi, bloccando la chiamata fino a quando viene ricevuta. Maggiore, minore- I numeri maggiore e minore del dispositivo
Numero di target- Il numero di frammenti che costituisce un dispositivo. Per esempio, un dispositivo lineare che si estende su 3 dischi avrà 3 target. Un dispositivo lineare composto dall'inizio e fine di un disco, ma non dal centro, avrà 2 target.
UUID- UUID del dispositivo.
dmsetup info.
A.2.2. Il comando dmsetup ls Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
dmsetup ls altresì sarà possibile elencare i dispositivi con almeno un target di tipo specifico con il comando dmsetup ls --target target_type. Per altre opzioni di dmsetup ls, consultare la pagina man dmsetup.
dmsetup ls fornisce una opzione --tree la quale mostra le dipendenze presenti tra i dispositivi sotto forma di albero, come riportato nel seguente esempio:
A.2.3. Il comando dmsetup status Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
dmsetup status device fornisce le informazioni sullo stato per ogni target in un dispositivo specifico. Se non specificate alcun nome, l'output conterrà le informazioni di tutti i dispositivi Device Mapper attualmente configurati. È possibile elencare lo stato dei dispositivi con almeno un target di tipo specifico specificato con il comando dmsetup status --target target_type.
A.2.4. Il comando dmsetup deps Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
dmsetup deps device fornisce un elenco di coppie (maggiore, minore) per dispositivi indicati dalla tabella di mappatura per il dispositivo specificato. Se non specificate il nome del dispositivo, le informazioni contenute dall'output riguarderanno tutti i dispositivi Device Mapper attualmente configurati.
lock_stress-grant--02.1722:
dmsetup deps lock_stress-grant--02.1722 3 dependencies : (253, 33) (253, 32) (253, 31)
[root@grant-01 ~]# dmsetup deps lock_stress-grant--02.1722
3 dependencies : (253, 33) (253, 32) (253, 31)
A.3. Supporto Device Mapper per il Device Manager udev Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
udev è quello di fornire un metodo dinamico per l'impostazione dei nodi nella directory /dev. La creazione di questi nodi viene eseguita tramite l'implementazione delle regole udev nello spazio utente. Le suddette regole sono processate sugli eventi udev inviati dal kernel come risultato di una aggiunta, rimozione o modifica di dispositivi particolari. Ciò fornisce un meccanismo centrale conveniente per un supporto di tipo hotplug.
udev è in grado di creare qualsiasi link simbolico con i rispettivi nomi, fornendo agli utenti la possibilità di scegliere i nomi e la struttura della directory personalizzati nella directory /dev.
udev contiene le informazioni di base sul dispositivo processato, ad esempio il nome, il sottosistema a cui appartiene ed il tipo di dispositivo, i numeri maggiore e minore usati ed il tipo di evento. Con questi dati e con la possibilità di accedere a tutte le informazioni disponibili nella directory /sys accessibile anche all'interno delle regole udev, gli utenti saranno in grado di utilizzare filtri semplici ed eseguire le regole in base alle suddette informazioni.
udev fornisce anche un metodo centralizzato per l'impostazione dei permessi dei nodi. Un utente sarà in grado di aggiungere un set di regole personalizzate per definire i permessi per qualsiasi dispositivo specificato da qualsiasi informazione disponibile durante la processazione dell'evento.
udev. Il device manager udev è in grado di chiamare i suddetti programmi in modo da fornire una ulteriore processazione per la gestione degli eventi. Inoltre il programma è in grado di esportare le variabili dell'ambiente come risultato di questo processo. Ogni risultato dato può essere usato nelle regole come risorsa supplementare.
udev è in grado di ricevere e processare gli eventi udev con tutte le informazioni disponibili, in questo modo la processazione non dipende solo dal demone udev.
A.3.1. Integrazione udev con il Device Mapper Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
udev. Tale operazione sincronizza il Device Mapper con tutta la processazione di udev relativa ai dispositivi del Device Mapper, incluso i dispositivi LVM. La sincronizzazione è necessaria poichè l'applicazione delle regole nel demone di udev è una forma di processazione parallela al programma d'origine delle modifiche del dispositivo (come ad esempio dmsetup e LVM). Senza questo supporto il tentativo di rimozione di un dispositivo ancora aperto e processato dalle regole udev a causa di alcune modifiche di eventi precedenti risultava essere un problema comune; questa tendenza era molto comune se il tempo intercorso tra le modifiche era breve.
udev ufficialmente supportate per i dispositivi del Device Mapper in generale e LVM. Tabella A.1, «Regole udev per dispositivi Device-Mapper» riassume le suddette regole presenti in /lib/udev/rules.d.
| Nome file | Descrizione | ||
|---|---|---|---|
10-dm.rules |
| ||
11-dm-lvm.rules |
| ||
13-dm-disk.rules | Contiene le regole da applicare per tutti i dispositivi del Device Mapper in generale e crea i link simbolici nelle directory /dev/disk/by-id, /dev/disk/by-uuid e /dev/disk/by-uuid | ||
95-dm-notify.rules | Contiene le regole per la notifica dei processi in attesa che utilizzano libdevmapper (proprio come LVM e dmsetup). La notifica viene eseguita dopo aver applicato le precedenti regole in modo da assicurare il completamento di qualsiasi processazione da parte di udev. Il processo notificato verrà successivamente riattivato. |
12-dm-permissions.rules. Questo file non è installato nella directory /lib/udev/rules ma nella directory /usr/share/doc/device-mapper-version. Il file 12-dm-permissions.rules è un modello il quale contiene suggerimenti su come impostare i permessi, in base ad alcune regole d'esempio; il file contiene gli esempi per alcune situazioni tipo. Sarà possibile modificare questo file e posizionarlo manualmente nella directory /etc/udev/rules.d dove potrà preservare le impostazioni.
DM_NAME:Nome dispositivo del Device MapperDM_UUID: UUID del dispositivo del Device MapperDM_SUSPENDED: lo stato sospeso del dispositivo del Device MapperDM_UDEV_RULES_VSN: versione regoleudev(principalmente per tutte le altre regole per controllare che le variabili precedentemente indicate siano state impostate direttamente da regole ufficiali del Device Mapper)
11-dm-lvm.rules:
DM_LV_NAME: nome volume logicoDM_VG_NAME: nome gruppo di volumiDM_LV_LAYER: nome livello LVM
12-dm-permissions.rules per definire un permesso di dispositivi Device Mapper specifici come documentato nel file 12-dm-permissions.rules.
A.3.2. Comandi ed interfacce che supportano udev Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
dmsetup che supportano l'integrazione udev.
| Comando | Descrizione |
|---|---|
dmsetup udevcomplete | Usato per notificare che udev ha terminato la processazione delle regole con il relativo sblocco del processo in attesa (chiamato dalle regole udev in 95-dm-notify.rules) |
dmsetup udevcomplete_all | Usato per il debugging per sbloccare manualmente tutti i processi in attesa |
dmsetup udevcookies | Usato per il debugging per mostrare tutti i cookie esistenti (semafori dell'intero sistema) |
dmsetup udevcreatecookie | Usato per la creazione manuale di un ccokie (semaforo). Utile per eseguire più processi con una risorsa di sincronizzazione. |
dmsetup udevreleasecookie | Usato per attendere la processazione udev relativa a tutti i processi presenti in un coockie di sincronizzazione. |
dmsetup che supportano l'intergazione udev sono di seguito riportate.
--udevcookie- Da definire per tutti i processi dmsetup che si desiderano aggiungere in una transazione udev. Usato insieme a
udevcreatecookieeudevreleasecookie:Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow Invece di usare l'opzione--udevcookiesarà possibile esportare la variabile in un ambiente del processo.Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow --noudevrules- Disabilita le regole udev. I nodi/link simbolici verranno creati da
libdevmapper(seguendo la vecchia procedura). Questa opzione viene usata per il debugging seudevnon funziona correttamente. --noudevsync- Disabilita la sincronizzazione
udev. Anche a scopo di debugging.
dmsetup e relative opzioni consultate la pagina man (8) di dmsetup.
udev:
--noudevrules: per il comandodmsetup, disabilita le regoleudev.--noudevsync: per il comandodmsetup, disabilita la sincronizzazioneudev.
lvm.conf include le seguenti opzioni in grado di supportare l'integrazione udev:
udev_rules: abilita/disabilita globalmenteudev_rulesper tutti i comandi LVM2udev_sync: abilita/disabilita la sincronizzazioneudevglobalmente per tutti i comandi LVM
lvm.confconsultare i commenti presenti nel file lvm.conf.
Appendice B. File di configurazione LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvm.conf viene caricato dalla directory specificata per mezzo della variabile dell'ambiente LVM_SYSTEM_DIR, la quale è impostata per default su /etc/lvm.
lvm.conf è in grado di specificare i file aggiuntivi di configurazione da caricare. Le impostazioni dei file più recenti sovrascrivono le impostazioni dei file meno recenti. Per visualizzare le impostazioni in uso dopo aver caricato tutti i file di configurazione, eseguite il comando lvm dumpconfig.
B.1. File di configurazione LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- /etc/lvm/lvm.conf
- file di configurazione centrale letto dai tool.
- etc/lvm/lvm_hosttag.conf
- Per ogni tag dell'host, verrà letto un file di configurazione aggiuntivo se esistente:
lvm_hosttag.conf. Se il file in questione definisce nuovi tag, allora verranno aggiunti alla lista alcuni file di configurazione supplementari da leggere. Per informazioni sui tag degli host consultate Sezione C.2, «Tag dell'host».
- /etc/lvm/.cache
- file di cache del filtro del nome del dispositivo (configurabile).
- /etc/lvm/backup/
- directory per backup automatici dei metadati del gruppo di volumi (configurabili).
- /etc/lvm/archive/
- directory per archivi automatici di metadati per il gruppo di volumi (configurabile in relazione al percorso della directory ed alla cronologia).
- /var/lock/lvm
- In una configurazione host singolo eseguite il lock dei file per prevenire la corruzione dei metadati da parte del parallel tool; in un cluster viene usato il cluster-wide DLM.
B.2. Esempio di file lvm.conf Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
lvm.conf. Il vostro file di configurazione potrebbe essere leggermente diverso.
Appendice C. Tag oggetto LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
database.
lvs @database
lvs @database
C.1. Come aggiungere e rimuovere i tag dagli oggetti Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
--addtag o --deltag del comando pvchange.
--addtag o --deltag dei comandi vgchange o vgcreate.
--addtag o --deltag dei comandi lvchange o lvcreate.
--addtag e --deltag multipli all'interno di un comando pvchange, vgchange, o lvchange. Per esempio il seguente comando cancella i tag T9 e T10 aggiungendo T13 e T14 al gruppo di volumi grant.
vgchange --deltag T9 --deltag T10 --addtag T13 --addtag T14 grant
vgchange --deltag T9 --deltag T10 --addtag T13 --addtag T14 grant
C.2. Tag dell'host Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
hosttags = 1 nella sezione tags, verrà definito automaticamente un tag dell'host utilizzando l'hostname della macchina. Tale processo vi permetterà di usare un file di configurazione il quale può essere replicato su tutte le vostre macchine in modo da mantenere copie identiche del file, pur avendo un comportamento diverso in base all'hostname.
tag1, e definisce tag2 se l'hostname è host1.
tags { tag1 { } tag2 { host_list = ["host1"] } }
tags { tag1 { } tag2 { host_list = ["host1"] } }
C.3. Controllo attivazione con i tag Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
vgchange -ay), attivando solo vg1/lvol0 e qualsiasi altro volume logico o gruppo di volumi con tag database nei metadati sull'host interessato.
activation { volume_list = ["vg1/lvol0", "@database" ] }
activation { volume_list = ["vg1/lvol0", "@database" ] }
tags { hosttags = 1 }
tags { hosttags = 1 }
vg1/lvol2 solo sull'host db2, fate quanto segue:
- Eseguite
lvchange --addtag @db2 vg1/lvol2da qualsiasi host nel cluster. - Eseguite
lvchange -ay vg1/lvol2.
Appendice D. Metadati del gruppo di volumi LVM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
--metadatacopies 0 del comando pvcreate. Una volta selezionato il numero di copie dei metadati che il volume fisico deve contenere, tale valore non potrà essere più modificato in futuro. Selezionando 0 si avranno aggiornamenti più veloci delle modifiche relative alla configurazione. Da notare tuttavia che in ogni momento il gruppo di volumi deve contenere almeno un volume fisico con un'area di metadati (se non state utilizzando impostazioni avanzate di configurazione che vi permetteranno di conservare i metadati del gruppo di volumi in un file system). Se in futuro desiderate dividere il gruppo di volumi ogni gruppo avrà bisogno di almeno una copia di metadati.
--metadatasize del comando pvcreate. La dimensione predefinita è troppo piccola per i gruppi di volumi con un numero elevato di volumi logici o volumi fisici.
D.1. Etichetta del volume fisico Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
pvcreate posiziona l'etichetta del volume fisico nel secondo settore di 512-byte. La suddetta etichetta può essere posizionata in qualsiasi dei primi quattro settori, poichè i tool di LVM alla ricerca di una etichetta del volume fisico controllano i primi quattro settori. L'etichetta del volume fisico inizia con la stringa LABELONE.
- UUID del volume fisico
- La dimensione del dispositivo a blocchi in byte
- Un elenco terminato da NULL delle posizioni dell'area dei dati
- Elenchi terminati da NULL di posizioni dell'area dei metadati
D.2. Contenuti dei metadati Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Informazioni su quando e come sono stati creati
- Informazioni sul gruppo di volumi:
- Nome ed id unico
- Un numero della versione il quale viene incrementato ogni qualvolta vengono aggiornati i metadati
- Proprietà: Lettura/Scrittura? Ridimensionabile?
- Qualsiasi limite amministrativo sul numero di volume logico/fisico che si possono contenere
- L'entità della dimensione (in unità di secondi definiti come 512 byte)
- Un elenco non ordinato di volumi fisici che costituiscono il gruppo di volumi, ognuno con:
- Il proprio UUID, viene usato per determinare il dispositivo a blocchi che lo contiene
- Qualsiasi proprietà, come ad esempio se il volume fisico è assegnabile
- L'offset per l'inizio della prima estensione all'interno del volume fisico (in settori)
- Il numero delle estensioni
- Un elenco non ordinato di volumi logici. Ognuno costituito da
- Un elenco ordinato di segmenti di volume logico. Per ogni segmento i metadati includono una mappatura applicata ad un elenco ordinato di segmenti del volume fisico o segmenti di volume logico
D.3. Esempio di metadati Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
myvg.
Appendice E. Cronologia di revisione Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
| Diario delle Revisioni | |||||||||||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Revisione 1-5.400 | 2013-10-31 | ||||||||||||||||||||||||||
| |||||||||||||||||||||||||||
| Revisione 1-5 | 2012-07-18 | ||||||||||||||||||||||||||
| |||||||||||||||||||||||||||
| Revisione 2.0-1 | Thu May 19 2011 | ||||||||||||||||||||||||||
| |||||||||||||||||||||||||||
| Revisione 1.0-1 | Wed Nov 10 2010 | ||||||||||||||||||||||||||
| |||||||||||||||||||||||||||
Indice analitico
Simboli
- comando lvchange , Modifica dei parametri di un gruppo di volumi logici
- comando lvdisplay , Visualizzazione dei volumi logici
- comando vgscan , Scansione dischi per i gruppi di volumi per la creazione del file di cache
A
- ambiente cluster, LVM Logical Volume Manager (CLVM), Creazione dei volumi LVM in un cluster
- assegnazione
- politica, Creazione dei gruppi di volumi
- prevenzione, Come impedire l'assegnazione su di un volume fisico
- attivazione gruppi di volumi, Attivazione e disattivazione dei gruppi di volumi
- nodi individuali, Attivazione e disattivazione dei gruppi di volumi
- solo nodo locale, Attivazione e disattivazione dei gruppi di volumi
- attivazione volumi logici
- nodi individuali, Attivazione dei volumi logici su nodi individuali in un cluster
B
C
- CLVM
- definizione, LVM Logical Volume Manager (CLVM)
- comando lvconvert , Come modificare la configurazione del volume speculare
- comando lvcreate , Creazione di volumi logici lineari
- comando lvextend , Come aumentare la dimensione dei volumi logici
- comando lvmdiskscan , Scansione per dispositivi a blocchi
- comando lvreduce , Modifica della dimensione dei volumi logici, Come ridurre la dimensione dei volumi logici
- comando lvremove , Rimozione dei volumi logici
- comando lvrename , Modifica del nome dei volumi logici
- comando lvs , Personalizzazione dei riporti per LVM, Il comando lvs
- opzioni di visualizzazione, Il comando lvs
- comando lvscan , Visualizzazione dei volumi logici
- comando pvdisplay , Visualizzazione dei volumi fisici
- comando pvmove , Riposizionamento dati online
- comando pvremove , Rimozione dei volumi fisici
- comando pvresize , Come variare la dimensione di un volume fisico
- comando pvs , Personalizzazione dei riporti per LVM
- opzioni di visualizzazione, Il comando pvs
- comando pvscan , Visualizzazione dei volumi fisici
- comando vgcfbackup , Esecuzione del back up dei metadati del gruppo di volumi
- comando vgcfrestore , Esecuzione del back up dei metadati del gruppo di volumi
- comando vgchange , Modifica dei parametri di un gruppo di volumi
- comando vgcreate , Creazione dei gruppi di volumi, Creazione dei gruppi di volumi in un cluster
- comando vgdisplay , Come visualizzare i gruppi di volumi
- comando vgexport , Come spostare un gruppo di volumi su di un altro sistema
- comando vgextend , Aggiunta di un volume fisico ad un gruppo di volumi
- comando vgimport , Come spostare un gruppo di volumi su di un altro sistema
- comando vgmerge , Come unire i gruppi di volumi
- comando vgmknodes , Come ricreare una directory del gruppo di volumi
- comando vgreduce , Rimozione dei volumi fisici da un gruppo di volumi
- comando vgrename , Come rinominare un gruppo di volumi
- comando vgs , Personalizzazione dei riporti per LVM
- opzioni di visualizzazione, Il comando vgs
- comando vgsplit , Separazione di un gruppo di volumi
- commento
- informazioni di contatto per questo manuale, Abbiamo bisogno di commenti!
- creazione
- gruppi di volumi, Creazione dei gruppi di volumi
- gruppo di volumi, clusterizzato, Creazione dei gruppi di volumi in un cluster
- volume logico, Creazione di volumi logici lineari
- volume logico segmentato, esempio, Creazione di un volume logico segmentato
- volume logico, esempio, Creazione di un volume logico LVM su tre dischi
- volumi fisici, Creazione dei volumi fisici
- volumi LVM in un cluster, Creazione dei volumi LVM in un cluster
- creazione volumi LVM
- panoramica, Panoramica sulla creazione del volume logico
D
- demone clvmd , LVM Logical Volume Manager (CLVM)
- device manager udev, Supporto Device Mapper per il Device Manager udev
- dimensione dispositivo, massima, Creazione dei gruppi di volumi
- directory /lib/udev/rules.d, Integrazione udev con il Device Mapper
- directory del file speciale del dispositivo, Creazione dei gruppi di volumi
- directory rules.d, Integrazione udev con il Device Mapper
- disattivazione gruppi di volumi, Attivazione e disattivazione dei gruppi di volumi
- escluso su di un nodo, Attivazione e disattivazione dei gruppi di volumi
- solo nodo locale, Attivazione e disattivazione dei gruppi di volumi
- display d'aiuto, Come utilizzare i comandi CLI
- display pagina man, Come utilizzare i comandi CLI
- dispositivi falliti
- visualizzazione, Come visualizzare le informazioni su dispositivi falliti
- dispositivo a blocchi
- scansione, Scansione per dispositivi a blocchi
E
- esempi di configurazione, Esempi di configurazione LVM
- estensione
- assegnazione, Creazione dei gruppi di volumi
- definizione, Gruppi di volumi, Creazione dei gruppi di volumi
- estensione fisica
- prevenzione dell'assegnazione, Come impedire l'assegnazione su di un volume fisico
F
- file cache
- file d'archivio, Backup del volume logico, Esecuzione del back up dei metadati del gruppo di volumi
- file di backup , Esecuzione del back up dei metadati del gruppo di volumi
- file system
- sviluppo su di un volume logico, Sviluppo di un file system su di un volume logico
- filtri, Controllo delle scansioni del dispositivo LVM con i filtri
- filtri scansione del dispositivo, Controllo delle scansioni del dispositivo LVM con i filtri
- formato riporto, dispositivi LVM, Personalizzazione dei riporti per LVM
- funzioni, nuove e modificate, Funzioni nuove e modificate
G
- gruppo di volumi
- amministrazione, generale, Amministrazione del gruppo di volumi
- attivazione, Attivazione e disattivazione dei gruppi di volumi
- aumento, Aggiunta di un volume fisico ad un gruppo di volumi
- come spostarsi tra sistemi, Come spostare un gruppo di volumi su di un altro sistema
- creazione, Creazione dei gruppi di volumi
- creazione in un cluster, Creazione dei gruppi di volumi in un cluster
- definizione, Gruppi di volumi
- disattivazione, Attivazione e disattivazione dei gruppi di volumi
- divisione, Separazione di un gruppo di volumi
- estensione, Aggiunta di un volume fisico ad un gruppo di volumi
- modifica dei parametri, Modifica dei parametri di un gruppo di volumi
- opzioni di visualizzazione vgs , Il comando vgs
- riduzione, Rimozione dei volumi fisici da un gruppo di volumi
- rimozione, Rimozione dei gruppi di volumi
- rinominare, Come rinominare un gruppo di volumi
- separazione
- procedura di esempio, Separazione di un gruppo di volumi
- unione, Come unire i gruppi di volumi
- visualizzazione, Come visualizzare i gruppi di volumi, Personalizzazione dei riporti per LVM, Il comando vgs
I
- inizializzazione
- partizioni, Inizializzazione dei volumi fisici
- volumi fisici, Inizializzazione dei volumi fisici
L
- LVM
- aiuto, Come utilizzare i comandi CLI
- amministrazione volume fisico, Amministrazione del volume fisico
- amministrazione volume logico, Amministrazione del volume logico
- clusterizzato, LVM Logical Volume Manager (CLVM)
- componenti, Panoramica sull'architettura LVM, Componenti di LVM
- cronologia degli eventi, Panoramica sull'architettura LVM
- etichetta, Volumi fisici
- formato riporto personalizzato, Personalizzazione dei riporti per LVM
- gruppo di volumi, definizione, Gruppi di volumi
- panoramica sull'architettura, Panoramica sull'architettura LVM
- registrazione, Registrazione
- struttura della directory, Creazione dei gruppi di volumi
- volume fisico, definizione, Volumi fisici
- LVM1, Panoramica sull'architettura LVM
- LVM2, Panoramica sull'architettura LVM
M
- Messaggio di estensioni libere insufficienti, Estensioni disponibili insufficienti per un volume logico
- metadati
- modifica nome
- volume logico, Modifica del nome dei volumi logici
N
- nomi percorso, Come utilizzare i comandi CLI
- nomi percorso del dispositivo, Come utilizzare i comandi CLI
- numeri del dispositivo
- maggiore, Numeri del dispositivo persistenti
- minore, Numeri del dispositivo persistenti
- persistenti, Numeri del dispositivo persistenti
- numeri del dispositivo persistenti, Numeri del dispositivo persistenti
O
- output verboso, Come utilizzare i comandi CLI
P
- panoramica
- funzioni, nuove e modificate, Funzioni nuove e modificate
- parametro di configurazione mirror_image_fault_policy, Politica sugli errori del volume logico speculare
- parametro di configurazione mirror_log_fault_policy, Politica sugli errori del volume logico speculare
- partizioni
- multiple, Partizioni multiple su di un disco
- procedure amministrative, Panoramica sull'amministrazione di LVM
R
- registrazione, Registrazione
- regole udev, Integrazione udev con il Device Mapper
- ridimensionamento
- volume fisico, Come variare la dimensione di un volume fisico
- volume logico, Modifica della dimensione dei volumi logici
- rimozione
- disco da un volume logico, Rimozione di un disco da un volume logico
- volume logico, Rimozione dei volumi logici
- volumi fisici, Rimozione dei volumi fisici
- rinominare
- gruppo di volumi, Come rinominare un gruppo di volumi
- riposizionamento dati online, Riposizionamento dati online
- riposizionamento dati, online, Riposizionamento dati online
S
- scansione
- dispositivi a blocchi, Scansione per dispositivi a blocchi
- scansione dispositivi, filtri, Controllo delle scansioni del dispositivo LVM con i filtri
- snapshot del volume
- definizione, Volumi delle snapshot
- sviluppo di un file system
- volume logico, Sviluppo di un file system su di un volume logico
T
- tipo di partizione, impostazione, Impostazione del tipo di partizione
- troubleshooting, Troubleshooting di LVM
U
- unità linea di comando, Come utilizzare i comandi CLI
- unità, linea di comando, Come utilizzare i comandi CLI
V
- visualizza
- come ordinare l'output, Come ordinare i riporti di LVM
- visualizzazione
- gruppi di volumi, Come visualizzare i gruppi di volumi, Il comando vgs
- volumi fisici, Visualizzazione dei volumi fisici, Il comando pvs
- volumi logici, Visualizzazione dei volumi logici, Il comando lvs
- volume fisico
- aggiunta ad un gruppo di volumi, Aggiunta di un volume fisico ad un gruppo di volumi
- amministrazione, generale, Amministrazione del volume fisico
- creazione, Creazione dei volumi fisici
- definizione, Volumi fisici
- display, Il comando pvs
- disposizione, Disposizione del volume fisico LVM
- illustrazione, Disposizione del volume fisico LVM
- inizializzazione, Inizializzazione dei volumi fisici
- opzioni di visualizzazione pvs , Il comando pvs
- ridimensionamento, Come variare la dimensione di un volume fisico
- rimozione, Rimozione dei volumi fisici
- rimozione da un gruppo di volumi, Rimozione dei volumi fisici da un gruppo di volumi
- rimozione volume perso, Rimozione dei volumi fisici persi da un gruppo di volumi
- ripristino, Sostituzione di un volume fisico mancante
- visualizzazione, Visualizzazione dei volumi fisici, Personalizzazione dei riporti per LVM
- volume logico
- accesso esclusivo, Attivazione dei volumi logici su nodi individuali in un cluster
- accesso locale, Attivazione dei volumi logici su nodi individuali in un cluster
- amministrazione, generale, Amministrazione del volume logico
- aumento, Come aumentare la dimensione dei volumi logici
- creazione, Creazione di volumi logici lineari, Creazione dei volumi segmentati, Creazione volumi speculari
- definizione, Volumi logici, Volumi logici LVM
- esempio creazione, Creazione di un volume logico LVM su tre dischi
- estensione, Come aumentare la dimensione dei volumi logici
- lineare, Creazione di volumi logici lineari
- modifica dei parametri, Modifica dei parametri di un gruppo di volumi logici
- modifica nome, Modifica del nome dei volumi logici
- opzioni di visualizzazione lvs , Il comando lvs
- ridimensionamento, Modifica della dimensione dei volumi logici
- riduzione, Come ridurre la dimensione dei volumi logici
- rimozione, Rimozione dei volumi logici
- segmentato, Creazione dei volumi segmentati
- snapshot, Creazione dei volumi della snapshot
- speculare, Creazione volumi speculari
- visualizzazione, Visualizzazione dei volumi logici, Personalizzazione dei riporti per LVM, Il comando lvs
- volume logico della snapshot
- creazione, Creazione dei volumi della snapshot
- volume logico lineare
- conversione a speculare, Come modificare la configurazione del volume speculare
- creazione, Creazione di volumi logici lineari
- definizione, Volumi lineari
- volume logico segmentato
- aumento, Come estendere un volume segmentato
- definizione, Volumi logici segmentati
- esempio di creazione, Creazione di un volume logico segmentato
- estensione, Come estendere un volume segmentato
- volume logico speculare
- clusterizzato, Creazione di un volume logico LVM speculare in un cluster
- conversione a lineare, Come modificare la configurazione del volume speculare
- definizione, Volumi logici speculari
- politica sugli errori, Politica sugli errori del volume logico speculare
- riconfigurazione, Come modificare la configurazione del volume speculare
- ripristino da un errore, Processo di recupero da un LVM Mirror Failure