Virtualization
A reference guide for virsch, xm, vmm and xend.
Edizione 2.0
Sommario
http://bugzilla.redhat.com/bugzilla/), specificando il prodotto, Red Hat Enterprise Linux, ed il componente Virtualization_Guide.
Capitolo 1. Architettura del sistema di Red Hat Virtualization Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Capitolo 2. Supporto sistema operativo Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Intel VT-x o AMD-V Pacifica e la tecnologia Vanderpool per le modalità full e paravirtualization.
- Intel VT-i per ia64
- I sistemi operativi UNIX e Linux, incluso NetBSD, FreeBSD, e Solaris.
- Microsoft Windows as an unmodified guest operating system with Intel Vanderpool or AMD's Pacifica technology.
grep vmx /proc/cpuinfo
grep vmx /proc/cpuinfo
flags : fpu tsc msr pae mce cx8 apic mtrr mca cmov pat pse36 clflush dts acpi mmx fxsr sse sse2 ss ht tm syscall nx lm constant_tsc pni monitor ds_cpl vmx est tm2 cx16 xtpr lahf_lm
flags : fpu tsc msr pae mce cx8 apic mtrr mca cmov pat pse36 clflush dts acpi mmx fxsr sse sse2 ss ht tm syscall nx lm constant_tsc pni monitor ds_cpl vmx est tm2 cx16 xtpr lahf_lm
grep svm /proc/cpuinfo cat /proc/cpuinfo | grep svm
grep svm /proc/cpuinfo
cat /proc/cpuinfo | grep svm
flags : fpu tsc msr pae mce cx8 apic mtrr mca cmov pat pse36 clflush dt acpi mmx fxsr sse sse2 ss ht tm syscall nx mmtext fxsr_opt rdtscp lm 3dnowext pni cx16 lahf_lm cmp_legacy svm cr8_legacy
flags : fpu tsc msr pae mce cx8 apic mtrr mca cmov pat pse36 clflush dt acpi mmx fxsr sse sse2 ss ht tm syscall nx mmtext fxsr_opt rdtscp lm 3dnowext pni cx16 lahf_lm cmp_legacy svm cr8_legacy
Nota
Capitolo 3. Supporto hardware Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Celeron
- Pentium II
- Pentium III
- Pentium IV
- Xeon
- AMD Athlon
- AMD Duron
mem=32G sulla linea di comando del kernel. Questo esempio mostra come abilitare i parametri corretti nel file grub.conf:
grep pae /proc/cpuinfo
grep pae /proc/cpuinfo
flags : fpu tsc msr pae mce cx8 apic mtrr mca cmov pat pse36 mmx fxsr sse syscall mmtext 3dnowext 3dnow up ts
flags : fpu tsc msr pae mce cx8 apic mtrr mca cmov pat pse36 mmx fxsr sse syscall mmtext 3dnowext 3dnow up ts
Capitolo 4. Requisiti del sistema per Red Hat Virtualization Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Una distribuzione Red Hat RHEL 5 Linux funzionante
- Un bootloader GRUB funzionante
- Accesso root
- Processore di classe P6 (o versione precedente)
- Il Linux bridge-utils
- I sistemi hotplug di Linux
- installazione di sviluppo zlib
- Python 2.2 runtime
- initscripts
Capitolo 5. Avvio del sistema Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
service xend start
service xend start
chkconfig xend durante il processo di installazione, per poter abilitare xend al momento dell'avvio.
Capitolo 6. Configurazione di GRUB Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
/boot/grub/grub.conf) is used to create a list of operating systems to boot in GRUB's menu interface. When you install the kernel-xen RPM, a post script adds kernel-xen entries to the GRUB configuration file. You can edit the grub.conf file and enable the following GRUB parameter:
initrd , ed il kernel di Linux. Poichè la entry del kernel si trova sopra le altre entry, il kernel viene caricato prima nella memoria. Il boot loader invia (e riceve) gli argomenti della linea di comando da e per l'hypervisor, ed il kernel di Linux. Il seguente esempio mostra come limitare la memoria del kernel di linux del Domain0 a 800 MB:
mem
mem
com1=115200, 8n1
com1=115200, 8n1
dom0_mem
dom0_mem
dom0_max_vcpus
dom0_max_vcpus
acpi
acpi
noacpi
noacpi
Capitolo 7. Avvio di un dominio guest Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm. È possibile altresì usare virsh ed il Virtual Machine Manager, per avviare i guest. Un prerequisito per l'avvio di un dominio guest è quello di installare prima un guest host. Questo esempio utilizza xm per creare il sottocomando:
xm create -c guestdomain1
# xm create -c guestdomain1
guestdomain1 è il file di configurazione per il dominio che state avviando. L'opzione -c collega alla console dopo l'avvio.
Capitolo 8. Avvio/Arresto di un dominio al momento dell'avvio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
/etc/xen/ . Tutti i domini che desiderate avviare al momento dell'avvio, devono essere collegati tramite link simbolico 'symlinked' a /etc/xen/auto.
chkconfig xendomains on
chkconfig xendomains on
chkconfig xendomains on non avvia in modo automatico i domini; esso li riavvia durante il processo d'avvio successivo.
chkconfig xendomains off
chkconfig xendomains off
chkconfig xendomains off arresta i domini durante il processo d'avvio successivo.
Capitolo 9. File di configurazione Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
/etc/xen directory.
| Item | Descrizione |
|---|---|
|
pae
|
Specifica i dati di configurazione dell'estensione physical address extention.
|
|
apic
|
Specifica i dati di configurazione dell'advanced programmable interrupt controller.
|
|
memoria
|
Specifica la dimensione della memoria in megabytes.
|
|
vcpus
|
Specifica i numeri delle CPU virtuali.
|
|
console
|
Specifica i numeri della porta verso la quale esportare le console del dominio.
|
|
nic
|
Specifica il numero di virtual network interfaces.
|
|
vif
|
Lists the randomly-assigned MAC addresses and bridges assigned to use for the domain's network addresses.
|
|
disk
|
Elenca i dispositivi a blocchi sui quali esportare il dominio, ed esporta i dispositivi fisici sul dominio con un accesso di sola lettura.
|
|
dhcp
|
Aabilita il networking utilizzando DHCP.
|
|
netmask
|
Specifica le maschere di rete IP configurate.
|
|
gateway
|
Specifica i gateway IP configurati.
|
|
acpi
|
Specifica i dati di configurazione per l'advanced configuration power interface.
|
Capitolo 10. Gestione delle CPU Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Capitolo 11. Migrazione di un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm migrate domain-id [destination domain]
xm migrate domain-id [destination domain]
xm migrate domain-id -l [destination domain]
xm migrate domain-id -l [destination domain]
Capitolo 12. Configurazione per un utilizzo su di una rete Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
dom0 by a point to point link. These devices are vif <domid> and <vifid>. vif1.0 for the first interface in domain 1; vif3.1 for the second interface in domain 3.
network-bridge and vif-bridge. xend calls these scripts when certain events occur. Arguments can be passed to the scripts to provide additional contextual information. These scripts are located in the /etc/xen/scripts directory. You can change script properties by modifying the xend-config.sxp configuration file located in the /etc/xen directory.
network-bridge — Ogni qualvolta xend viene avviato o arrestato, il suddetto script inizializza o arresta la rete virtuale. Successivamente, l'inizializzazione della configurazione crea il bridge xen—br0, spostando eth0 sul bridge in questione , modificando conseguentemente il routing. Quando xend abbandona il processo esistente, il bridge verrà cancellato e eth0 rimosso, ripristinando così l'IP originale e la configurazione del routing.
vif-bridge rappresenta uno script invocato per ogni interfaccia virtuale presente sul dominio. Configura le regole firewall ed è in grado di aggiungere vif al bridge appropriato.
network-route, network-nat, vif-route, e vif-nat. Questi script possono essere sostituiti anche con varianti appartenenti alla virtualizzazione.
Capitolo 13. Come rendere sicuro Domain0 Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Esecuzione del numero più basso di servizi necessari. Non è consigliabile includere un numero troppo elevato di compiti e servizi nel domain0. Minor numero di compiti e servizi in esecuzione presenti all'interno di domain0, più elevato è il livello di sicurezza.
- Abilitate SeLINUX in modo da rendere sicuro domain0.
- Utilizzate un firewall per limitare il traffico per il domain0. È possibile impostare un firewall con regole default-reject il quale assicura una protezione nei confronti del domain0. È altresì importante limitare l'esposizione della rete ai servizi.
- Non permettete ad utenti normali di accedere al domain0. Se abilitate il loro accesso potrete correre il rischio di rendere domain0 vulnerabile. Ricordate, domain0 risulta essere privilegiato, e garantire account non privilegiati potrebbe compromettere il livello di sicurezza.
Capitolo 14. Storage Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Capitolo 15. Gestione delle Macchine virtuali con virsh Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xend/qemu, allora dovreste abilitare xend/qemu in modo da eseguirlo come un servizio. Dopo aver modificato il file di configurazione corrispondente riavviate il sistema, in questo modo xend/qemu verrà eseguito come un servizio. Utilizzate virsh per far funzionare vm. In modo simile al tool xm, è possibile eseguire virsh dalla linea di comando.
15.1. Collegamento ad un Hypervisor Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh connect <name>
virsh connect <name>
<name> is the machine name of the hypervisor. If you want to initiate a read—only connection, append the above command with —readonly.
15.2. Creazione di una macchina virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh create <path to XML configuration file>
virsh create <path to XML configuration file>
15.3. Configurazione di un XML Dump Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh dumpxml [domain-id | domain-name | domain-uuid]
virsh dumpxml [domain-id | domain-name | domain-uuid]
stdout . If you save the data to a file, you can use the create option to recreate the virtual machine.
15.4. Sospensione di una macchina virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh suspend [domain-id | domain-name |domain-uuid]
virsh suspend [domain-id | domain-name |domain-uuid]
resume option.
15.5. Ripristino di una macchina virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh resume [domain-id | domain-name | domain-uuid]
virsh resume [domain-id | domain-name | domain-uuid]
suspend e resume .
15.6. Salvataggio di una macchina virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh save [domain-name][domain-id | domain-uuid][filename]
virsh save [domain-name][domain-id | domain-uuid][filename]
restore option.
15.7. Ripristino di una macchina virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh save option:
virsh restore [filename]
virsh restore [filename]
15.8. Arresto di una macchina virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh shutdown [domain-id | domain-name | domain-uuid]
virsh shutdown [domain-id | domain-name | domain-uuid]
on_shutdown del file xmdomain.cfg.
15.9. Riavvio di una macchina virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh reboot [domain-id | domain-name | domain-uuid]
virsh reboot [domain-id | domain-name | domain-uuid]
on_reboot del file xmdomain.cfg.
15.10. Come terminare un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh destroy [domain-name | domain-id | domain-uuid]
virsh destroy [domain-name | domain-id | domain-uuid]
destroy option only when the virtual machine's operating system is non-responsive. For a paravirtualized virtual machine, you should use the shutdown option.
15.11. Conversione di un Domain Name in un Domain ID Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh domid [domain-name | domain-uuid]
virsh domid [domain-name | domain-uuid]
15.12. Conversione di un Domain ID in un Domain Name Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh domname [domain-name | domain-uuid]
virsh domname [domain-name | domain-uuid]
15.13. Conversione di un Domain Name in un UUID Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh domuuid [domain-id | domain-uuid]
virsh domuuid [domain-id | domain-uuid]
15.14. Visualizzazione informazioni della macchina virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh dominfo [domain-id | domain-name | domain-uuid]
virsh dominfo [domain-id | domain-name | domain-uuid]
15.15. Visualizzazione informazioni del nodo Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh nodeinfo
virsh nodeinfo
15.16. Visualizzazione delle macchine virtuali Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh list domain-name [ ——inactive | —— -all]
virsh list domain-name [ ——inactive | —— -all]
——inactive elenca i domini inattivi (i domini definiti ma non ancora attivi). Il — -all domain elenca tutti i domini attivi o meno. Il vostro output dovrebbe somigliare a quanto segue:
15.17. Visualizzazione informazioni della CPU virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh vcpuinfo [domain-id | domain-name | domain-uuid]
virsh vcpuinfo [domain-id | domain-name | domain-uuid]
15.18. Configurazione affinità CPU virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh vcpupin [domain-id | domain-name | domain-uuid] [vcpu] , [cpulist]
virsh vcpupin [domain-id | domain-name | domain-uuid] [vcpu] , [cpulist]
[vcpu] è il numero della VCPU virtuale e [cpulist] elenca il numero fisico delle CPU.
15.19. Configurazione conteggio CPU virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh setvcpus [domain-name | domain-id | domain-uuid] [count]
virsh setvcpus [domain-name | domain-id | domain-uuid] [count]
15.20. Configurazione assegnazione della memoria Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh setmem [domain-id | domain-name] [count]
virsh setmem [domain-id | domain-name] [count]
[count] in kilobytes. Note that the new count cannot exceed the amount you specified when you created the Virtual Machine. Values lower than 64 MB probably won't work. You can adjust the Virtual Machine memory as necessary.
15.21. Configurazione memoria massima Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh setmaxmem [domain-name | domain-id | domain-uuid] [count]
virsh setmaxmem [domain-name | domain-id | domain-uuid] [count]
15.22. Gestione reti virtuali Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
virsh net-list
virsh net-list
virsh net-dumpxml [vnet name]
virsh net-dumpxml [vnet name]
virsh net-autostart [nome rete]— Avvia automaticamente una rete specificata come [nome rete]virsh net-create [XML file]— Genera ed avvia una nuova rete utilizzando un file XML già esistentevirsh net-define [file XML]— Genera una nuova rete da un file XML preesistente senza avviarlovirsh net-destroy [nome della rete]— Annulla una rete specificata come [nome della rete]virsh net-name [UUID della rete]— Converte un [UUID della rete] specifico in un nomevirsh net-uuid [nome della rete]— Converte un [nome della rete] specificato in un UUIDvirsh net-start [nome di una rete inattiva]— Avvia una rete inattiva precedentemente non definitavirsh net-undefine [nome di una rete inattiva]— Rimuove definizione di una rete inattiva
Capitolo 16. Gestione macchine virtuali utilizzando xend Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xend-config.sxp, il quale è situato all'interno della directory etc/xen. Ecco i parametri da abilitare o disabilitare nel file di configurazione xend-config.sxp:
| Oggetto | Descrizione |
|---|---|
|
console-limit
|
Determines the console server's memory buffer limit and assigns values on a per-domain basis
|
|
min-mem
|
Determina il numero minimo di megabyte riservati per il domain0 (se inserite 0, il valore non varia)
|
|
dom0 cpus
|
Determina il numero delle CPU utilizzate dal domain0 (almeno 1 CPU è assegnata per default)
|
|
enable-dump
|
Determina la presenza di un arresto inaspettato 'crash', e abilita un dump (il default è 0)
|
|
external-migration-tool
|
Determina lo script o l'applicazione che gestisce la migrazione del dispositivo esterno (gli script devono risiedere in
etc/xen/scripts/external-device-migrate)
|
|
logfile
|
Determina la posizione del file di log (il default è
/var/log/xend.log)
|
|
loglevel
|
Filtra i valori log mode: DEBUG, INFO, WARNING, ERROR, o CRITICAL (il default è DEBUG)
|
|
network-script
|
Determina lo script che abilita l'ambiente di networking (gli script devono risiedere nella directory
etc/xen/scripts )
|
|
xend-http-server
|
Abilita il server per l'http stream packet management (il default è no)
|
|
xend-unix-server
|
Abilita il server unix domain socket (un server socket rappresenta un punto finale delle comunicazioni, che gestisce i collegamenti low level network ed accetta o rifiuta i collegamenti in entrata)
|
|
xend-relocation-server
|
Abilita il server di riposizionamento per migrazioni 'cross-machine' (il default è no)
|
|
xend-unix-path
|
Determina la posizione dove il comando
xend-unix-server esegue l'output dei dati (il default è var/lib/xend/xend-socket)
|
|
xend-port
|
Determina la porta utilizzata dal server di gestione http (il default è 8000)
|
|
xend-relocation-port
|
Determina la porta utilizzata dal server di riposizionamento (il default è 8002)
|
|
xend-relocation-address
|
Determina gli indirizzi della macchina virtuale abilitati per la migrazione del sistema
|
|
xend-address
|
Determina l'indirizzo al quale si lega il server del domain socket.
|
service xend start
service xend start
service xend stop
service xend stop
service xend restart
service xend restart
service xend status
service xend status
Capitolo 17. Gestione delle macchine virtuali utilizzando xm Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
17.1. File di configurazione xm Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xmdomain.cfg , il quale è situato all'interno della directory etc/xen. È possibile abilitare o disabilitare i parametri all'interno del file di configurazione xmdomain.cfg:
| Oggetto | Descrizione |
|---|---|
|
kernel
|
Determina il percorso corretto per l'immagine del kernel
|
|
ramdisk
|
Determina il percorso corretto per initrd per la ramdisk iniziale
|
|
memoria
|
Determina la quantità di RAM (in MB) da assegnare al dominio al momento del suo avvio
|
|
nome
|
Determina il nome unico per un dominio
|
|
root
|
Determina il dispositivo root per un dominio
|
|
nic
|
Determina il numero di schede per l'interfaccia di rete per un dominio (il default è 1)
|
|
disco
|
Determina gli array delle stanza del dispositivo a blocchi — le tre Stanza sono:
·
mode - modalità di accesso al dispositivo
·
backend-dev - il dominio backend esportabile al dominio guest
·
frontend-dev - determina il modo attraverso il quale deve apparire un dispositivo in un dominio guest
|
|
vif
|
Determina gli array delle stanza dell'interfaccia virtuale (ogni stanza rappresenta un set di operazioni nome=valore).
|
|
builder
|
Determina il builder per la creazione del dominio (il default è linux)
|
|
cpu
|
Determina il conteggio CPU per mezzo del quale viene avviato il dominio. 0 indica la prima CPU, 1 la seconda, ecc. (il default è -1)
|
|
cpus
|
Determines which CPUs on the domain's VCPUs are executable
|
|
extra
|
Determina le informazioni aggiuntive da aggiungere alla fine della riga di parametro del kernel
|
|
nfs_server
|
Determina l'indirizzo IP del server NFS da utilizzare per il dispositivo root
|
|
nfs_root
|
Determina la directory root come percorso corretto per il server NFS
|
|
vcpus
|
Determina il numero di CPU virtuali da assegnare ad un dominio (il default è 1)
|
|
on_shutdown
|
Determina il parametro d'interruzione il quale aziona un processo di spegnimento corretto 'graceful-shutdown' (o spegnimento xm) all'interno di
DomU
|
|
on_reboot
|
Determina il parametro d'interruzione del dominio il quale aziona un processo di riavvio corretto 'graceful-reboot' (o un
xm reboot) all'interno di DomU
|
|
on_crash
|
Determina il parametro d'interruzione del dominio che genera interruzioni inaspettate di
DomU .
|
17.1.1. Configurazione di vfb Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xmdomain.cfg.5 file, must be separated by commas. The vfb entry in your configuration file resembles:
vfb = [ "stanza" ] "name1=value1, name2=value2, "
vfb = [ "stanza" ] "name1=value1, name2=value2, "
| Oggetto | Descrizione |
|---|---|
|
tipo
|
Il tipo di opzione
vnc inizializza una sessione del server VNC, la quale si collega ad un visualizzatore VNC esterno. L'opzione sdl inizializza il visualizzatore interno.
|
|
vncdisplay
|
Determina il numero del display VNC da utilizzare (il default per il valore ID del dominio). Il server VNC risulterà in ascolto sulla porta 5900 + il numero del display.
|
|
vnclisten
|
The VNC server's listening address (defaults to 127.0.0.1).
|
|
vncunused
|
Determina il valore numerico, e se risulta essere un valore diverso da zero abilita il server VNC, in modo da risultare in ascolto per la prima porta non utilizzata oltre 5900.
|
|
vncpasswd
|
Annulla la password predefinita configurata da Xend.
|
|
display
|
Abilita il display per il visualizzatore interno da utilizzare (il default è la variabile di ambiente DISPLAY).
|
|
xauthority
|
Abilita il file authority per il visualizzatore interno da utilizzare (il default è la variabile di ambiente XAUTHORITY).
|
17.2. Creazione e gestione dei domini con xm Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
17.2.1. Collegamento ad un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm console domain-id
xm console domain-id
domain-id's text console.
17.2.2. Creazione di un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm:
xm create domain001 [-c]
xm create domain001 [-c]
domain001, con il file situato all'interno della directory /etc/xen/ . L'opzione [-c] è utile durante il processo di troubleshooting, permettendovi di collegarvi alla console di testo.
17.2.3. Come salvare un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm save [domain-id] [statefile]
xm save [domain-id] [statefile]
17.2.4. Come terminare un Domain ID Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm destroy [domain-id]
xm destroy [domain-id]
domain-id. Se preferite un altro metodo per terminare in modo sicuro la vostra sessione, potrete utilizzare il parametro shutdown.
17.2.5. Come arrestare un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm shutdown [domain-id] [ -a | -w ]
xm shutdown [domain-id] [ -a | -w ]
[ -a] arresta tutti i domini presenti sul vostro sistema. L'opzione [-w] attende l'arresto completo di un dominio.
17.2.6. Ripristino di un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm restore [state-file]
xm restore [state-file]
17.2.7. Sospensione di un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm suspend [domain-id]
xm suspend [domain-id]
17.2.8. Ripristinare un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm resume [domain-id]
xm resume [domain-id]
17.2.9. Come riavviare un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm reboot [domain-id] [ -a | -w ]
xm reboot [domain-id] [ -a | -w ]
[ -a] riavvia tutti i domini sul vostro sistema. L'opzione [-w] attende il riavvio completo del dominio. È possibile controllare il comportamento di un dominio durante il suo processo d'avvio, modificando il parametro on_boot del file xmdomain.cfg.
17.2.10. Come rinominare un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm per assegnare un nuovo nome ad un dominio esistente:
xm rename [domain-name] [new domain-name]
xm rename [domain-name] [new domain-name]
17.2.11. Pausa di un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm pause [domain-id]
xm pause [domain-id]
17.2.12. Come rimuovere la pausa di un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm unpause [domain-id]
xm unpause [domain-id]
17.2.13. Conversione di un Domain Name in un Domain ID Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm per convertire un domain name in un domain ID:
xm domid [domain-name]
xm domid [domain-name]
17.2.14. Conversione di un Domain ID in un Domain Name Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm domname [domain-id]
xm domname [domain-id]
17.2.15. Configurazione assegnazione della memoria Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm mem-set [domain-id] [count]
xm mem-set [domain-id] [count]
Nota
17.2.16. Configurazione della memoria massima Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm mem-max [domain-id] [count]
xm mem-max [domain-id] [count]
[count] in megabytes.
17.2.17. Configurazione del conteggio VCPU Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm vcpu-set [domain-id] [count]
xm vcpu-set [domain-id] [count]
[count] in megabytes.
Nota
17.2.18. Come fissare una VCPU Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm per fissare una VCPU:
xm vcpu-pin [domain-id] [vcpu] [cpus]
xm vcpu-pin [domain-id] [vcpu] [cpus]
[vcpu] è la VCPU alla quale desiderate collegarvi, e [cpus] è il target. Questo processo assicura l'esecuzione delle VCPU su determinate CPU.
17.2.19. Migrazione di un dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm migrate [domain-id] [host] [options]
xm migrate [domain-id] [host] [options]
[domain-id] è il dominio che desiderate migrare, e [host] è il target. [options] include ——live (or -l) per una migrazione live, o ——resource (or -r) per specificare la velocità massima della migrazione (in Mb).
xend sia in esecuzione su tutti i domini host. Altresì tutti gli host devono eseguire Red Hat RHEL 5.0+ e possedere porte TCP di migrazione aperte, per poter accettare i collegamenti da host sicuri.
17.3. Monitoraggio e Diagnosi Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
17.3.1. Esecuzione di un Core Dump Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm dump-core [-C] [domain-id]
xm dump-core [-C] [domain-id]
xendump file located in the /var/lib/xen/dump/ directory. You can terminate the virtual machine by including the -C option.
17.3.2. Monitoraggio dei domini in tempo reale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm top [domain-id]
xm top [domain-id]
17.3.3. Visualizzazione degli stati del dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm per visualizzare gli stati delle attività del dominio di uno o più domini:
xm list [domain-id] [ ——long | ——label]
xm list [domain-id] [ ——long | ——label]
[——long] fornisce una descrizione più dettagliata del dominio specificato. L'opzione [——label] aggiunge una colonna supplementare contenente lo stato dell'etichetta. L'output mostra quanto segue:
| Stato | Descrizione |
|---|---|
|
in esecuzione
|
elenca i domini attualmente attivi su di una CPU
|
|
bloccato
|
elenca i domini bloccati (un dominio risulta bloccato quando la vcpu è in attesa che si verifichi un evento esterno)
|
|
sospeso
|
elenca i domini sospsesi
|
|
arrestati
|
elenca i domini in procinto di essere arrestati
|
|
interrotti
|
elenca i domini completamente inattivi.
|
|
arrestati inaspettatamente
|
elenca i domini arrestati inaspettatamente
|
|
inattivi
|
elenca i domini che sono istanze inattive
|
|
——tutti
|
elenca i domini attivi e le istanze vcpu inattive
|
17.4. Visualizzazione Uptime Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm uptime [domain-id]
xm uptime [domain-id]
17.5. Visualizzazione informazioni della VCPU Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm vcpu-list [domain-id]
xm vcpu-list [domain-id]
17.6. Visualizzazione informazioni del dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm info
xm info
17.7. Visualizzazione dispositivi TPM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm vtpm-list [domain-id] [——long]
xm vtpm-list [domain-id] [——long]
[——long] fornisce una descrizione più dettagliata del dominio specificato.
17.8. Visualizzazione del log di xend Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xend:
xm log
xm log
xend.
17.9. Visualizzazione del Message Buffer Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm per visualizzare xend message buffer:
xm dmesg
xm dmesg
xend.
17.10. Visualizzazione delle informazioni sullo stato ACM Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm dumppolicy [policy.bin]
xm dumppolicy [policy.bin]
17.11. Visualizzazione dei dispositivi a blocchi virtuali Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm block-list [domain-id] [ ——long]
xm block-list [domain-id] [ ——long]
17.12. Visualizzazione delle interfacce di rete virtuali Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm network-list [domain-id] [ ——long]
xm network-list [domain-id] [ ——long]
17.13. Creazione di un nuovo dispositivo di rete virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm network-attach [domain-id] [script=scriptname] [ip=ipaddr] [mac-macaddr] [bridge=bridge-name] [backend-bedomain-id]
xm network-attach [domain-id] [script=scriptname] [ip=ipaddr] [mac-macaddr] [bridge=bridge-name] [backend-bedomain-id]
| Parametro | Descrizione |
|---|---|
|
[script=scriptname]
|
Utilizza il nome dello script specificato per attivare la rete
|
|
[ip=ipaddr]
|
Passa il nome dello script specificato all'adattatore
|
|
[mac-macaddr]
|
L'indirizzo MAC visto dal dominio sul proprio dispositivo ethernet
|
|
[bridge-bridgename]
|
Il nome del dispositivo al quale collegare
vif
|
|
[backend=bedomain-id]
|
Il domain id di backend.
|
17.14. Creazione di una etichetta di sicurezza del dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm addlabel [labelname] [domain-id] [configfile]
xm addlabel [labelname] [domain-id] [configfile]
17.15. Test delle risorse del dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm dry-run [configfile]
xm dry-run [configfile]
17.16. Visualizzazione risorse del sistema Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm resources
xm resources
17.17. Configurazione Credit Scheduling Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm sched-credit -d <domain> [ -w [=WEIGHT] | -c [CAP] ]
xm sched-credit -d <domain> [ -w [=WEIGHT] | -c [CAP] ]
[ -w] , e Cap con l'opzione [ -c].
17.18. Creazione di un nuovo dispositivo a blocchi virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm block-attach [domain-id] [bedomain-id] [fe-dev] [be-dev] [mode]
xm block-attach [domain-id] [bedomain-id] [fe-dev] [be-dev] [mode]
| Parametro | Descrizione |
|---|---|
|
[domain-id]
|
The guest domain's domain-id that attaches to the device
|
|
[be-dev]
|
Il dispositivo nel dominio di backend esportato
|
|
[fe-dev]
|
Il dispositivo presentato al dominio guest
|
|
[mode]
|
The guest domain's device access mode
|
|
[bedomain-id]
|
Il dominio di backend che ospita il dispositivo
|
17.19. Come terminare un dispositivo a blocchi virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm block-detach [domain-id] [DevID]
xm block-detach [domain-id] [DevID]
17.20. Sicurezza Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
17.20.1. Rimozione di una etichetta di sicurezza del dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm per rimuovere una etichetta di sicurezza del dominio:
xm rmlabel [domain-id] [configfile]
xm rmlabel [domain-id] [configfile]
acm_policy dal configfile.
17.20.2. Creazione di una etichetta di sicurezza delle risorse Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm addlabel [labelname] res [resource] [policy]
xm addlabel [labelname] res [resource] [policy]
17.20.3. Rimozione di una etichetta di sicurezza delle risorse Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
mx rmlabel [domain-id] res [resource]
mx rmlabel [domain-id] res [resource]
17.20.4. Configurazione controllo accesso Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
| Etichetta | Descrizione |
|---|---|
|
Simple Type Enforcement
|
L'ACP interpreta le etichette assegnando le richieste d'accesso ai domini che richiedono un accesso virtuale (o fisico). La policy di sicurezza controlla l'accesso tra i domini, assegnando le etichette corrette ai rispettivi domini. Per default l'accesso ai domini con un Simple Type Enforcement non è abilitato.
|
|
Chinese Wall
|
La policy di sicurezza di tipo Chinese Wall controlla e risponde alle richieste d'accesso provenienti da un dominio.
|
chinese_wall.client_V1 si riferisce al file della policy /example/chinese_wall.client_v1.xml.
17.20.5. Creazione di una policy Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm makepolicy [policy]
xm makepolicy [policy]
[policy.bin].
17.20.6. Caricamento della policy Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm loadpolicy [policy.bin]
xm loadpolicy [policy.bin]
17.20.7. Creazione policy per una configurazione del processo d'avvio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm cfgbootpolicy [kernelversion]
xm cfgbootpolicy [kernelversion]
/boot, modificando la riga corrispondente nel file /boot/grub/menu.1st.
17.20.8. Creazione di una etichetta Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm addlabel [configfile] [policy]
xm addlabel [configfile] [policy]
17.20.9. Visualizzazione etichette della policy Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm :
xm labels [policy] [type=dom | res | any]
xm labels [policy] [type=dom | res | any]
dom), e da voi definite al momento della creazione della policy.
17.20.10. Visualizzazione delle etichette di sicurezza del dominio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm:
xm getlabel domain-id [configfile]
xm getlabel domain-id [configfile]
17.20.11. Visualizzazione delle etichette di sicurezza delle risorse Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm per visualizzare le etichette di sicurezza per una risorsa:
xm getlabel res [resource]
xm getlabel res [resource]
17.20.12. Configurazione di Access Control Security Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xen_source__dir/Config.mk
ACM_SECURITY ?= y ACM_DEFAULT_SECURITY_POLICY ? = ACM_CHINESE_WALL__AND_SIMPLE_TYPE_ENFORCEMENT_POLICY
ACM_SECURITY ?= y
ACM_DEFAULT_SECURITY_POLICY ? =
ACM_CHINESE_WALL__AND_SIMPLE_TYPE_ENFORCEMENT_POLICY
17.20.13. Compilazione di una policy di sicurezza Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm makepolicy chinesewall_ste.client_v1
xm makepolicy chinesewall_ste.client_v1
client_v1.map and client_v1.bin all'interno della directory /etc/xen/acm-security/policies/example/chinesewall_ste.
17.20.14. Caricamento di una policy di sicurezza Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
client_v1.bin :
xm loadpolicy example.chwall_ste.client_v1
xm loadpolicy example.chwall_ste.client_v1
17.20.15. Configurazione di una policy di sicurezza per l'avvio Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
client_v1.bin :
xm cfgbootpolicy chinesewall_ste.client_v1
xm cfgbootpolicy chinesewall_ste.client_v1
17.20.16. Visualizzazione delle etichette di sicurezza Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm per visualizzare le etichette definite:
xm labels chinesewall_ste.client_v1 type=dom
xm labels chinesewall_ste.client_v1 type=dom
dom:
17.20.17. Come collegare una etichetta di sicurezza Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
SoftwareDev):
xm addlabel myconfig.xm dom_SoftwareDev
xm addlabel myconfig.xm dom_SoftwareDev
SoftwareDev user domains. This example includes the myconfig.xm configuration file represents a domain that runs workloads related to the SoftwareDev's infrastructure.
addlabel abbia aggiunto correttamente la voce access_control (insieme ai parametri associati) alla fine del file:
Capitolo 18. Gestione macchine virtuali con Virtual Machine Manager Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
18.1. Architettura del Virtual Machine Manager Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
18.2. Finestra apri collegamento Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
test:///default nel campo dell'URL sotto riportato. Una volta all'interno della modalità di prova, sarà possibile collegarsi ad un hypervisor di prova libvirt. Anche se la schermata host Xen remoto risulta visibile, la funzionalità per il collegamento a questo tipo di host non è implementata con RHEL 5.0.
Figura 18.1. Virtual Machine Manager Connection window
18.3. Finestra del Virtual Machine Manager Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Figura 18.2. Virtual Machine Manager main window
18.4. Finestra dattegli della macchina virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Figura 18.3. Virtual Machine Manager Details window
18.5. Console grafica della macchina virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Figura 18.4. Finestra console grafica
18.6. Starting the Virtual Machine Manager Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
Applications fate clic su System Tools e selezionate Virtual Machine Manager .
Figura 18.5. Starting the Virtual Machine Manager
18.7. Creazione di una nuova macchina virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Creare nuovi domini.
- Configure or adjust a domain's resource allocation and virtual hardware.
- Riassumere i domini in esecuzione tramite statistiche, in tempo reale, relative all'utilizzo delle risorse e sulla prestazione.
- Visualizzare grafici in grado di mostrare le prestazioni e l'utilizzo delle risorse nei periodi desiderati.
- Usare il visualizzatore del client VNC embedded, il quale è in grado di presentare una console grafica al dominio del guest.
Nota
Procedura 18.1. Creazione di un sistema operativo guest
- Dal menu Applicazioni, selezionate Tool del sistema e successivamente Virtual Machine Manager.Apparirà la finestra principale del Virtual Machine Manager.
Figura 18.6. Virtual Machine Manager window
- Dal menu File, selezionate Nuova macchina.
Figura 18.7. Selezione di una nuova macchina
A questo punto apparirà il wizard Creazione di un nuovo sistema virtuale. - Fate clic su .
Figura 18.8. Creazione del wizard di un nuovo sistema virtuale
- Inserite il nome del nuovo sistema virtuale e successivamente fate clic su .
Figura 18.9. Come nominare il sistema virtuale
- Inserire la posizione del vostro media d'installazione. La posizione del file kickstart è facoltativa. Successivamente fate clic su Avanti .
Figura 18.10. Determinare il media d'installazione
- Eseguite una installazione su di una partizione del disco fisico, oppure su di un file system virtuale all'interno di un fle.
Nota
Questo esempio riporta l'installazione di un sistema virtuale all'interno di un file.La policy SELinux di default permette alle immagini del disco di xen di risiedere in /var/lib/xen. Se SELinux risulta essere abilitato, e se desiderate specificare un percorso personalizzato per il disco virtuale, allora sarà necessario modificare conseguentemente la policy di SELInuxAprite un terminale e create la directory /xen, impostate la policy di SELinux con il comandorestorecon -v /xen. Specificate la posizione e la misura del disco virtuale, e successivamente fate clic su .Figura 18.11. Assegnzione dello spazio di storage
- Selezionate la memoria per assegnare il guest ed il numero di CPU virtuali, e successivamente fate clic su .
Figura 18.12. Assegnzione della memoria e della CPU
- Selezionate per aprire la console e per iniziare l'installazione dei file.
Figura 18.13. Assegnzione della memoria e della CPU
- Completate la vostra installazione all'interno della finestra.
Figura 18.14. L'installazione ha ora inizio...
Avvertimento
Quando installate Red Hat Enterprise Linux 5.0 su di un guest completamente virtualizzato, non utilizzate il kernelkernel-xen. Usando il suddetto kernel su guest completamente virtualizzati, potreste causare una sospensione del vostro sistema.Se state utilizzando un Numero d'installazione durante l'installazione di Red Hat Enterprise Linux 5.0 su di un guest completamente virtualizzato, assicuratevi di deselezionare il gruppo del pacchettoVirtualizationdurante l'installazione. L'opzione del gruppo del pacchettoVirtualizationinstalla il kernelkernel-xen.Da notare che i guest paravirtualizzati non sono interessati da questo problema. I suddetti guest utilizzano sempre il kernelkernel-xen. - Digitate
xm create -c xen-guestper avviare il guest di Red Hat Enterprise Linux 5.0. Fate clic con il pulsante destro del mouse sul guest all'interno del Virtual Machine Manager, e successivamente selezionate Apri per aprire la console virtuale.Figura 18.15. Red Hat Enterprise Linux 5.0 (guest)
- Per poter continuare ad usare il Virtual Machine Manager, inserite il nome utente e la password.
18.8. Ripristino di una macchina precedentemente salvata Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Dal menu File, selezionate Ripristina una macchina salvata.
Figura 18.16. Restoring a Virtual Machine
- Apparirà la finestra principale di ripristino macchina virtuale.
Figura 18.17. Selezione di una sessione virtual machine salvata
- Andate nella directory corretta e selezionate il file della sessione salvata.
- Fate clic su Apri.
Figura 18.18. Sessione Virtual Machine Manager ripristinata
18.9. Displaying Virtual Machine Details Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Nella finestra principale del Virtual Machine Manager, selezionate la macchina virtuale che desiderate visualizzare.
Figura 18.19. Selezione della macchina virtuale da visualizzare
- Dal menu Modifica del Virtual Machine Manager, selezionate Dettagli macchina (oppure fate clic sul pulsante Dettagli, nella parte bassa della finestra principale del Virtual Machine Manager).
Figura 18.20. Visualizzazione Menu dettagli della macchina virtuale
Visualizzazione finestra panoramica dei dettagli della macchina virtuale. Questa finestra riassume l'utilizzo della memoria e della CPU per i domini specificati.Figura 18.21. Visualizzazione panoramica dettagli della macchina virtuale
- Nella finestra dei dettagli della macchina virtuale fate clic su Hardware .A questo punto sarete in grado di visualizzare la finestra Hardware dei dettagli della macchina virtuale.
Figura 18.22. Visualizzazione finesra Hardware dei dettagli della macchina virtuale
- Sulla tabella Hardware, fate clic su Processore per visualizzare o modificare l'assegnazione corrente della memoria del processore.
Figura 18.23. Visualizzazione assegnazione del processore
- Sulla tabella Hardware, fate clic su Memoria per visualizzare o modificare l'assegnazione della memoria RAM corrente.
Figura 18.24. Visualizzazione assegnazione della memoria
- Sulla tabella Hardware, fate clic su Disco per visualizzare o modificare la configurazione corrente del disco fisso.
Figura 18.25. Visualizzazione configurazione del disco
- Sulla tabella Hardware, fate clic su Rete per visualizzare o modificare la configurazione di rete corrente.
Figura 18.26. Visualizzazione configurazione di rete
18.10. Configuring Status Monitoring Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Dal menu Modifica, selezionate Preferenze.
Figura 18.27. Modifica preferenze della macchina virtuale
Verrà visualizzata la finestra preferenze del Virtual Machine Manager. - Dalla casella di selezione dello Status monitoring, specificare il periodo (in secondi) che il sistema deve aggiornare.
Figura 18.28. Configuring Status Monitoring
- Dall'area della console, specificare come aprire una console insieme al dispositivo input.
18.11. Visualizzazione del Domain ID Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Dal menu Visualizza, selezionate la casella Domain ID.
Figura 18.29. Visualizzazione Domain-ID
- The Virtual Machine Manager lists the Domain ID's for all domains on your system.
Figura 18.30. Visualizzazione Domain-ID
18.12. Visualizzazione dello stato della macchina virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Dal menu Visualizza, selezionate la casella Stato.
Figura 18.31. Visualizzazione dello stato della macchina virtuale
- Il Virtual Machine Manager elenca lo stato di tutte le macchine virtuali presenti sul vostro sistema.
Figura 18.32. Visualizzazione dello stato della macchina virtuale
18.13. Visualizzazione delle CPU virtuali Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Dal menu Visualizza, selezionate la casella CPU virtuali.
Figura 18.33. Visualizzazione delle CPU virtuali
- Il Virtual Machine Manager elenca le CPU virtuali per tutte le macchine virtuali presenti sul vostro sistema.
Figura 18.34. Visualizzazione delle CPU virtuali
18.14. Visualizzazione utilizzo della CPU Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Dal menu Visualizza, selezionate la casella Utilizzo CPU.
Figura 18.35. Visualizzazione utilizzo della CPU
- Il Virtual Machine Manager elenca la percentuale di CPU in uso per tutte le macchine virtuali presenti sul vostro sistema.
Figura 18.36. Visualizzazione utilizzo della CPU
18.15. Visualizzazione utilizzo della memoria Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Dal menu Visualizza, selezionate la casella Utilizzo memoria.
Figura 18.37. Visualizzazione utilizzo della memoria
- Il Virtual Machine Manager elenca la percentuale di memoria in uso (in megabyte), per tutte le macchine virtuali presenti sul vostro sistema.
Figura 18.38. Visualizzazione utilizzo della memoria
18.16. Gestione di una rete virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Dal menu Modifica, selezionate Dettagli host.
Figura 18.39. Selezione Dettagli host
- Ciò aprirà il menu Dettagli host. A questo punto fate clic sulla scheda Reti virtuali.
Figura 18.40. Configurazione rete virtuale
- Tutte le reti virtuali disponibili vengono elencate nella casella sinistra del menu. È possibile modificare la configurazione di una rete virtuale, selezionandola direttamente da questa casella e modificandola in modo da voi desiderato.
18.17. Creazione di una rete virtuale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Open the Host Details menu (refer to Sezione 18.16, «Gestione di una rete virtuale») and click the button.
Figura 18.41. Configurazione rete virtuale
In tal modo aprirete il menu . Per continuare fate clic su .Figura 18.42. Creazione di una nuova rete virtuale
- Inserite il nome appropriato per la vostra rete virtuale e successivamente fate clic su .
Figura 18.43. Come nominare la vostra rete virtuale
- Inserite uno spazio per l'indirizzo IPv4 per la vostra rete virtuale e fate clic su .
Figura 18.44. Scelta di uno spazio per l'indirizzo IPv4
- Definire il DHCP range per la vostra rete virtuale specificando un range di Inizio e Fine di indirizzi IP. Fate clic su per continuare.
Figura 18.45. Selezione di una gamma DHCP
- Selezionate il modo attraverso il quale una rete virtuale si collega alle rete fisica.
Figura 18.46. Collegamento alla rete fisica
Se selezionate Inoltro ad una rete fisica, scegliete se la Destinazione debba essere NAT per qualsiasi dispositivo fisico o NAT per il dispositivo fisico eth0.Fate clic su Avanti per continuare. - Ora sarete in grado di creare una rete. Controllate la configurazione della vostra rete e fate clic su .
Figura 18.47. Pronti per creare la rete
- La nuova rete virtuale sarà ora disponibile tramite la scheda del menu .
Figura 18.48. È ora disponibile la nuova rete virtuale
Capitolo 19. Troubleshooting di Red Hat Virtualization Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
19.1. Panoramica di logfile e posizioni Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- La directory di configurazione principale di Red Hat Virtualization è
/etc/xen/. Questa directory contiene il demonexendinsieme ad altri file di configurazione della macchina virtuale. Anche i file per lo script di networking risiedono qui (nella sottodirectory/scripts). - Tutti i file di log che consulterete per il processo di troubleshooting, risiedono nella directory
/var/log/xen.
- Ricordate che la directory predefinita per tutte le immagini del disco basate sul file della macchina virtuale, risiede nella directory
/var/lib/xen. - Le informazioni di Red Hat Virtualization per il file system
/proc, risiedono nella directory/proc/xen/.
19.2. Descrizioni Logfile Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xend ed il processo qemu-dm , le due utility che scrivono i file di log multipli sulla directory /var/log/xen/ :
xend.logè il file di log che contiene tutti i dati raccolti dal demonexend, sia se si tratta di un evento normale del sistema, che di un'azione inizializzata da un operatore. Tutte le operazioni della macchina virtuale (come la creazione, l'arresto e la distruzione ecc.) appaiono qui.xend.lograppresenta generalmente il luogo dove poter controllare eventi o problemi relativi alla prestazione. Contiene voci dettagliate e condizioni relative ai messaggi d'errore.xend-debug.logè il file di log che contiene i record degli errori relativi ad un evento dixend, insieme ai sottosistemi di Virtualizzazione (come ad esempio framebuffer, script Python, ecc.).
xen-hotplug-logè il file di log che contiene i dati degli eventi hotplug. Se un dispositivo o uno script di rete non risultano online, l'evento viene visualizzato qui.qemu-dm.[PID].logè il file di log creato dal processoqemu-dmper ogni guest completamente virtualizzato. Se utilizzate il suddetto file di log, è necessario riprendere il PID del processo diqemu-dmin questione, tramite l'utilizzo del comandops, in modo da esaminare gli argomenti del processo per isolare il processoqemu-dmsulla macchina virtuale. Da notare che è necessario sostituire il simbolo [PID] con il processoqemu-dmdel PID.
virt-manager.log che risiedono nella directory /.virt-manager . Da notare che ogni qualvota si riavvia il Virtual Machine Manager, esso sovrascriverà i contenuti del logfile esistente. Assicuratevi di eseguire il backup del file virt-manager.log , prima di riavviare il Virtual Machine manager dopo aver incontrato un errore.
19.3. Posizioni directory importanti Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Le immagini delle macchine virtuali risiedono nella directory
/var/lib/xen/images.
- Quando riavviate il demone
xend, verrà aggiornatoxend-databaseil quale risiede nella directory/var/lib/xen/xend-db.
- I dump della macchina virtuale (da voi eseguiti con il comando
xm dump-core), risiedono nella directory/var/lib/xen/dumps.
- La directory
/etc/xencontiene i file di configurazione da voi utilizzati per gestire le risorse del sistema. Il file di configurazione del demonexendviene chiamatoxend-config.sxp, ed è possibile utilizzare il suddetto file per implementare modifiche relative a tutto il sistema, e configurare i networking callouts.
- I comandi
procrappresentano un'altra risorsa usata per raccogliere informazioni relative al sistema. Le suddette voci proc risiedono nella directory/proc/xen:
/proc/xen/capabilities
/proc/xen/balloon
/proc/xen/xenbus/
19.4. Tool per il Troubleshooting Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xentopxm dmesgxm logvmstatiostatlsof
XenOprofilesystemTapcrashsysrqsysrq tsysrq w
ifconfigtcpdumpbrctl
brctl è un tool di networking che controlla e configura la configurazione dell'ethernet bridge nel kernel linux di Virtualizzazione. È necessario possedere un accesso root prima di eseguire i seguenti comandi:
19.5. Troubleshooting con i Log Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xend.log file contains the same basic information as when you run the xm log command. It resides in the /var/log/ directory. Here is an example log entry for when you create a domain running a kernel:
xend-debug.log , è molto utile per gli amministratori di sistema poichè esso contiene informazioni ancora più dettagliate rispetto a xend.log . Di seguito viene riportato lo stesso error data relativo allo stesso problema di creazione del dominio del kernel:
ERROR: Will only load images built for Xen v3.0 ERROR: Actually saw: GUEST_OS=netbsd, GUEST_VER=2.0, XEN_VER=2.0; LOADER=generic, BSD_SYMTAB' ERROR: Error constructing guest OS
ERROR: Will only load images built for Xen v3.0
ERROR: Actually saw: GUEST_OS=netbsd, GUEST_VER=2.0, XEN_VER=2.0; LOADER=generic, BSD_SYMTAB'
ERROR: Error constructing guest OS
19.6. Troubleshooting con la console seriale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
grub.conf, in modo da abilitare una console seriale 38400-bps, su com1 /dev/ttyS0:
sync_console can help determine a problem that causes hangs with asynchronous hypervisor console output, and the "pnpacpi=off" works around a problem that breaks input on the serial console. The parameters "console=ttyS0" and "console=tty" means that kernel errors get logged with on both the normal VGA console and on the serial console. Then you can install and set up ttywatch to capture the data on a remote host connected by a standard null-modem cable. For example, on the remote host you could type:
ttywatch --name myhost --port /dev/ttyS0
ttywatch --name myhost --port /dev/ttyS0
/dev/ttyS0 nel file /var/log/ttywatch/myhost.log .
19.7. Accesso console guest paravirtualizzato Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm console [domain name or number]
xm console [domain name or number]
domain100 rappresenta un nome in esecuzione oppure un numero. È possibile utilizzare il Virtual Machine Manager per visualizzare la console di testo virtuale. Sulla finestra dei dettagli della macchina virtuale, selezionate Console seriale dal menu Visualizza.
19.8. Accesso completo alla console del guest di virtualizzazione Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
grub.conf file, and include the 'console =ttyS0 console=tty0' parameter. This ensures that the kernel messages are sent to the virtual serial console (and the normal graphical console). If you plan to use the virtual serial console in a full virtualized guest, you must edit the configuration file in the /etc/xen/ directory. On the host domain, you can then access the text console by typing:
xm console
xm console
19.9. Implementazione Peristenza Lun Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
udev per implementare la persistenza lun. Prima di implementarla sul vostro sistema, assicuratevi di avere gli UUID appropriati. Una volta ottenuti gli UUID corretti, sarà possibile configurare la persistenza lun modificando il file scsi_id che risiede nella directory /etc . Una volta aperto questo file all'interno di un editor di testo, decommentate la seguente riga:
options=-b
# options=-b
options=-g
# options=-g
scsi_id -g -s /block/sdc
# scsi_id -g -s /block/sdc
[root@devices] # scsi_id -g -s /block/sdc *3600a0b80001327510000015427b625e*
[root@devices] # scsi_id -g -s /block/sdc
*3600a0b80001327510000015427b625e*
20-names.rules il quale risiede nella directory /etc/udev/rules.d . Le regole per il device naming qui create dovrebbero avere il seguente formato:
KERNEL="sd*", BUS="scsi", PROGRAM="sbin/scsi_id", RESULT="UUID", NAME="devicename"
# KERNEL="sd*", BUS="scsi", PROGRAM="sbin/scsi_id", RESULT="UUID", NAME="devicename"
KERNEL="sd*", BUS="scsi", PROGRAM="sbin/scsi_id", RESULT="3600a0b80001327510000015427b625e ", NAME="mydevicename"
KERNEL="sd*", BUS="scsi", PROGRAM="sbin/scsi_id", RESULT="3600a0b80001327510000015427b625e
", NAME="mydevicename"
/dev/sd*, per l'ispezione dell'UUID dato. Una volta trovato un dispositivo corrispondente, verrà creato un nodo chiamato /dev/devicename. Per questo esempio, il nodo del dispositivo è /dev/mydevice . Per finire, sarà necessario aggiungere il file rc.local il quale risiede all'interno della directory /etc con il seguente percorso:
/sbin/start_udev
/sbin/start_udev
multipath.conf, il quale risiede all'interno della directory /etc/:
/dev/mpath/oramp1, /dev/mpath/oramp2, /dev/mpath/oramp3, e dev/mpath/oramp4. I suddetti dispositivi risiedono nella directory /dev/mpath . Questi nomi resterenno inalterati dopo l'esecuzione dei processi di riavvio, poichè verranno creati i nomi alias su wwid dei lun.
19.10. Considerazioni su SELinux Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
semanage fcontext -a -t xen_image _t -f -b /dev/sda2 restorecon /dev/sda2
# semanage fcontext -a -t xen_image _t -f -b /dev/sda2
# restorecon /dev/sda2
xend_disable_trans imposta xend in modalità unconfined dopo il riavvio del demone. Vi suggeriamo disabilitare la protezione per un demone singolo invece di disabilitarla per l'inero sistema. È consigliabile non rietichettare le directory come xen_image_t utilizzate in altre parti.
19.11. Accesso dei dati su di una immagine del disco guest Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
yum install kpartx kpartx -av /dev/xen/guest1 add map guest1p1 : 0 208782 linear /dev/xen/guest1 63 add map guest1p2: 0 16563015 linear /dev/xen/guest1 208845
yum install kpartx
kpartx -av /dev/xen/guest1
add map guest1p1 : 0 208782 linear /dev/xen/guest1 63
add map guest1p2: 0 16563015 linear /dev/xen/guest1 208845
vgchange -an, rimuovere le partizioni con kpartx-d , e cancellare il dispositivo loop con losetup -d una volta terminato.
19.12. Situazioni comuni di Troubleshooting Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xend non accadrà nulla. Digitate xm list1 e ricevete quanto segue:
Error: Error connecting to xend: Connection refused. Is xend running?
Error: Error connecting to xend: Connection refused. Is xend running?
xend start manualmente, ma ricevete più errori:
xen-hypervisor . Per correggere questo problema è necessario selezionare il kernel xen-hypervisor al momento dell'avvio (oppure impostare il kernel xen-hypervisor ), come default all'interno del vostro file grub.conf .
19.13. Errori del dispositivo loop Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
/etc/modprobe.conf. Durante la modifica del file modprobe.conf, è necessario includere questa riga:
options loop max_loop=64
options loop max_loop=64
phy: block device o tap:aio. Per impiegarli invece su di un sistema completamente virtualizzato, utilizzate i comandi phy: device o file: file .
19.14. Errori durante la creazione di un guest Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
"Invalid argument" error message. This usually means that the kernel image you are trying to boot is incompatible with the hypervisor. An example of this would be if you were attempting to run a non-PAE FC5 kernel on a PAE only FC6 hypervisor.
grub.conf si smista sul kernel bare-metal invece di un kernel di Virtualizzazione.
/etc/sysconfig/kernel/ . Assicuratevi che il parametro kernel-xen, sia impostato come opzione di default all'interno del vostro file gb.conf.
19.15. Errori della console seriale Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
grub.conf ed i parametri della com port:
serial --unit=1 --speed=115200
serial --unit=1 --speed=115200
grub.conf dovrebbero permettere alla vostra console seriale di funzionare correttamente. Dovreste essere in grado di utilizzare qualsiasi numero per il ttyS , il quale dovrebbe operare come ttyS0 .
19.16. Errori Network Bridge Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
/etc/sysconfig/network-scripts . You should use a process to setup multiple Xen bridges. This is an example config file for a second NIC called 'eth1' :
/etc/xen/scripts/network-bridge su /etc/xen/scripts/network-bridge.xen .
/etc/xen/xend-config.sxp and add a line to your new network bridge script (this example uses "network-virtualization-multi-bridge" ).
xend-config.sxp la nuova riga dovrebbe riflettere il vostro nuovo script:
network-script network-xen-multi-bridge
network-script network-xen-multi-bridge
network-script network-bridge
network-script network-bridge
xenbr0 e xenbr1 ), e li collega rispettivamente a eth1 e eth0 .
19.17. Configurazioni laptop Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
ifcfg-dummy0 e risiede nella directory /etc/sysconfig/network-scripts/ :
xenbr0 a dummy0 , in modo da permettere un collegamento di rete anche quando risulta scollegato dalla rete fisica.
xend-config.sxp file. You must locate the ( network-script 'network-bridge' bridge=xenbr0 ) section and add include this in the end of the line:
netdev=dummy0
netdev=dummy0
/etc/sysconfig/ directory to reflect the example below:
S99XenLaptopNAT , il quale risiede nella directory /etc/rc3.d in modo da riflettere l'esempio riportato:
/etc/rc3.d/S99XenLaptopNAT
modprobe.conf includere le seguenti righe:
alias dummy0 dummy options dummy numdummies=1
alias dummy0 dummy
options dummy numdummies=1
19.18. Starting Domains Automatically During System Boot Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
/etc/xen/auto . Il suddetto file indica i file di configurazione del guest da avviare automaticamente. Il processo d'avvio è a fasi, ciò significa che maggiore è il numero dei guest, più lungo sarà il processo d'avvio. Questo esempio mostra come utilizzare i link simbolici per il guest rhel5vm01 :
19.19. Modifica di Domain0 Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
grub.conf configuration file, that resides in the /etc directory. Because of the large number of domains to manage, many system administrators prefer to use the 'cut and paste' method when editing grub.conf . If you do this, make sure that you include all five lines in the Virtualization entry (or this will create system errors). If you require Xen hypervisor specific values, you must add them to the 'xen' line. This example represents a correct grub.conf Virtualization entry:
'dom0_mem=256M' . This example represents the respective grub.conf xen entry:
19.20. File di configurazione del guest Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
serial="pty" is the default for the configuration file. This configuration file example is for a fully-virtualized guest:
19.21. Clonazione dei file di configurazione del guest Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
uuidgen(1) command). Then for the vif entries you must define a unique MAC address for each guest (if you are copying a guest configuration from an existing guest, you can create a script to handle it). For the xen bridge information, if you move an existing guest configuration file to a new host, you must update the xenbr entry to match your local networking configuration. For the Device entries, you must modify the entries in the 'disk=' section to point to the correct guest image.
/etc/sysconfig/network file to match the new guest's hostname.
/etc/sysconfig/network-scripts/ifcfg-eth0 , in modo da corrispondere all'output del file ifconfig eth0 , e se utilizzate indirizzi IP statici, modificate la voce IPADDR.
19.22. Creazione di uno script per generare gli indirizzi MAC Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
19.23. Configurazione della Virtual Machine Live Migration Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
xm migrate ), è da notare che è possibile eseguire una migrazione live dallo stesso comando. Ricordiamo che sono presenti altre modifiche aggiuntive riguardanti il file di configurazione xend-config . Questo esempio identifica le voci da modificare in modo da eseguire una migrazione corretta:
(xend-relocation-server yes)- The default for this parameter is 'no', which keeps the relocation/migration server deactivated (unless on a trusted network) and the domain virtual memory is exchanged in raw form without encryption.
(xend-relocation-port 8002)- Questo parametro imposta la porta utilizzata da
xendper il processo di migrazione. Questo valore risulta essere corretto, assicuratevi solo di rimuovere il commento che lo precede. (xend-relocation-address )- Questo parametro risulta essere l'indirizzo in ascolto per i collegamenti socket di riposizionamento, dopo aver abilitato
xend-relocation-server. Durante l'ascolto esso limita la migrazione ad una particolare interfaccia. (xend-relocation-hosts-allow )- This parameter controls the host that communicates with the relocation port. If the value is empty, then all incoming connections are allowed. You must change this to a space-separated sequences of regular expressions (such as
xend-relocation-hosts-allow- '^localhost\\.localdomain$'). A host with a fully qualified domain name or IP address that matches these expressions are accepted.
19.24. Interpretazione dei messaggi d'errore Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
failed domain creation due to memory shortage, unable to balloon domain0
failed domain creation due to memory shortage, unable to balloon domain0
xend.log:
[2006-12-21] 20:33:31 xend 3198] DEBUG (balloon:133) Balloon: 558432 Kib free; 0 to scrub; need 1048576; retries: 20 [2006-12-21] 20:33:31 xend. XendDomainInfo 3198] ERROR (XendDomainInfo: 202 Domain construction failed
[2006-12-21] 20:33:31 xend 3198] DEBUG (balloon:133) Balloon: 558432 Kib free; 0 to scrub; need 1048576; retries: 20
[2006-12-21] 20:33:31 xend. XendDomainInfo 3198] ERROR (XendDomainInfo: 202
Domain construction failed
xm list Domain0 command. If domain0 is not ballooned down, you can use the command "xm mem-set Domain-0 NewMemSize" to check memory.
wrong kernel image: non-PAE kernel on a PAE
wrong kernel image: non-PAE kernel on a PAE
Unable to open a connection to the Xen hypervisor or daemon
Unable to open a connection to the Xen hypervisor or daemon
/etc/hosts . Controllate il file e verificate se la voce localhost è stata abilitata. Di seguito viene riportato un esempio di voce locahost incorretta:
# Do not remove the following line, or various programs # that require network functionality will fail. localhost.localdomain localhost
# Do not remove the following line, or various programs
# that require network functionality will fail.
localhost.localdomain localhost
# Do not remove the following line, or various programs # that require network functionality will fail. 127.0.0.1 localhost.localdomain localhost localhost.localdomain. localhost
# Do not remove the following line, or various programs
# that require network functionality will fail.
127.0.0.1 localhost.localdomain localhost
localhost.localdomain. localhost
xen-xend.log file ):
Bridge xenbr1 does not exist!
Bridge xenbr1 does not exist!
xend.log visualizza i seguenti errori:
vif . Una volta localizzata la voce vif del file di configurazione, assumendo che stiate utilizzando xenbr0 come bridge predefinito, assicuratevi che la voce corretta assomigli alla seguente:
vif = ['mac=00:16:3e:49:1d:11, bridge=xenbr0',]
# vif = ['mac=00:16:3e:49:1d:11, bridge=xenbr0',]
19.25. Risorse online per il Troubleshooting Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Red Hat Virtualization Center
http://www.openvirtualization.com
http://www.openvirtualization.comCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Documentazione di Red Hat Enterprise Linux 5 Beta 2
http://www.redhat.com/docs/manuals/enterprise/RHEL-5-manual/index.html
http://www.redhat.com/docs/manuals/enterprise/RHEL-5-manual/index.htmlCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Libvirt API
http://www.libvirt.org
http://www.libvirt.orgCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - virt-manager Project Home Page
http://virt-manager.et.redhat.com
http://virt-manager.et.redhat.comCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Xen Community Center
http://www.xensource.com/xen/xen/
http://www.xensource.com/xen/xen/Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Panoramica sulle tecnologie di Virtualizzazione
http://virt.kernelnewbies.org
http://virt.kernelnewbies.orgCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Progetti tecnologie emergenti
http://et.redhat.com
http://et.redhat.comCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow
Capitolo 20. Risorse aggiuntive Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
20.1. Siti web utili Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- http://www.cl.cam.ac.uk/research/srg/netos/xen/ — Il sito web del para-virtualization machine manager Xen™, dal quale deriva Red Hat Virtualization. Il sito gestisce i binari dell'upstream del progetto Xen ed il codice sorgente insieme alle informazioni, architetture, panoramiche, alla documentazione e link relativi, riguardanti Xen e le tecnologie ad esso associate.
- http://www.libvirt.org/ — Il sito web ufficiale per il
libvirtvirtualization API che interagisce con la struttura di virtualizzazione di un host OS. - http://virt-manager.et.redhat.com/ — Il sito web del progetto per il Virtual Machine Manager (virt-manager), l'applicazione grafica per la gestione delle macchine virtuali.
20.2. Documentazione installata Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
/usr/share/doc/xen-<version-number>/—. This directory contains a wealth of information about the Xen para-virtualization hypervisor and associated management tools, including a look at various example configurations, hardware-specific information, and the current Xen upstream user documentation.man virshand/usr/share/doc/libvirt-<version-number>— Contains subcommands and options for thevirshvirtual machine management utility as well as comprehensive information about thelibvirtvirtualization library API./usr/share/doc/gnome-applet-vm-<version-number>— Documentation for the GNOME graphical panel applet that monitors and manages locally-running virtual machines./usr/share/doc/libvirt-python-<version-number>— Provides details on the Python bindings for thelibvirtlibrary. Thelibvirt-pythonpackage allows python developers to create programs that interface with thelibvirtvirtualization management library./usr/share/doc/python-virtinst-<version-number>— Provides documentation on thevirt-installcommand that helps in starting installations of Fedora and Red Hat Enterprise Linux related distributions inside of virtual machines./usr/share/doc/virt-manager-<version-number>— Provides documentation on the Virtual Machine Manager, which provides a graphical tool for administering virtual machines.
Appendice A. Lab 1 Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
- Per determinare se la vostra CPU possiede un supporto PAE, digitate:
grep pae /proc/cpuinfo
grep pae /proc/cpuinfoCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Il seguente output mostra una CPU con supporto PAE. Se il comando non ritorna alcun output, allora la CPU non presenta alcun supporto PAE. Tutti gli esercizi presenti all'interno del lab, necessitano di una CPU i386 con estensione PAE, x86_64 o ia64 per poter procedere.
flags : fpu vme de pse tsc msr pae mce cx8 apic mtrr pge mca cmov pat clflush dts acpi mmx fxsr sse sse2 ss tm pbe nx up est tm2flags : fpu vme de pse tsc msr pae mce cx8 apic mtrr pge mca cmov pat clflush dts acpi mmx fxsr sse sse2 ss tm pbe nx up est tm2Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow
virt-install.
virt-install.
- Per installare il vostro guest Xen di Red Hat Enterprise Linux 5 Beta 2, al prompt digitate quanto segue:
virt-install. - Quando vi verrà richiesto di installare un guest completamente virtualizzato digitate:
no. - Digitate
rhel5b2-pv1per il nome della vostra macchina virtuale. - Digitate 500 per l'allocazione della vostra RAM.
- Digitate
/xen/rhel5b2-pv1.imgper il vostro disco (immagine guest). - Digitate 6 per la misura del vostro disco (immagine guest).
- Digitate
yesper abilitare il supporto grafico. - Digitate
nfs:server:/path/to/rhel5b2per la posizione della vostra installazione. - L'installazione ha inizio. Procedere normalmente con la vostra installazione.
- Dopo aver terminato l'installazione, digitate
/etc/xen/rhel5b2-pv1, ed eseguite le seguenti modifiche: #vnc=1#vncunused=1sdl=1 - Utilizzate un editor di testo per modificare
/etc/inittab, aggiungendo quanto segue al file:init 5.#id:3:initdefault:id:5:initdefault:
virt-manager.
virt-manager.
- Per installare il vostro guest Xen di Red Hat Enterprise Linux 5 Beta 2, al prompt del comando digitate:
virt-manager. - Sulla finestra Apri collegamento, selezionate host Xen locale e cliccate su Collega.
- Start Red Hat's Virtual Machine Manager application, and from the File menu, click on New.
- Fate clic su Avanti.
- Digitate
rhel5b2-pv2per il nome della vostra macchina, e fate clic su Avanti. - Selezionate Paravirtualizzato e fate clic su Avanti.
- Digitate
nfs:server:/path/to/rhel5b2per l'URL del vostro media d'installazione, e successivamente fate clic su Avanti. - Selezionate
Simple File, digitate/xen/rhel5b2-pv2.imgper la posizione del vostro file. Scegliete 6000 MB, e fate clic su Avanti. - Selezionate 500 per il vostro VM startup e memoria massima, e successivamente fate clic su Avanti.
- Fate clic su Fine.
- To determine if your CPU has Intel-VT or AMD-V support, type the following command:
egrep -e 'vmx|svm' /proc/cpuinfo - Il seguente output mostra una CPU in grado di supportare Intel-VT:
.flags : fpu tsc msr pae mce cx8 apic mtrr mca cmov pat clflush dts acpi mmx fxsr sse sse2 ss ht tm pbe constant_tsc pni monitor vmx est tm2 xtpr.flags : fpu tsc msr pae mce cx8 apic mtrr mca cmov pat clflush dts acpi mmx fxsr sse sse2 ss ht tm pbe constant_tsc pni monitor vmx est tm2 xtprCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow Se il comando non ritorna alcun output, allora la CPU non presenta alcun supporto Intel-VT o AMD-V. - Per determinare se la vostra CPU presenta un supporto Intel-VT o AMD-V, digitate il seguente comando:
cat /sys/hypervisor/properties/capabilities
cat /sys/hypervisor/properties/capabilitiesCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - The following output shows that Intel-VT support has been enabled in the BIOS. If the command returns nothing, then go into the BIOS Setup Utlility and look for a setting related to 'Virtualization', i.e. 'Intel(R) Virtualization Technology' under 'CPU' section on a IBM T60p. Enable and save the setting and do a power off to take effect.
xen-3.0-x86_32p hvm-3.0-x86_32 hvm-3.0-x86_32p
xen-3.0-x86_32p hvm-3.0-x86_32 hvm-3.0-x86_32pCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow
virt-install:
- Per installare il vostro guest Xen di Red Hat Enterprise Linux 5 Beta 2, al prompt digitate quanto segue:
virt-install. - Quando è necessario installare un guest completamente virtualizzato digitate
yes. - Digitate
rhel5b2-pv2per il nome della vostra macchina virtuale. - Digitate 500 per l'allocazione della vostra memoria.
- Digitate
/xen/rhel5b2-fv1.img> per il vostro disco (immagine guest). - Digitate 6 per la misura del vostro disco (immagine guest).
- Digitate
yesper abilitare il supporto grafico. - Digitate
/dev/cdromper l'immagine CD virtuale. - The VNC viewer appears within the installation window. If there is an error message that says “main: Unable to connect to host: Connection refused (111)”, then type the following command to proceed:
vncviewer localhost:5900. VNC port 5900 refers to the first Xen guest that is running on VNC. If it doesn't work, you might need to use 5901, 5902, etc.
virt-manager:
- Per installare il vostro guest Xen di Red Hat Enterprise Linux 5 Beta 2, al prompt del comando digitate:
virt-manager. - Sulla finestra Apri collegmento, selezionate host Xen locale, e successivamente fate clic su Collega.
- Start Red Hat's Virtual Machine Monitor application, and from the File menu, click on New.
- Fate clic su Avanti.
- Digitate
rhel5b2-fv2per il nome del vostro sistema, e successivamente su Avanti. - Selezionate completamente virtualizzato e successivamente fate clic su Avanti.
- Specificare CD-ROM o DVD, ed inserire il percorso per installare il media. Specificate la posizione dell'immagine ISO se desiderate installare da una immagine ISO. Successivamente fate clic su Avanti.
- Selezionate Simple File, digitate
/xen/rhel5b2-fv2.imgper la posizione del vostro file. Specificate 6000 MB, e successivamente fate clic su Avanti. - Selezionate 500 per il vostro VM startup e memoria massima, e successivamente fate clic su Avanti.
- Fate clic su Fine.
- Verrà visualizzata la finestra per la console della macchina virtuale.
virt-manager.
virt-manager:
- Qui sono valide le stesse istruzioni presenti all'interno della Sequenza 6.
virt-manager
virt-manager.
- Qui sono valide le stesse istruzioni presenti all'interno della Sequenza 6.
virt-manager.
virt-manager.
- Per installare il vostro Red Hat Enterprise Linux 5 sul vostro host Windows XP, al prompt del comando digitate:
virt-manager. - Nella finestra Apri collegamento, selezionate host Xen locale, e fate clic su Collega.
- Start Red Hat's Virtual Machine Manager application, and from the File menu click on New.
- Fate clic su Avanti.
- Digitate
winxpper il nome del vostro sistema, e successivamente fate clic su Avanti. - Selezionate completamente virtualizzato e successivamente fate clic su Avanti.
- Specificare CD-ROM o DVD, ed inserire il percorso per installare il media. Specificate la posizione dell'immagine ISO se desiderate installare da una immagine ISO. Successivamente fate clic su Avanti.
- Selezionate Simple File, digitate
/xen/winxp.imgper la posizione del vostro file. Specificate 6000 MB, e successivamente fate clic su Avanti. - Selezionate 1024 per la vostra VM Startup e memoria massima, e selezionate 2 per le vostre VCPU. Successivamente fate clic su Avanti .
- Fate clic su Fine.
- A questo punto apparirà la finestra per la console della macchina virtuale. Procedete normalmente e terminate l'installazione.
- Scegliete di formattare la partizione
C:\nel formato file system FAT. Red Hat Enterprise Linux 5 non presenta i moduli del kernel NTFS. Il montaggio o la scrittura dei file sull'immagine del guest Xen potrebbe non essere così semplice, se è necessario formattare la partizione in un formato file system NTFS. - Dopo aver riavviato per la prima volta il sistema, modificate l'immagine guest
winxp:losetup /dev/loop0 /xen/winxp.imgkpartx -av /dev/loop0mount /dev/mapper/loop0p1 /mntcp -prv $WINDOWS/i386 /mnt/. Ciò correggerà il problema che potrete incontrare in una fase successiva dell'installazione di Windows. - Riavviate manualmente il guest Xen digitando:
xm create -c winxp/. - Nella finestra Virtual Machine Manager, selezionate il guest Xen
winxpe fate clic su Apri. - A questo punto apparirà la finestra per la console della macchina virtuale. Procedete normalmente e terminate l'installazione.
- Whenever a 'Files Needed' dialog box appears, change the path
GLOBALROOT\DEVICE\CDROM0\I386toC:\I386. Depending on your installation, you may or may not see this problem. You may be prompted for missing files during the installation. Changing the path toC:\I386should compensate for this problem. - Se la console del guest Xen si blocca, fate clic su
shutdown, ed apportate le seguenti modifiche in/etc/xen/winxp:#vnc=1#vncunused=1sdl=1#vcpus=2 - Ripetete fase 14 e procedete normalmente con l'installazione.
Appendice B. Lab 2 Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
host1 e host2 .
xm), iniziando altresì una comunicazione con xend. Per abilitare la migrazione live tra macchine è necessario eseguire una configurazione atta a supportare una migrazione live:
- Per creare un backup del vostro file
xend-config.sxp:cp -pr /etc/xen/xend-config.sxp /etc/xen/xend-config.sxp.default
cp -pr /etc/xen/xend-config.sxp /etc/xen/xend-config.sxp.defaultCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Modificate
/etc/xen/xend-config.sxped apportate i seguenti cambiamenti:#(xend-unix-server yes)(xend-relocation-server yes)(xend-relocation-port 8002)(xend-relocation-address '')(xend-relocation-hosts-allow '')#(xend-relocation-hosts-allow '^localhost$ ^localhost\\.localdomain$')#(xend-unix-server yes)(xend-relocation-server yes)(xend-relocation-port 8002)(xend-relocation-address '')(xend-relocation-hosts-allow '')#(xend-relocation-hosts-allow '^localhost$ ^localhost\\.localdomain$')Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Riavviate
xend:serviceexend restart.
- Modificate
/etc/exportsed includere la riga:/xen *(rw,sync,no_root_squash)/ - Salvate
/etc/exportse riavviate il server NFS. Assicuratevi che il server NFS venga avviato dadefault:service nfs startchkconfig nfs on. - Dopo aver avviato il server NFS sull'
host1,sarà possibile montarlo suhost2:mount host1:/xen. - Ora avviate il guest di Xen su
host1e selezionatefc6-pv1(ofc6-pv2dal Lab 1):xm create -c fc6-pv1
xm create -c fc6-pv1Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow
- Scaricate
gnump3d-2.9.9.9.tar.bz2tarball dahttp://www.gnump3d.org/. Estraete il tarball e nella directorygnump3d-2.9.9.9/compilate ed installategnump3d application:tar xvjf gnump3d-2.9.9.9.tar.bz2cd gnump3d-2.9.9.9/make install - Create a
/home/mp3directory and copy TruthHappens.ogg from Red Hat's Truth Happens page tomkdir /home/mp3wget -c http://www.redhat.com/v/ogg/TruthHappens.ogg - Iniziate lo streaming server digitando
command:gnump3d
command:gnump3dCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Su uno dei due host di Xen eseguite Movie Player. Se non è installato, installate gli rpm totem e iso-codec prima di eseguire Movie Player. Fate clic su Applicazioni, successivamente Suono & Video, e per finire Movie Player.
- Fate clic su Movie e successivamente Apri posizione. Inserite http://guest:8888/TruthHappens.ogg.
- Eseguite il file
TruthHappens.oggsu di uno dei due host di Xen. - Eseguite una migrazione live da
host1ahost2:xm migrate –live fc6-pv1 host2
xm migrate –live fc6-pv1 host2Copy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Aprite la finestra di terminali multipli su entrambi gli host di Xen con il seguente comando:
watch -n1 xm list
watch -n1 xm listCopy to Clipboard Copied! Toggle word wrap Toggle overflow - Osservate l'inizio del processo di migrazione live. Notate quanto tempo è necessario per completare tale processo.
gdm starts up. Run VNC viewer and connect to the Xen guest. Play with the Xen guest when the live migration occurs. Attempt to pause/resume, and save/restore the Xen guest and observe what happens to the VNC viewer. If you connect to the VNC viewer via localhost:590x, and do a live migration, you won't be able to connect to the VNC viewer again when it dies. This is a known bug.
Appendice C. Cronologia Copia collegamentoCollegamento copiato negli appunti!
| Diario delle Revisioni | ||||
|---|---|---|---|---|
| Revisione 2.0-15.400 | 2013-10-31 | |||
| ||||
| Revisione 2.0-15 | 2012-07-18 | |||
| ||||
| Revisione 5.1.0-10 | Fri Aug 3 2007 | |||
| ||||